L’appuntamento mensile con i libri e la lettura
Consigli di lettura: Ogni mese vengono proposti dieci titoli eterogenei. Diversi gli autori, le nazionalità, i generi letterari e spesso molto diversi possono essere gli anni in cui i romanzi proposti sono stati pubblicati (la data scritta è l’ultima data di pubblicazione). Ciò che li accomuna è il piacere della lettura. Ci auguriamo che ogni mese i nostri lettori possano trovare almeno un libro da leggere. Il nostro appuntamento è curato dal collettivo di operatrici culturali “Tessera” formato da: Paola Bernardini, Giulia Silvestri, Anna Giannessi e Valentina Gori che ringraziamo calorosamente

Sylvia Aguilar Zèleny
Spazzatura
Ventanas Editore
Or.: Español (México)
2025
Una storia di frontiera, quella molto più che geografica, tra il Messico e gli Stati Uniti. Un romanzo polifonico e al femminile che si muove tra Ciudad Juárez ed El Paso, terre di transito e di crimine, ferita ancora aperta di un colonialismo che continua a plasmare identità e desideri. Il confine respinge, eppure tutto si mescola: le speranze, i valori, le paure. L’american dream è a portata di mano, basta attraversare il ponte e arrivare “dall’altra parte”. Ma a Juárez, dalla parte dei poveri, c’è un’umanità che abita in una discarica comunale dove finiscono i rifiuti e il respiro tossico di due città, di due mondi. E dove tutto è spazzatura, comprese le persone.
Seguiamo il racconto di tre donne: Alicia, cresciuta nella discarica, che adesso comanda su altri come lei; Griselda, una ricercatrice che ogni giorno arriva da El Paso per studiare chi vive in mezzo ai rifiuti; Reyna, una donna trans che dell’immondizia sente solo il fetore quando il vento lo trascina fino al marciapiede sul quale batte, insieme a un gruppo di prostitute unite come una famiglia. Le loro vite si sfiorano, si incrociano, si sovrappongono. Non senza sorprese.
Molly Keane Le buone maniere
Astoria Editore
Or.: English
2015

I St. Charles, famiglia anglo-irlandese decaduta, vivono in un insieme di lusso e disagi, rifiutandosi di comprendere la realtà della vita e facendo del contegno e del decoro la base di ogni rapporto. Aroon, la voce narrante, detestata dalla madre e trascurata dal padre, non si rende conto di cosa le accade intorno e si trova continuamente coinvolta in imbarazzanti situazioni tragicomiche, convinta che a tutto si possa porre rimedio con le buone maniere.
Il black humor di Molly Keane induce a ridere fino alle lacrime, mentre la sua distaccata lucidità arriva a sfiorare il raccapriccio. «”Si tenga sul beige, Miss Aroon”, mi implorava, “e sul semplice”. E quando le portai i modelli per alcuni vestiti di chiffon rosa pallido: “Sembrerà un pergolato in un giardino”, disse intristita. mi sentii un po’ irritata da questo commento non richiesto, ma lo ignorai, ovviamente, e ordinai dieci iarde di chiffon rosa».
Nata nella contea di Kildare, Irlanda, nel 1904, Molly Keane scrisse il suo primo romanzo, The Knight of the Cheerful Countenance, usando lo pseudonimo M.J. Farrell. Tra il 1928 e il 1961 pubblicò dieci romanzi sotto lo stesso pseudonimo e scrisse anche numerose commedie di successo. La prematura morte del marito segnò una pausa nella sua carriera che finì solo nel 1981, quando Le buone maniere, finalista del Booker Prize e dal quale fu ricavato un film per la televisione, apparve col suo vero nome e suscitò una nuova attenzione per il suo lavoro. Seguirono nel 1983 Time After Time, anch’esso sceneggiato per la televisione, e Loving and Giving nel 1988. Molly Keane è morta nel 1996.

Paolo Maurensig
La variante
Adelphi Editore
Or.: Italiano
2003
Un colpo di pistola chiude la vita di un ricco imprenditore tedesco. È un incidente? Un suicidio? Un omicidio? L’esecuzione di una sentenza? E per quale colpa? La risposta vera è un’altra: è una mossa di scacchi. Dietro quel gesto si spalanca un inferno che ha la forma di una scacchiera. Risalendo indietro, mossa per mossa, troveremo due maestri del gioco, opposti in tutto, e animati da un odio inesauribile, che attraversano gli anni e i cataclismi politici pensando soprattutto ad affilare le proprie armi per sopraffarsi. Che uno dei due sia ebreo e l’altro sia stato un ufficiale nazista è solo uno dei vari corollari del teorema. Un grande maestro del gioco, Kasparov, disse una volta: «Gli scacchi sono lo sport più violento che esista». Asciutto, lucido, teso, questo romanzo lo conferma con una storia che procede essa stessa come una efferata partita di scacchi – e insieme ci rivela uno scrittore.
Giani Stuparich
Un anno di scuola
Quodlibet Editore
Or.: Italiano
2022

Trieste, 1909. Una ragazza ottiene, per la prima volta, l’accesso all’ottavo anno del ginnasio, passaggio obbligato per accedere agli studi universitari e conquistarsi un futuro di libertà e indipendenza. Sola femmina tra venti allievi maschi, catalizza inevitabilmente le attenzioni e le emozioni di tutti: ognuno, a suo modo, si innamorerà di lei, di quella figurina che vorrebbe essere nulla più che una compagna di studi e di scherzi spensierati, una voce nel coro concorde della classe. Edda Marty, la protagonista di Un anno di scuola, è l’incarnazione di un ideale femminile che soltanto la città di Svevo e di Saba poteva produrre: insieme fragile e forte, seria e irriverente, dolce e «temeraria», come la definisce Stuparich all’inizio. La storia del suo incontro con Antero, il compagno più riservato e sensibile, si sviluppa in un vortice drammatico che, tra amore e morte, accompagnerà la classe verso gli esami. Ritratto di un’epoca irripetibile della vita, il racconto (pubblicato per la prima volta nel 1929) è anche una struggente rivisitazione della Trieste di inizio secolo, di quella Vienna calata sull’Adriatico dalla quale sono uscite alcune delle pagine più autentiche della nostra letteratura.

Eugenia Ladra
L’esca
Edicola Ediciones
Or.: Español (Uruguay)
2026
Marga ha tredici anni e un corpo che brucia. Quando è nata un’alluvione, ha ricoperto di fango il suo villaggio e per questo la gente del posto crede che porti sfortuna. L’unica persona che la guarda senza pregiudizi è un forestiero, un ragazzo arrivato da chissà dove, che per la ragazzina tutta pelle e ossa e gli anelli di latta a ogni dito rappresenta al tempo stesso promessa e minaccia, pericolo e rifugio. L’esca, l’acclamato esordio della scrittrice uruguaiana Eugenia Ladra, dura il tempo di un’estate, una stagione che a Paso Chico è fatta soprattutto dal ronzio persistente degli insetti e dall’umidità che grava sul petto e sulle tempie, un’estate in cui la protagonista imparerà ad abitare la ferita di essere donna e chi legge scoprirà quanto bellezza e violenza possano convivere tra le stesse pagine. Senza nessuna educazione sentimentale se non quella assorbita dalle telenovelas, e con l’unica complicità di Olga, la levatrice del villaggio, che pur non essendo mai rimasta incinta, ha nutrito al suo petto bizzarro diverse creature, la ragazzina si avvicina all’amore. E insieme a Recio, entrambi segnati, lui da una voglia che gli divide la fronte, lei dal marchio della disgrazia, ne conoscerà i piaceri e le insidie. Poi, un giorno, in paese arriva il circo e Marga scopre che ogni cosa nella vita ha un prezzo.
Daniel Keyes
Fiori per Algernon
Tea Editore
Or.: English
2016

Algernon è un topo, ma non un topo qualunque. Con un’audace operazione, uno scienziato ha triplicato il suo QI, rendendolo forse più intelligente di alcuni esseri umani. Di certo più di Charlie Gordon, che fino all’età di trentadue anni ha vissuto nella dolorosa consapevolezza di non essere molto… sveglio. Ma cosa succederà quando la stessa operazione verrà effettuata su Charlie? Quale sorte accomunerà la sua esistenza e quella del fedele amico Algernon? Entrato nel canone dei grandi romanzi del XX secolo, Fiori per Algernon è un capolavoro della narrativa di anticipazione, definito dal New York Times «magistrale e profondamente toccante». Alla sua uscita, nel 1966, questo struggente diario di un uomo che «voleva soltanto essere come gli altri» ha vinto il Premio Nebula, per poi vendere nel corso degli anni milioni di copie nel mondo e diventare fonte d’ispirazione per film, serie televisive e musical.

Caroline Laurent
Le rive della collera
Edizioni e/o
Or.: Français
2023
Quella delle Chagos è una storia tanto drammatica quanto poco conosciuta. Questo arcipelago di isole sperduto in mezzo all’Oceano Indiano alla fine degli anni ’60 è stato teatro di un accordo scandaloso tra il Regno Unito e il neonato governo delle Mauritius. Quest’ultimo acconsentì a cedere agli inglesi le isole Chagos come merce di scambio per ottenere l’indipendenza dai britannici, dichiarando che l’arcipelago era disabitato. La realtà era ben diversa: sull’isola principale Diego Garcia e in alcune delle altre vivevano stabilmente migliaia di ilois, una popolazione discendente dagli schiavi deportati qui dai francesi durante i secoli di colonialismo. O, per dirla con le parole utilizzate dal Foreign Office britannico in un dispaccio segreto realizzato prima del distacco e poi reso pubblico, «non c’erano solo uccelli sull’isola, sfortunatamente, ma anche dei Tarzan, dei Venerdì dalle origini oscure». Alla vigilia dell’indipendenza delle Mauritius, le Nazioni Unite, rassicurate in modo fraudolento dagli inglesi in merito all’assenza di popolazioni autoctone sulle isole, diedero il loro benestare all’accordo. Fu così che nel giro di pochi giorni migliaia di chagossiani furono cacciati dalle loro case e deportati illecitamente alle Mauritius e alle Seychelles, e qui abbandonati a un misero destino di bidonville e vite precarie ai margini della società.
Nel frattempo sull’isola di Diego Garcia si insediarono gli inglesi e gli americani che trasformarono un paradiso tropicale in una base navale, diventata nei decenni successivi un avamposto militare strategico sia durante la Guerra Fredda con l’Unione Sovietica, sia nelle guerre con Iraq e Afghanistan. La questione chagossiana a partire dagli anni ’70 venne però resa nota grazie alle manifestazioni degli ilois deportati e all’interessamento dei media, fino ad arrivare alla Corte Suprema dell’Aia che, dopo decenni di trattative internazionali, nel 2019 dichiarò illegittima la sovranità inglese sulle Chagos. Il 3 ottobre 2024 stabilì l’avvio delle procedure per la riannessione delle isole alle Mauritius, a eccezione di Diego Garcia per la quale è stato però rinnovato per altri 99 anni l’impegno da parte del governo mauriziano a garantire la continuità della base navale americana. Un successo solo sulla carta, quindi, per le migliaia di profughi chagossiani che ancora oggi vedono respinte le legittime pretese di poter ritornare in quelle che furono le case loro e dei loro antenati.
Questa triste storia è al centro del romanzo Le rive della collera di Caroline Laurent. L’autrice franco-mauriziana conosceva le isole Chagos dai racconti che gliene faceva da bambina sua madre, la quale prima del famigerato accordo le aveva visitate durante un viaggio nell’Oceano Indiano, restando incantata dalla bellezza delle isole e delle persone che le abitavano. Appassionatasi alla questione chagossiana, ed essendo entrata in contatto con il Groupe Refugies Chagos (costituitosi negli anni ’80 a Mauritius per portare avanti la battaglia degli ilois), la Laurent ha quindi deciso di scrivere questo libro.
Un romanzo, con personaggi di fantasia e alcune licenze cronologiche, che attraverso la storia d’amore tra Marie-Pierre Ladouceur che vive a Diego Garcia e va piedi nudi, libera e senza freni, e Gabriel, un mauriziano venuto ad assistere l’amministratore coloniale, narra la storia di quanto accaduto tra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70 ai chagossiani. Con l’obiettivo di dare voce proprio a loro, che in tutti questi anni non sono mai stati ascoltati: da inglesi e mauriziani prima, da burocrati e legali delle Nazioni Unite e della Corte Suprema poi. Ma che non hanno mai smesso di lottare per rivendicare i legittimi diritti sulla loro terra natia, perché come scrive l’autrice «quando si è poveri si possiede solo una cosa: se stessi».
Rosa Montero
La pazza di casa
Ponte alle Grazie Edizioni
Or.: Español
2025

Romanzo, saggio, autobiografia. È difficile definire La pazza di casa: è l’opera più personale di Rosa Montero, una delle più grandi scrittrici spagnole contemporanee. Questa è la sua opera più personale, consacrata dalla critica e dai lettori in oltre dieci anni di successo. E il testo in cui affronta – e vince – la sfida più ardua per ogni scrittore, in cui riconosce di non poter vivere senza la scrittura, senza l’urgenza di raccontare la realtà e se stessi. La pazza di casa è un viaggio dietro le quinte dell’immaginazione, della creazione artistica, della memoria; è un percorso necessario per ogni essere umano, ma che diventa addirittura obbligatorio per l’artista nel momento in cui comprende che il paradiso una volta perduto si riconquista solo ricreando il mondo con la penna. Quest’opera parla di memoria, di uomini belli, di scrittori odiosi, di notti d’amore e scheletri nell’armadio; e come nei romanzi più sublimi, l’immaginazione e la realtà si fondono e scompaiono, assorbite dalla medesima esperienza, personale e universale allo stesso tempo. «Uno scrittore non scrive soltanto con quello che sa, ha imparato, sogna, ricorda e inventa, ma con tutto quello che tiene dentro di sé, e principalmente con quegli incubi che ha seppellito nel profondo del subconscio, perché non ne vuole più sapere e perché è terrorizzato dalla loro esistenza. Per questo, per spiegare il luogo che la vocazione occupa nella vita di uno scrittore, occorre parlare di tutto quello che c’è nella sua vita, senza eccezioni: gli amori e gli odi, le grandezze e le miserie, le bizzarre fobie e le simpatie che disegnano i cruciverba irrisolvibili della personalità umana. Rosa Montero lo fa con aggraziata disinvoltura, attenuando con scintille di ironia e buonumore gli aspetti più scabrosi della sua biografia – il passato hippy, il disordine domestico, le folli passioni della giovinezza». Dalla postfazione di Mario Vargas Llosa.

Elvira Mujčić
Dieci prugne ai fascisti
Elliot Editore
Or.: Italiano
2017
Nella famiglia di Lania, la nonna rappresenta il solido fulcro intorno al quale ruota l’asse familiare. Un giorno la donna chiede di poter essere sepolta un domani nella sua terra, ma la faccenda non è così semplice e dà origine a una catena, al limite del comico, fatta di manovre, equivoci, scontri e progetti che terranno tutti occupati per mesi. Eppure, quando sette anni dopo la morte arriva davvero, la macchina organizzativa, così a lungo oliata, s’inceppa via via in modo grottesco e inaspettato. Perché non si tratta di una famiglia qualsiasi, ma di esuli fuggiti dalla Bosnia in guerra ed emigrati in Italia negli anni Novanta, che hanno portato con sé un’eredità ricca di memorie e resistenza, ma anche il peso di una tragedia taciuta e mai superata. Il ritorno in patria per Lania, sua madre e i suoi due fratelli, al seguito del feretro verso la terra natia, si trasforma così in un viaggio a ritroso nel tempo, costellato di incontri bizzarri e di imprevisti, in una migrazione al contrario che ha come destinazione la riconquista della propria storia e di una nuova vita.
Agota Kristof
Il mostro e altre storie
Edizioni Casagrande
Or.: Français (Suisse)
2019

Il Mostro, La strada, L’epidemia, L’espiazione. Quattro storie che hanno la forza concentrata dei proverbi, dei salmi, dei sogni. Ambientate in un futuro in cui l’umanità sembra ripiombata in uno stato primitivo, si rivelano oggi di una stupefacente attualità.
Un mostro che semina morte, ma che il popolo adora, inebriato com’è dal suo profumo. Un costruttore di strade che, insieme ad altri personaggi storditi fino alla più cieca ubbidienza, vaga in un viluppo insensato di asfalto e cemento. Un morbo misterioso che spinge la gente al suicidio, che riempie i boschi di impiccati. E poi mendicanti, musicisti di strada e mangiafuoco, sfruttati e derisi per la loro estraneità al cinismo sociale ma non per questo innocenti. Quattro commedie nere e moleste come il bitume, scritte per il teatro e proposte per la prima volta ai lettori italiani in una traduzione d’autore.

Buona lettura.
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