L’appuntamento mensile con i libri e la lettura
Consigli di lettura: Ogni mese vengono proposti dieci titoli eterogenei. Diversi gli autori, le nazionalità, i generi letterari e spesso molto diversi possono essere gli anni in cui i romanzi proposti sono stati pubblicati (la data scritta è l’ultima data di pubblicazione). Ciò che li accomuna è il piacere della lettura. Ci auguriamo che ogni mese i nostri lettori possano trovare almeno un libro da leggere. Il nostro appuntamento è curato dal collettivo di operatrici culturali “Tessera” formato da: Paola Bernardini, Giulia Silvestri, Anna Giannessi e Valentina Gori che ringraziamo calorosamente

Ludwig Hohl
La Salita
Sellerio Editore
Or.: Deutsch (Schweiz)
2024
Seduti in un rifugio «al punto di congiunzione di due valli», due uomini sono in procinto di affrontare un’impresa a lungo immaginata: scalare, in coppia, una delle vette più minacciose delle Alpi svizzere. Ull e Johann sono due alpinisti profondamente diversi, come diverse sono le motivazioni che li muovono: il primo è alla ricerca di una sfida (con se stesso, con la Natura, con i propri limiti); Johann, invece, ha in mente un’escursione di piacere, impegnativa sì, ma più meditativa. Dopo poche ore, però, l’ascesa inizia a farsi sempre più dura, i rifugi sommersi dalla neve sono inospitali e sembrano infestati, il vento soffia instancabile, le fioche candele proiettano ombre inquietanti, mentre la montagna incombe su di loro, presenza ostile che li osserva notte e giorno.
Cosa fare? Proseguire nell’impresa e affrontare ghiacciai e seracchi, come vorrebbe Ull, oppure venire a patti con i propri limiti e rinunciare, come suggerisce Johann? Ludwig Hohl, l’illustre scrittore svizzero che ha stregato autori del calibro di Dürrenmatt, Canetti e Handke, ha lavorato per quarantanove anni alla stesura di queste pagine, cesellando ogni dettaglio, scrivendo e rielaborando frasi, capitoli, scene.
Come ricorda Davide Longo nella Prefazione, La salita è ben più che una novella di montagna. È un romanzo in cui «le lanterne producono più ombre che luce», è uno «specchio per le allodole, un gioco ben giocato». La narrazione gradualmente muta, si rivela come qualcosa d’altro, e da racconto di montagna fatto di paeselli, fiumiciattoli e valli verdeggianti si fa improvvisamente «fiaba filosofica e paradosso», riflessione acutissima sull’essere umano e sul sublime, sull’amicizia e sulla fragilità della volontà di potenza di fronte a una Natura impenetrabile e indomabile.
Alfredo Bryce Echenique Un mondo per Julis
Feltrinelli Editore
Or.: Español (Perú)
1974

Julius è un bambino con le orecchie come due aquiloni e una passione per i cowboy hollywoodiani; è l’ultimogenito di una ricca e potente famiglia del Perú, che tra i suoi avi può persino vantare un ex presidente della repubblica. Orfano di padre da quando aveva solo un anno e mezzo, il piccolo Julius vive in un palazzo principesco sull’avenida Salaverry, a Lima, assieme ai tre fratelli e alla giovane madre, Susan. Adorabile, Susan, e bellissima, ma negli ultimi tempi un po’ troppo distratta da feste e mondanità. Così almeno borbotta la servitù, una corte multicolore di domestici e di balie che si occupa fedele ed efficiente del palazzo e dei ragazzi: Nilda, la cuoca, quella che puzza d’aglio, con le sue storie di puma e di indios dal volto dipinto; Vilma, la chola carina, mezza india e mezza bianca; Carlos, l’autista, Arminda, la lavandaia, e poi Bertha, Celso, Daniel…
È questo il mondo di Julius, quello in cui nasce e in cui lo vediamo crescere, dall’infanzia fino alla sua prima adolescenza, un mondo che va via via arricchendosi di storie, di luoghi e di voci, e in cui Julius si muove curioso e sempre più spaesato, in una faticosa scoperta di sé e degli altri, del dolore e dell’ingiustizia. Ed è, più in generale, il mondo dell’oligarchia peruviana degli anni Cinquanta-Sessanta, un mondo cieco nel suo classismo e vacuo nella sua ebbrezza di vita.

Antonio Moresco
La lucina
Feltrinelli Editore
Or.: Italiano
2013
In un borgo abbandonato e circondato dai boschi, lontano da tutti, un uomo vive in totale solitudine. Ma il suo isolamento è turbato da un fatto misterioso: ogni notte, sempre alla stessa ora, una lucina si accende sul crinale della montagna di fronte, in un punto dove non dovrebbe esserci nessuna presenza umana. Per cercare una spiegazione, un giorno l’uomo si spinge fino al punto della montagna da cui proviene la luce. Ci trova, inaspettatamente, un bambino che vive anche lui da solo in una casa di pietra. Chi sarà quel ragazzino? Da dove verrà? Lo scopriremo a poco a poco, avvicinandoci sempre più alla scatola nera di questa storia sorprendente e lieve, fino all’imprevedibile e spiazzante finale.
Con questo “piccolo principe”, Antonio Moresco mette in scena una meditazione commossa sul senso dell’universo e della vita. In un dialogo continuo con gli esseri che popolano i boschi – radici aeree, alberi, lucciole, rondini – l’autore riflette sulla solitudine e il dolore dell’esistenza, ma anche su ciò che lega uomini e animali, vivi e morti. Un libro enigmatico e intenso, perturbante e profondo. Una fiaba che contiene il cuore segreto di questo scrittore inclassificabile e unico.
Tezer Ozlu
Viaggio al termine della vita
Crocetti Editore
Or.: Deutsch
2025

Nata a Simav nel 1943, si trasferisce a Istanbul all’età di dieci anni. A diciotto tenta il suicidio e, tra il 1962 e il 1963, attraversa l’Europa in autostop. A Parigi incontra l’attore e scrittore Güner Sümer, con cui si sposa e si trasferisce ad Ankara, dove lavora come traduttrice. Dopo averlo lasciato, si sposta a Istanbul, dando inizio a un periodo segnato da frequenti ricoveri e dimissioni in diverse cliniche psichiatriche. Nel ’68 sposa il regista Erden Kıral, ma anche questo matrimonio fallisce e Özlü si trasferisce a Berlino grazie a una borsa di studio. Nell’84, dopo aver sposato l’artista svizzero Hans Peter Marti, si stabilisce con lui a Zurigo, dove morirà a poco più di quarant’anni per un tumore al seno.
Nel contesto di una vita così intensa e travagliata, Tezer Özlü ha scritto due libri, entrambi autobiografici: Le fredde notti dell’infanzia – in cui narra episodi della sua infanzia e le esperienze legate ai suoi trattamenti psichiatrici – e Viaggio al termine della vita, il diario del viaggio che intraprese nell’estate del 1982 sulle tracce degli scrittori che più l’hanno influenzata, o – per dirlo con parole sue – “che hanno fatto di me la persona che sono”.
Il libro fu pubblicato per la prima volta in tedesco nel 1983 con il titolo Auf den Spuren eines Selbstmords (Alla ricerca di un suicidio), per poi essere ampiamente riscritto in turco dall’autrice e ripubblicato nel 1984. Ancora inedito in Italia, è stato finalmente tradotto, con merito, da Giulia Ansaldo e pubblicato da Crocetti nella collana Mediterranea.
Definirlo semplicemente un “diario di viaggio” è riduttivo: la scrittura di Tezer Özlü – che spesso sconfina nella prosa poetica – si sviluppa attraverso frammenti e associazioni, alternando le memorie del viaggio a riflessioni sul proprio passato e sul suo presente di donna e scrittrice. Nel raccontare le tappe del pellegrinaggio sulle tombe di Kafka, Svevo e Pavese, Özlü rievoca la difficile infanzia in Turchia, le città che ha abitato, amori presenti e passati, lasciando emergere il suo irrefrenabile bisogno di libertà dai vincoli sociali e la complessità del legame tra vita e scrittura, che è sempre stata al centro della sua ricerca artistica.

Shahrnush Parsipur
Donne senza uomini
Tranchida Editori
Or.: فارسی / fārsī
2009
Cinque donne iraniane sono mosse da un impulso interiore che le porta a rifiutare l’immobilità delle situazioni a cui sono sempre state ancorate. I loro percorsi, inizialmente distanti tra loro, sono destinati a incrociarsi per la creazione di una libertà condivisa, possibile quanto irrealizzabile. La condizione storico-sociale dell’Iran degli anni Cinquanta fa da sfondo a un romanzo in forte continuità con la poesia, con l’universalità del femminile e con l’immaginario dell’antica cultura persiana.
Ewarld Arenz
Un estate grandiosa
Keller Editore
Or.: Deutsch
2024

Sembra proprio che non sarà un’estate spensierata quella di Friedrich: per non essere bocciato dovrà dare gli esami di matematica e latino. Questo significa niente vacanze con la famiglia e, come se non bastasse, sua madre gli comunica che dovrà andare dai nonni. Insomma, oltre al danno la beffa: non tanto per nonna Nana che adora, ma per il nonno, burbero, riservato e severo. Fortunatamente però ci sono Alma, Johann e Beate, la ragazza in costume verde bottiglia conosciuta in piscina pochi giorni prima dell’inizio delle vacanze… ma come ritrovarla? Nonostante tutti i suoi pregiudizi, nelle settimane successive Friedrich imparerà a vedere suo nonno sotto una luce diversa, ascolterà la storia di come lui e Nana si sono conosciuti, scoprirà le loro vite e, infine, si innamorerà per la prima volta. In quell’estate nella quale aveva riposto ben poche aspettative, sperimenta di tutto: amicizia e paura, rispetto e fiducia, i fremiti dei primi amori e dei primi baci, i lati complicati del suo migliore amico, uno sguardo nuovo sulle persone della sua famiglia…
Arenz ci racconta una di quelle stagioni che ti segnano per tutta la vita, ed è impossibile non lasciarsi trascinare e commuovere dalla sua prosa e correre nella luce estiva al fianco dei suoi personaggi indimenticabili. Vero e proprio best seller con oltre quattrocentomila copie vendute, Un’estate grandiosa è stato scelto dai librai indipendenti tedeschi come il miglior libro dell’anno.

Léo Ferré
Benoit Misère
Lindau
Or.: Français
1994
Oltre venti editori italiani (alcuni grandi, altri più piccoli, tutti molto autorevoli) hanno rifiutato, esplicitamente o implicitamente, per qualche motivo, la pubblicazione del romanzo di Léo Ferré, Benoît Misère. Eppure con la morte di Ferré, avvenuta a Castellina in Chianti il 14 luglio 1993, l’umanità ha perso un genio. Léo de Hurlevent, come si faceva chiamare agli inizi, fu definito da Jack Lang «memoria delle nostre rivolte, poeta delle nostre speranze». Louis Aragon affermò che «a causa di Léo Ferré bisognerà riscrivere la storia della letteratura in modo un po’ diverso». André Breton lo annoverò tra i poeti del secolo. E anche il nostro Giovanni Testori parlò della sua opera come di un «eroico e sublime Canzoniere».
Questo romanzo di formazione umana e artistica è per tanta parte incentrato sui ricordi del rapporto con la madre, una sarta di origine piemontese, e dell’educazione ricevuta negli otto anni passati nel collegio San Carlo a Bordighera, esperienza che ha segnato Ferré per tutta la vita. Si apre con i ricordi prenatali, pre-gutturali del bambino che si agita nella pancia della madre e si chiude con il «sogno» di «un’inversione a U» nel ventre materno: «verso mia madre, ridiscendere le scale della mia età, a poco a poco, ridiventare il mio vagito, rientrare in lei e perdermi in quella prima tomba che non si copre mai di fiori, su cui non si scrive niente, quella terra crudele dove nascono le miserie».
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Eddy L. Harris
Mississippi Solo
La nuova Frontiera Editore
Or.: English
2023

Il Mississippi, un fiume mitico che nasce dalle placide acque del lago Itasca, in Minnesota, e scorre fino al Golfo del Messico passando per St. Louis e New Orleans. Impetuoso e pericoloso, trasporta con sé nella corrente pesci argentati, tronchi, tonnellate di fango, ma anche la storia di un paese e i sogni d’avventura dei suoi abitanti. All’età di trent’anni, Eddy L. Harris decide di rispondere al richiamo dell’Ol’ Man River e di seguirne l’affascinante corso in canoa per sondare il cuore dell’America e il proprio, vivendo sulla sua pelle, lui che non lo aveva mai sperimentato, il razzismo sistemico. Lungo il viaggio, toccherà con mano la forza degli elementi, la solidarietà degli altri viaggiatori, l’ammirazione dei curiosi o il rancore dei cacciatori ubriachi. Ma anche la paura e la felicità di essere soli.

Diane di Prima
Memorie di una beatnik
Las afueras Editore
Or.: English
1969
A lungo considerato un classico underground per i toni crudi e i contenuti sfacciatamente erotici, Memorie di una beatnik (1969) è un’autobiografia al confine tra storia e invenzione, arte e pornografia, confessione e fantasia. Con piglio ironico e spietata lucidità, Diane di Prima ripercorre una pagina cruciale della cultura statunitense a partire dai comportamenti e dalle vicissitudini quotidiane dei suoi protagonisti. New York, primi anni Cinquanta: Diane ha diciotto anni quando abbandona l’università e si trasferisce a Manhattan, là dove il Lower East Side si fa labirinto di miseria, rabbia e bellezza. Il suo appartamento diventa presto un punto d’incontro per amici, artisti erranti e figure irregolari di ogni sorta. Siamo in uno dei primi esperimenti di vita collettiva, in uno spazio di libertà assoluta, nel quale le relazioni affettive, il sesso, le droghe, ma anche la musica, la scrittura e la creazione artistica vengono esplorati con urgenza autentica e radicale. Intorno a lei, nella città di Charlie Parker e Miles Davis, assistiamo allo sbocciare euforico dell’amicizia, fatta di notti insonni e di ingegnosi espedienti per sopravvivere.
I nomi di Gregory Corso e Lawrence Ferlinghetti, Jack Kerouac e Allen Ginsberg si intrecciano alla trama viva del racconto, mentre i ricordi di Diane – diretti, intensi, senza filtri – ci restituiscono il senso di quella febbre esplorativa, di quella stagione irripetibile che è stata la Beat Generation.
Eva Forest
Operazione Ogro
Red Star Press
Or.: Español
1974

Il 20 dicembre del 1973, a Madrid, una detonazione di eccezionale potenza scagliava nel cielo della capitale l’auto sulla quale viaggiava l’ammiraglio Luis Carrero Blanco detto «l’Orco», presidente del Governo fascista spagnolo e delfino del dittatore Francisco Franco.
L’attentato, rivendicato da ETA, segna un passaggio fondamentale nella storia della principale organizzazione militare della sinistra indipendentista basca e, in Spagna, contribuì a disarticolare il destino della dittatura franchista, facilitando il faticoso percorso di transizione verso l’agognata (ma mai sostanziale) democrazia.
Testo memorabile, a lungo oggetto di censura e persecuzione, Operazione Ogro racconta la complessa organizzazione dell’attentato a Carrero Blanco dal punto di vista dei suoi protagonisti: militanti di ETA, vale a dire semplici esponenti della classe operaia basca decisi a dimostrare come neppure il più potente degli uomini possa dirsi invulnerabile né, il più autoritario dei regimi, designato dalla storia a durare per sempre. Un’opera fondamentale per ripercorrere le tappe che consentirono il conseguimento di un simile obbiettivo, ma anche per ristabilire, con passione civile e letteraria, verità storiche a lungo mistificate.
Gillo Pontecorvo trasse da questo libro il soggetto del suo ultimo film: Ogro, con Gian Maria Volonté, uscito nelle sale italiane nel 1979.

Buona lettura.
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