Consigli di lettura: Gennaio

Consigli di lettura: Ogni mese vengono proposti dieci titoli eterogenei. Diversi gli autori, le nazionalità, i generi letterari e spesso molto diversi possono essere gli anni in cui i romanzi proposti sono stati pubblicati (la data scritta è l’ultima data di pubblicazione). Ciò che li accomuna è il piacere della lettura. Ci auguriamo che ogni mese i nostri lettori possano trovare almeno un libro da leggere. Il nostro appuntamento è curato dal collettivo di operatrici culturali “Tessera” formato da: Paola Bernardini, Giulia Silvestri, Anna Giannessi e Valentina Gori che ringraziamo calorosamente

Ana Maria Matute
I bambini tonti

Canicola Editore
Or.: Español 

2025

I bambini tonti è la straordinaria raccolta di 21 racconti brevi che scrisse a trent’anni e che a causa della censura franchista arrivarono con grandi difficoltà nelle mani dei lettori. Matute riflette sull’abbruttimento dell’infanzia nel periodo della dittatura spagnola, la povertà, la deformazione fisica, la malattia e le differenze di classe. Lo stile onirico e la simbologia danno a questi brevissimi racconti una forza che segna il lettore.
Il libro è stato definito dal premio Nobel Camilo José Cela «l’opera più importante scritta in spagnolo da una donna dopo la contessa Emilia Pardo Bazán». Ana María Matute, insieme a Camilo José Cela e Miguel Delibes, è considerata una delle scrittrici di narrativa più importanti del ventesimo secolo in Spagna.

Derek Raymond E morì a occhi aperti


Meridiano Editore
Or.:
English 

2016

Il primo volume della serie Factory, un caposaldo della letteratura noir. Il corpo senza vita di Charles Staniland, un alcolizzato di mezza età, viene ritrovato sul ciglio di una strada alla periferia di Londra con evidenti segni di violenza. In una città dilaniata dalle tensioni sociali, Scotland Yard ha indagini più importanti da portare avanti: come è noto nell’ambiente, i casi di poco conto, quelli con cui gli altri dipartimenti non vogliono sporcarsi le mani, sono affidati alla sezione Delitti irrisolti, poliziotti cinici e disillusi guidati dal loro sergente, un uomo indurito dalla strada. La vita di Staniland è racchiusa all’interno di una scatola piena di cassette registrate con la sua voce. Quei nastri sono tutto ciò che il sergente e i suoi uomini hanno per ricomporre i tasselli di un’esistenza travagliata e ripercorrere a ritroso la strada che ha portato a un delitto tanto efferato.
Alle prese con un puzzle di pezzi mancanti e tessere spezzate, il sergente sa che la verità portata a galla da quella voce è solo una faccia della medaglia, il racconto parziale e omissivo di qualcosa di più sfaccettato e pericoloso di quanto lui e i suoi uomini possano immaginare. Sullo sfondo di una Londra nera e fumosa, un lucido e allo stesso tempo compassionevole ritratto del lato più perverso del crimine.

lettura

Arkadi e Boris Strugackij
La seconda invasione dei marziani

Marcos y Marcos Editore
Or.: русский

2025

Non lontano da Maratona accadono strani fenomeni: esplosioni, bagliori accecanti, vibrazioni del suolo simili a un grande terremoto. Mentre si sparge la voce che il Paese è stato invaso dai marziani, assieme al panico prende piede una strana insurrezione rivoluzionaria. I cittadini, più che agli extraterrestri, sembrano interessati a sfruttare nel migliore dei modi alcune singolari propensioni degli ‘invasori’. Fortissimi, generosi, parrebbero disposti a sborsare cifre ingenti per acquistare i succhi gastrici dei terrestri e diffondono una prodigiosa varietà di grano blu dotata di poteri nutritivi senza precedenti. Ma chi ha visto, realmente e da vicino, questi marziani? Chi ha avuto scambi con loro, che idea se ne è fatto? Esistono davvero, o si tratta di voci diffuse dal Regime, preoccupato di mettere a tacere le fazioni ribelli? Una potente allegoria contro il potere e il controllo dell’informazione. Un libro profetico, come molti dei fratelli Strugackij.

Angela Flournoy
La casa dei Turner

Keller Editore
Or.: English  

2025

Detroit, 2008. Cha-Cha Turner, camionista nero sessantaquattrenne perseguitato da uno spettro, deve decidere insieme ai suoi dodici fratelli le sorti della casa di Yarrow Street, nella zona est, dove la famiglia Turner ha vissuto per quattro generazioni. L’anziana madre Viola non è più autosufficiente e ha dovuto abbandonarla per trasferirsi da Cha-Cha. A causa della bolla immobiliare, la casa ormai senza valore richiede ai fratelli una grossa spesa per essere preservata. Ha resistito all’abbandono del quartiere, alle sommosse, a corruzione e furti. Ha visto morire Francis Turner, il patriarca, che nel 1945 era emigrato a Detroit dall’Arkansas per diventare predicatore. È sullo sfondo di una Detroit mutevole e contraddittoria, tra lotte dei neri e fughe dei bianchi, che i flashback del passato si intrecciano alle vicende del presente. Le vite di Francis e Viola ventenni, negli anni Quaranta, uno al Nord e l’altra al Sud, si alternano con le storie dei loro figli: Cha-Cha, in terapia da una psicologa per affrontare il problema dello spettro e del peso delle sue responsabilità famigliari; Lelah, incapace di tutelare ciò che ama per via della dipendenza dal gioco d’azzardo; Troy, rancoroso e insoddisfatto, che cerca di salvare la casa con sotterfugi illegali; e gli altri, la salutista Francey, il trasandato Lonnie, gli scanzonati Miles e Duke… Per prendere una decisione devono fare i conti con il passato, il presente e il valore dei vincoli di sangue. Quanto sono disposti a pagare per proteggere le loro origini

Gauz
Posti in piedi

Elliot Editori
Or.: Français

2016

Ossiri è un brillante studente ivoriano che negli anni Novanta decide di emigrare in Europa in cerca di un’occupazione. Inizia così la sua avventura a Parigi alla scoperta della comunità, composta quasi esclusivamente da uomini neri immigrati, legata al lavoro di vigilantes nei grandi magazzini, lavoro per il quale si viene pagati per “stare in piedi” e controllare la clientela. Nelle lunghe ore trascorse tra i reparti del negozio, Ossiri guarda la società e ce la racconta con travolgente ironia, nella sua infinita varietà di abitudini, vezzi, inettitudini e assurdità da consumatori medi occidentali.
Posti in piedi è una cruda ed esilarante fenomenologia della globalizzazione che, andando a ritroso negli anni, mostra cosa si cela oggi dietro a concetti come immigrazione, integrazione, benessere, tolleranza e lavoro. Acclamato dai giornali (miglior esordio dell’anno 2014 per la rivista Lire) e dai lettori francesi, vincitore del “Premio dei librai Gibert Joseph”, il romanzo di Gauz mescola l’epica delle vite ordinarie con la più intelligente delle critiche sociali contro stereotipi e pregiudizi.

Yewande Omotoso
La signora della porta accanto

Ullestein Editore
Or.: English (South Africa)

2018

consigli di lettura

Marion e Hortensia sono come il diavolo e l’acqua santa: bianca e snob l’una, nera e scontrosa l’altra. Da quasi vent’anni sono vicine di casa a Katterijn, una zona residenziale di Città del Capo. A unirle è il successo ottenuto sul lavoro, in un’epoca in cui le donne in carriera erano rare: se Marion è riuscita ad aprire uno studio di architettura con più di trenta impiegati, Hortensia è diventata una «guru del design». A separarle due decenni di disprezzo reciproco e futili litigi. Fresche di vedovanza e con un piede nella tomba, le due vecchiette – l’Avvoltoio e la Terribile, come si chiamano tra loro – continuano a detestarsi apertamente, finché un evento inaspettato non le costringe a una convivenza forzata. Tra battibecchi quotidiani, sfoghi velenosi e i timidi tentativi di Marion di creare una complicità alla Thelma & Louise, l’ostilità si addolcisce e i rancori si trasformano lentamente nel terreno comune tra due donne forti capaci di farsi strada negli anni difficili della segregazione razziale. Con sguardo lieve e umorismo caustico, Yewande Omotoso dà vita a un racconto sull’emancipazione femminile, sull’impatto del colonialismo nella società sudafricana e, soprattutto, su una materia spesso elusiva: l’amicizia.

Jon Fosse
Vaim

Random House Editore
Or.:  Norsk

2025

Jatgeir è partito dal villaggio di Vaim a bordo della sua barca, Eline, che porta il nome di un amore perduto di gioventù. Deve fare acquisti in città, ma l’accoglienza che gli riservano i suoi abitanti è tutt’altro che cordiale. La notte, mentre dorme sulla barca ormeggiata al molo di Sund, sente una voce femminile chiamarlo, un suono familiare che lo riporta a un lontano passato. A pochi passi da sé vede Eline, la donna che non aveva mai dimenticato: ha deciso di lasciare il marito, ha una valigia in mano ed è determinata a tornare a Vaim con Jatgeir, sulla barca che porta il suo nome. Questo incontro inatteso è l’inizio di un viaggio sospeso in un triangolo amoroso, che esplora le sfumature della perdita e del desiderio, in un intreccio di vita e morte, realtà e sogno. Il ritorno al romanzo di Jon Fosse dopo il premio Nobel per la Letteratura 2023 prosegue la sua indagine sulla condizione umana, sugli incontri che definiscono le nostre vite, sulla lotta quotidiana tra quello che accade e ciò che desideriamo.

William Gardner Smith
Il volto di pietra

Minimum Fax Edizioni
Or.:
Clichy 

2024

Philadelphia, 1960. È ancora un adolescente, Simeon Brown, quando perde un occhio in un’aggressione di stampo razzista da parte di un capobanda di quartiere: da quel momento l’angosciante “volto di pietra” del suo aguzzino non cessa di perseguitarlo.
Qualche anno dopo, Simeon è un giovane giornalista afroamericano in un paese all’apice della segregazione razziale, e quando un altro volto di pietra – insieme diverso e sempre uguale – lo aggredisce, non può impedirsi di reagire. Capisce allora che, se vuole sopravvivere ed evitare di fare del male a qualcuno, la sua unica possibilità è scappare lontano, dall’altra parte dell’oceano. A Parigi. La Ville Lumière dell’epoca, centro culturale dell’intellettualità decoloniale e dissidente, è un rifugio sicuro per gli artisti e gli intellettuali neri, e Simeon può finalmente fare ciò che vuole e andare dove vuole senza più avere paura. Crea un proprio circolo di espatriati, dalle amicizie con emigrati afroamericani alla storia d’amore con una ragazza ebrea sopravvissuta ai campi di sterminio nazisti. Ma piano piano, il dubbio si insinua: la Parigi degli anni Sessanta è davvero il paese delle meraviglie per i dannati della terra, o il volto di pietra del razzismo cammina anche lungo la Senna? Il governo francese sta tentando di reprimere brutalmente la rivoluzione anticoloniale in Algeria, e le persone arabe vengono regolarmente fermate e perquisite, picchiate e arrestate dalla polizia francese. E il peggio deve ancora venire. Grazie alla sua amicizia con Ahmed e altri radicali algerini, che Simeon sente “così simili” a lui, intuisce di dover fare una scelta, la più dura: quella tra il privilegio di essere da tutti considerato “bianco”, in un paese dove i “neri” sono gli arabi, rimanendo uno spettatore passivo dell’ingiustizia dello Stato francese, e la necessità di lottare contro l’oppressione, chiunque colpisca.

consigli di lettura

Moussa Konaté
Omicidio a Timbuctù

Del Vecchio Editore
Or.: Français (Mali)

2019

Timbuctu, Mali. Fine 2010. Nell’accampamento dell’allegra famiglia di Aghaly Ag Hussein è l’ora dello zuhr, mezzogiorno, il momento della preghiera islamica recitata, la seconda delle cinque preghiere quotidiane. Rhissa, il figlio maggiore del patriarca, appare preoccupato perché il suo dispettoso fratello Ibrahim non è ancora tornato, manca dalla mattina. La moglie del patriarca Fatma Walette Sidi-Mohamed è allettata da molte lune e gioca con Ahmed, il nipote di nove anni e terzo figlio di Rhissa, il quale, d’intesa con la propria moglie e con quella incinta di Ibrahim, va a prendere il dromedario per cercarlo sulla strada verso Timbuctu. Dopo qualche chilometro trova solo il corpo, sdraiato su un fico, appoggiato sulla schiena, coperto di sabbia e con il volto insanguinato, è morto. Lo carica sul dromedario e va in commissariato. Famiglia e amici sono convinti che il responsabile vada individuato nella comunità apparentata (cugini che non si amano) di Saïf Ag Youssef. Intervento pubblico immediato? Spedizione punitiva privata? Nel frattempo arriva la notizia di una sparatoria contro un cittadino francese. Le due storie sono collegate? C’è un rischio incombente di terrorismo islamista? Di traffico di droga e rapimenti? Si muove l’ambasciata francese. Il commissario Habib viene convocato a Timbuctù, dove collaborerà con la polizia locale perché si sospetta un atto di terrorismo. Però, mentre le autorità locali e gli esponenti dell’ambasciata francese seguono con sicurezza questa pista, Habib nutre dubbi sulle responsabilità di Aqim, il movimento jihadista che ha installato nella zona il suo quartier generale. Mentre i suoi più giovani collaboratori seguono le loro ipotesi, in un crescendo di avventure e di colpi di scena, Habib si lascia guidare da intuizioni e dettagli fino alla verità, come sempre ricca di sfaccettature. Con ritmo serrato e grande ironia – al limite della comicità – si chiuderà un’inchiesta che di nuovo apre uno spiraglio sull’Africa: il vecchio Mali e il nuovo Mali non sono ancora del tutto in dialogo; le visioni degli europei, spesso legate agli interessi economici e di potere, sono erroneamente riconosciute come vere dagli stessi maliani che dimenticano di essere in un continente ricco di storia e di risorse economiche.

Ruy Duarte de Carvalho
Terra

Crocetti Editore
Or.: Português (Angola)

2025

È il Namibe, nel sud dell’Angola, lo spazio di riferimento e la fonte di ispirazione dell’attività letteraria, cinematografica e di ricerca di Ruy Duarte de Carvalho, una delle voci più rappresentative dell’Africa contemporanea. Con quei paesaggi estremi, tra deserto e oceano, Duarte ha intessuto «un dialogo fatto di osservazione diretta e traduzione costante, di un universo solo apparentemente fermo nel tempo, segnato da dinamiche proprie che declinano altri orizzonti di progresso ed altre temporalità» (L. Apa). 
Da poeta, antropologo e, prima ancora, perito agrario, Duarte ha infatti osservato i gesti e le capacità di uomini e animali impegnati nel lavoro della terra, il “bestiame sacro” che fornisce “la carne e il latte”, gli eventi climatici. La sua poesia ha riportato la cultura angolana, e quella africana in generale, nello stesso continente, e alla luce di una nuova “nozione geografica” ne ha messo in dialogo le parti, a dispetto delle differenze imposte dai falsi confini coloniali, affermandone al contempo la diversità culturale, sociale ed etnica. 
La ricostruzione degli elementi comuni e la riscrittura di esempi poetici del patrimonio tradizionale africano o le evocazioni delle sue mappe o dei suoi antichi regni, accanto all’osservazione diretta del presente, danno alla poesia di Ruy Duarte una connotazione epica, in cui risuona costante la valenza della parola, nella forza della sua dimensione orale e collettiva. 

lettura

Buona lettura.

Vi aspettiamo a Febbraio

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Consigli di lettura di Dicembre

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