L’appuntamento mensile con i libri e la lettura
Consigli di lettura: Ogni mese vengono proposti dieci titoli eterogenei. Diversi gli autori, le nazionalità, i generi letterari e spesso molto diversi possono essere gli anni in cui i romanzi proposti sono stati pubblicati (la data scritta è l’ultima data di pubblicazione). Ciò che li accomuna è il piacere della lettura. Ci auguriamo che ogni mese i nostri lettori possano trovare almeno un libro da leggere. Il nostro appuntamento è curato dal collettivo di operatrici culturali “Tessera” formato da: Paola Bernardini, Giulia Silvestri, Anna Giannessi e Valentina Gori che ringraziamo calorosamente

Ben L. Reitman
Box-car Bertha e le sorelle della strada
Elèutherea Editore
Or.: English
2025
L’edizione originale di questo racconto sull’epopea hobo, del 1937, si spacciava come l’autobiografia di una donna che per vivere nell’America della Grande Depressione si era unita a quel mondo di vagabondi che saltavano sui carri merci per spostarsi in tutto il paese. In cerca di lavoro, certo, ma anche in cerca di avventura, o magari per partecipare a uno dei tanti scontri sociali scoppiati da qualche parte. Ma Box-Car Bertha, la supposta autrice, non è mai esistita, mentre è esistito, eccome, colui che ha fittiziamente raccolto la sua testimonianza: Ben Doc Reitman. Medico ginecologo che si batteva per la salute di donne e “donnacce”, Reitman era anche uno dei più noti anarchici dell’epoca.
Il racconto, benché scritto in prima persona femminile, è dunque suo e ci catapulta, attraverso le vicende esistenziali di Bertha e delle tante sorelle della strada simili a lei, nel cuore di un mondo sommerso popolato da disoccupati, sindacalisti, derelitti, ladri, prostitute, intellettuali bohémien e malavitosi. Non ci sono eroi in questa storia. Ma ben più di qualunque trattato politico, essa celebra in tutta la sua crudezza la condizione umana.
Eva Baltasar
Mammut
Nottetempo Editore
Or.: Català
2023

La protagonista di Mammut è una donna arcaica intrappolata nella vita moderna. Lavora in un gruppo di ricerca di sociologia e passa le giornate nelle case di riposo a sottoporre agli anziani questionari sulla longevità. Non sa bene cosa vuole, però sa di cosa ha bisogno, e questo la spinge a fare sesso con uomini. Per il suo ventiquattresimo compleanno organizza una festa con amici, conoscenti e conoscenti dei conoscenti: è attratta dalle donne, ma le serve uno sconosciuto perché quella sia una festa di fecondazione.
Non puoi resistere in un formicaio quando hai l’istinto di un cacciatore solitario, e il suo istinto la porta lontano dalla città. Il bosco la minaccia eppure le piace, gli alberi parlano di lei in un linguaggio segreto. Cal Llanut è un podere diroccato e difficile da raggiungere, con un pastore come amico ambiguo e ogni tanto, di passaggio, una figura evanescente di cui invaghirsi. La solitudine è il suo riparo, l’inclemenza della natura la fortifica, le bestie le insegnano ad amare l’essenziale. Il timo tiene a bada i pensieri. È così che la sua coscienza rinasce, è così che avviene la sua trasformazione. La chiamano Llanut, e crede «nella vita, nel territorio, nella libertà di divenire il più furbo o il più perseverante, o il più forte». Il suo corpo parla della fine di un tempo e di una maternità non conciliata.
Mammut non è l’ennesimo romanzo sulla fuga nella natura, bensì una bomba a orologeria sul malessere della società contemporanea, la storia di una donna che impara ad attraversare senza risentimento l’angoscia, il dolore, il fallimento e il rimorso perché sa che solo così può conquistare la sua vera sé.

Melih Cevdet Anday
Gli sfaccendati
Gramma Feltrinelli Editore
Or.: Türkçe
2026
Sulla sponda asiatica del Bosforo, come un monumento alla gloria passata, si erge la villa di Erenköy. Quando Şükrü Pascià, speziale di Abdülhamid II, la fece costruire, la volle con splendidi interni e lussuosi arredi perché fosse degna di accogliere il sovrano. Ora, è un palazzo cadente, con le grondaie penzolanti, gli intonaci screpolati, gli arredi decrepiti. Vista da fuori, è difficile credere che sia ancora abitata. Eppure, tra le sue pareti scrostate è accampata una bizzarra compagnia di sfaccendati, guidata dalla matriarca Leman Hanım, figlia di Şükrü Pascià e custode dell’antico splendore. Muammer, nipote di Leman Hanım, e sua moglie Ayla dormono in una grande camera al secondo piano. Avvocato che si guarda bene dall’esercitare la sua professione, Muammer non ha un centesimo di entrate. Anche Dündar Bey, vecchio rivoluzionario caduto in miseria, e Şükrü, poeta e narratore che odia sentire parlare di soldi, alloggiano al secondo piano. Al primo piano vi sono le camere di Galip Bey e Mürşide, rispettivamente genero senza arte né parte e figlia beona di Leman Hanım. La matriarca soggiorna anche lei al primo piano, dove divide il talamo con Davut Bey, il marito che ha dato fondo ai propri averi senza che nessuno se ne accorgesse. Incompatibili per indole e carattere, gli sfaccendati vivono sotto l’ala protettrice e grazie alle ormai esigue fortune di Leman Hanım. Il cambiamento epocale che ha condotto alla nascita della Repubblica ha eroso, infatti, non soltanto gli stucchi e gli arredi del Palazzo Erenköy, ma anche il patrimonio della figlia di Şükrü Pascià. Ma in quel luogo, in cui il caos del presente risuona come un’eco lontana, gli sfaccendati non se ne curano. Degna di figurare tra le più divertenti e spietate storie di famiglia, l’opera di Melih Cevdet Anday è un romanzo in cui onore e decadenza, virtù e disincanto si alternano mirabilmente.
Michel Jean
Kukum
Points Editore
Or.: Français (Québec)
2022

Quando voga con gli innu per la prima volta, Almanda respira amore e libertà. Orfana, cresciuta in una fattoria di coloni francesi, una sera ha incontrato Thomas, indigeno nomade del Péribonka. Thomas torna a trovarla, cammina ore per rivederla. Si muove silenzioso nel bosco, conosce la neve, le rocce e le cascate del Nord. Almanda si innamora di lui, della luce sul lago ghiacciato, della tenda calda profumata d’abete dopo le imprese del giorno. Ogni autunno gli innu risalgono il fiume, controcorrente. Vivono del necessario, non conoscono la guerra. Finché un popolo venuto da lontano con le sue segherie divora la foresta. Molti innu sono smarriti, rischiano di arrendersi. Almanda no, lei non si arrenderà mai.

Gail Honeyman
Eleanor Oliphant sta benissimo
Garzanti Edizioni
Or.: English
2018
Mi chiamo Eleanor Oliphant e sto bene, anzi: benissimo. Non bado agli altri. So che spesso mi fissano, sussurrano, girano la testa quando passo. Forse è perché dico sempre quello che penso. Ma io sorrido, perché sto bene così. Ho quasi trent’anni e da nove lavoro nello stesso ufficio. In pausa pranzo faccio le parole crociate, la mia passione. Poi torno a casa e mi prendo cura di Polly, la mia piantina: lei ha bisogno di me, e io non ho bisogno di nient’altro. Perché da sola sto bene.
Jurica Pavicic
Acqua Rossa
Keller Editore
Or.: Hrvatski
2022

Quando la diciassettenne Silva scompare dal suo villaggio sulla costa dalmata, si sta celebrando la festa dei pescatori. È un sabato di settembre del 1989 in una Jugoslavia morente e l’indagine viene affidata all’ispettore Gorky Šain. Ben presto le ricerche rivelano un ritratto più complesso e sconosciuto della ragazza: studentessa delle superiori a Spalato implicata negli ambienti della droga e con molti soldi a disposizione. E poi c’è un testimone uscito dal nulla, che afferma di averla vista comprare il biglietto di un pullman diretto all’estero. La Storia nel frattempo segue il suo corso; ciò che resta del regime di Tito sta crollando e il nuovo potere dà il via a una caccia alle streghe che non risparmia nemmeno le forze dell’ordine: Gorki Šain è obbligato a dimettersi e il caso viene chiuso. La famiglia di Silva è l’unica a non arrendersi, a continuare ostinatamente le ricerche e a voler trovare delle risposte. Solo molti anni più tardi, in una Croazia alquanto cambiata, un evento inatteso farà luce su quell’indagine…
Acqua rossa è un giallo sociale potente e dai tratti epici. Accanto alla tensione del poliziesco mostra, in un grande narrazione, gli sconvolgimenti di quasi tre decenni della società jugoslava: caduta del comunismo, guerra civile, crollo dell’economia e dell’industria, investimenti stranieri, corruzione, turismo. I destini individuali che incrociano i traumi della Storia.

Dejan Atanackovic
Lusitania
Bottega Errante Edizioni
Or.: Srpski jezik
2025
Nel maggio del 1915, in circostanze misteriose, il transatlantico passeggeri Lusitania viene affondato. Pochi mesi dopo le truppe austro-tedesche occupano la città di Belgrado, fatta eccezione per l’ospedale psichiatrico diretto dal dottor Stojimirović, che esegue sui propri pazienti cure ben diverse da quelle comunemente adottate all’inizio del ventesimo secolo: nella “Casa del senno perduto” sono banditi i metodi terapeutici adottati solitamente nei manicomi, come immersioni nell’acqua gelida e strategie varie di contenimento fisico. Al contrario, sia i medici che i centoventi pazienti danno il loro contributo al mantenimento dell’istituto, svolgendo con precisione i compiti a loro assegnati. Durante l’assedio della città di Belgrado, il manicomio riesce ad ottenere una certa autonomia. Si crea così un microcosmo perfettamente funzionante che prenderà il nome di Repubblica di Lusitania: uno Stato indipendente fondato sul desiderio utopico di accogliere gli scarti della Storia per metterli al riparo dall’assurdità del mondo esterno.
In un mondo in decadimento, in cui si moltiplicano le frontiere e si radicalizzano i nazionalismi, la Repubblica di Lusitania funge da lente d’ingrandimento per sottolineare l’assurdità delle strutture politiche contemporanee, mostrando un passato deformato, caricaturale e a tratti grottesco. Il manicomio diventa una promessa di salvezza, una comunità utopica i cui membri si proclamano al riparo dalla stupidità umana, pur ricordando costantemente ai lettori la tragica fine del transatlantico. Da questo luogo si dipanano storie di sparizioni e di ritrovamenti, in un turbinio di eventi e di figure – scienziati, architetti, politici – che si muovono tra corridoi d’ospedale, tunnel sotterranei, boschi e città come Belgrado, New York, Vienna, fino alle gallerie del Museo di Storia Naturale di Firenze. Molti elementi del romanzo nascono da fatti storici, ma Lusitania non è un testo di storia. «È realmente esistito il dottor Dušan Stojimirović che applicava metodi non conformi alle pratiche psichiatriche dominanti, basate sulla reclusione e sulla tortura dei pazienti. È vero che le forze di occupazione, entrando a Belgrado, trovarono l’ospedale pieno e decisero di lasciarlo stare, e che vi entrarono personaggi come sir Thomas Lipton e il medico americano Edward Ryan. Ma non ho mai cercato di accertare la piena veridicità di nulla. Il romanzo è un’allegoria politica sul modello del romanzo utopico» Dejan Atanackovic.
Uno dei nuclei teorici del libro è la riflessione sul rapporto tra ragione, follia e stupidità. «La piccola extraterritorialità dell’ospedale psichiatrico si trasforma in una minuscola repubblica parlamentare fondata sull’abolizione della disuguaglianza tra medici e pazienti e soprattutto sull’idea che ragione e follia non siano due circostanze opposte, bensì che sia alla ragione sia alla follia si contrappone la stupidità umana. Mentre la follia è stata per secoli incarcerata e punita, la stupidità è sempre stata esaltata, celebrata e legittimata» Dejan Atanackovic. Lusitania in definitiva è un romanzo antibellico che attinge a fonti storiche, arricchendosi del lavoro di Atanacković – artista visivo poliedrico – svolto presso il Museo di Storia Naturale di Firenze e con i pazienti di un ospedale psichiatrico a Belgrado.
Caroline Dawson
Parlavo una lingua di neve
L’Orma Editore
Or.: Français (Québec)
2026

Nel 1986, una famiglia cilena fugge dalla dittatura di Pinochet per tentare di ricostruirsi una vita in Canada. È Natale, Caroline ha sette anni e teme che Babbo Natale non riesca a trovarla sull’aereo che la porta in esilio.A Montréal la neve è ovunque, ma ancora più fredda è la distanza che separa la bambina dagli altri: l’accento che tradisce estraneità, la merenda diversa, i capelli troppo scuri. Così Caroline studia, osserva, si trasforma. Impara presto che, per essere «l’immigrata modello», dovrà «spegnere la piccola latina» dentro di sé e conformarsi a una società che sembra esigere la sua cancellazione. Mentre la bambina sogna l’integrazione, i suoi genitori si ritrovano a pulire banche di notte, declassati, invisibili. Caroline cresce, divisa tra due mondi, in una realtà fatta di discriminazioni silenziose e pregiudizi. Con una scrittura incisiva e piena d’umorismo, Parlavo una lingua di neve indaga i confini dell’appartenenza, smontando il mito dell’integrazione e svelando il prezzo invisibile dell’ascesa sociale. In questo romanzo autobiografico, intimo e coinvolgente, Caroline Dawson scrive con la forza della commozione un inno per tutti i senza patria del mondo.
Caroline Dawson (1979-2024) è stata una sociologa e attivista politica canadese di origine cilena. All’età di sette anni, in seguito alla richiesta di asilo politico da parte della sua famiglia, in fuga dal regime di Pinochet, si è trasferita in Canada. Nei suoi libri ha affrontato le tematiche dello sradicamento, della disparità sociale e del razzismo. Dopo la sua morte, nel maggio 2024, è stato istituito il Prix Radio-Canada Caroline-Dawson per premiare un romanzo o un saggio pubblicato in francese da uno scrittore emergente.

Iman Mersal
Sulle tracce di Enayat
Crocetti Editore
Or.: اَلْعَرَبِيَّة
2025
L’indagine di Iman Mersal, premiato esordio narrativo di una poetessa egiziana di grande talento, ha inizio quando si imbatte per caso in un romanzo che, tra le bancarelle dei libri usati, cattura la sua attenzione: L’amore e il silenzio, opera postuma di ‘Enayat al-Zayyat, morta suicida giovanissima nel Cairo cosmopolita e glamour degli anni sessanta. Quell’incontro fortuito la spinge a intraprendere un cammino tortuoso nel tentativo di ricostruirne la figura evanescente, e la porta a percorrere in lungo e in largo la capitale egiziana, città sospesa tra un passato leggendario e un presente senza speranze, mossa da interrogativi sempre più urgenti. Con questo brillante giallo biografico, Mersal ripercorre la vita e la morte di ‘Enayat in un’esplorazione al tempo stesso storica e intellettuale, poetica e intima, che è anche un invito rivolto all’Egitto di oggi a guardarsi allo specchio.

Buona lettura.
Vi aspettiamo ad Agosto
Il collettivo Tessera cura una selezione letteraria pubblicata in una newsletter mensile in tre lingue a cui potete abbonarvi
Consigli di lettura di Giugno
- Consigli di Lettura: Luglio - 5 Luglio 2026
- Consigli di lettura: Aprile - 1 Aprile 2026
- Consigli di lettura: Marzo - 5 Marzo 2026




