L’appuntamento mensile con i libri e la lettura
Consigli di lettura: Ogni mese vengono proposti dieci titoli eterogenei. Diversi gli autori, le nazionalità, i generi letterari e spesso molto diversi possono essere gli anni in cui i romanzi proposti sono stati pubblicati (la data scritta è l’ultima data di pubblicazione). Ciò che li accomuna è il piacere della lettura. Ci auguriamo che ogni mese i nostri lettori possano trovare almeno un libro da leggere. Il nostro appuntamento è curato dal collettivo di operatrici culturali “Tessera” formato da: Paola Bernardini, Giulia Silvestri, Anna Giannessi e Valentina Gori che ringraziamo calorosamente

Abdulrazak Gurnah
Furto
La Nave di Teseo Editore
Or.: English (Tanzania)
2025
Tanzania, anni novanta. Karim, Fauzia e Badar sono tre ragazzi che stanno per raggiungere la maggiore età. Sognano in grande, sperando in un futuro ricco di possibilità nel loro giovane paese, indipendente solo da pochi decenni. Karim, ambizioso e spavaldo, è appena tornato nella sua tranquilla città natale dopo l’università. Fauzia, la sua fidanzata, intravede nel matrimonio un’occasione per fuggire da un’educazione soffocante. Badar è un servo, non ha mai conosciuto i suoi genitori e sembra che le porte del futuro, per lui, siano tutte chiuse. Un’opportunità inattesa, però, porta Badar a servire la ricca famiglia di Karim, con il quale nasce un fortissimo legame che, ben presto, si estenderà anche a Fauzia. I tre muovono insieme i primi passi nell’età adulta, così che anche quando una falsa accusa colpisce Badar, i due amici non lo abbandonano. Mentre turismo, nuove tecnologie, grandi opportunità e pericoli inaspettati raggiungono il loro tranquillo angolo di mondo, Karim, Fauzia e Badar sono costretti a ripensare le loro vite, e a comprendere per la prima volta cosa significhi prendere in mano il proprio destino.
Nel primo romanzo scritto dopo il conferimento del premio Nobel per la Letteratura nel 2021, Abdulrazak Gurnah narra la vita di tre giovani che crescono in una realtà che cambia vertiginosamente intorno a loro. Nello stile magnifico di un maestro della letteratura mondiale, un romanzo toccante e potente sul diventare adulti, tra i primi passi nell’amore e la tentazione di un tradimento che potrebbe cambiare tutto per sempre.
Alba De Cèspedes Nessuno torna indietro
Mondadori Editore
Or.: Italiano
2022

Si chiamano Vinca, Valentina, Augusta, Silvia, Xenia, Anna, Milly, Emanuela. Otto ragazze attorno ai vent’anni che si ritrovano tutte al collegio Grimaldi di Roma, tra l’autunno del 1934 e l’estate del 1936. Diverse per origine geografica e familiare, si affacciano alla vita adulta con attese differenti – l’amore, l’emancipazione professionale e intellettuale, il ritorno alle origini, la partenza – e chiuderanno il loro percorso con scelte altrettanto differenti.
Sperimentale nello stile e nei contenuti, Nessuno torna indietro rivoluziona il canone della narrativa di formazione: originale è l’adozione di un punto di vista multiforme, che non si disperde in un coro ma mantiene vive le specificità delle singole voci; inedita è la totale mancanza di giudizio, implicito o esplicito, sui percorsi delle otto protagoniste; del tutto nuova, in particolare, la rottura dell’unità di quell’immagine femminile che aveva dominato la cultura e la società, fino alla “donna nuova” creata dal regime.
Accolto fin dal primo apparire, nel 1938, da grande successo, il romanzo d’esordio di Alba de Céspedes esplora la formazione dell’identità femminile nell’Italia fascista senza voler proporre storie esemplari, facendo conoscere da subito l’autrice come una delle grandi voci letterarie del Novecento

Armonia Somers
La donna nuda
Ventanas Editore
Or.: Español (Uruguay)
2023
Il giorno del suo trentesimo compleanno Rebeca Linke scende da un treno che si è fermato in mezzo a un bosco dove lei ha comprato una casa. Apre la porta, entra e lascia scivolare a terra il cappotto sotto il quale è nuda. Fra le pagine di un libro trova uno spadino tagliacarte e piano piano, muscoli dopo pelle, legamenti dopo vene, arterie, cartilagine, si taglia la testa. La posa su un piedistallo e decide di uscire nella notte. Ma ci ripensa, se la rimette sul collo «de un golpe duro como un casco de combate», con un colpo deciso come un casco da combattimento, e inizia a vagare per il bosco, i lunghi capelli sciolti sul corpo candido e perfetto. Da questo momento in poi gli uomini ai quali si avvicinerà – due gemelli, un boscaiolo, un prete – compiranno gesti assurdi e criminali. Tanto che un intero paese armato di mazze e forconi si metterà sulle sue tracce. Il corpo nudo della donna è il peccato, è la tentazione, ma è anche, e soprattutto, il fantasma dei desideri più segreti, più repressi.
Nata nel 1914 a Pando e morta nel 1994 a Montevideo, l’uruguaiana Armonía Somers (pseudonimo di Armonía Liropeya Etchepare) è considerata un’autrice di culto e una delle grandi scrittrici femministe latinoamericane. La donna nuda (1950), il suo primo romanzo, scatenò un dibattito feroce dato l’argomento scabroso e una scrittura complessa per quei tempi, ma grazie alla quale la Somers fu inserita dai critici nella lista degli scrittori “raros” (insieme ad altri illustri eccentrici uruguaiani come il conte di Lautréamont, Felisberto Hernández, Horacio Quiroga, Juan Carlos Onetti, Mario Levrero…). Eccessiva, misteriosa, anticonvenzionale, Armonía Somers è stata una personalità letteraria controversa e difficilmente catalogabile.
Darko Cvijetic
L’ascensore di Prijedor
Bottega errante Editore
Or.: Bosanski jezik
2021

Il Condominio rosso, ufficialmente denominato Grattacielo 101, viene inaugurato nel 1975 con lo scopo di ospitare fino a centoquattro famiglie di ogni fede e provenienza. È a tutti gli effetti l’incarnazione del progetto jugoslavo, un simbolo di integrazione: «E il palazzo era pieno di operai e di insegnanti e tutti mescolati, per ogni piano otto appartamenti, così due famiglie serbe, due musulmane/bosgnacche, due jugoslave, due croate, il tutto frullato e condito con almeno due famiglie rom.» Un villaggio verticale dove risuonano le urla giocose dei bambini e l’aria si impregna dell’odore del cibo. Tredici piani che ospitano Radio Prijedor, il notiziario settimanale e, addirittura, una discoteca; dalla terrazza in cima al grattacielo si riesce a vedere tutta la città.
A collegare tutto l’ascensore: un luogo di scambio e di relazione, dove i ceti sociali si mescolano: operai e medici, impiegati e architetti, intellettuali e aspiranti attori si incontrano e condividono uno spazio comune per andare a lavorare o per tornare dalle loro famiglie. Lo utilizzano perfino i bambini per gioco. Gli anni ’90 sono però alle porte. Il conflitto jugoslavo inizia nel 1991… Sembra, tuttavia, una minaccia lontana e, benché qualcuno già si rechi in aiuto dei nazionalisti, sono pochi quelli che comprendono la reale portata dell’evento: «[…] la guerra durava già da qualche tempo per metà dei vicini, nelle loro teste oppure in loro stessi, partiti volontari al fronte i Croazia, in aiuto ai fratelli – già nel 1991. Ritornavano ubriachi, scapestrati, mezzi matti, armati, rabbiosi – avevano già capito e visto – mentre nel condominio nessuno capiva né vedeva quel che stava arrivando e che si stava preparando.» Il primo a subire un mutamento drastico è proprio l’ascensore: da testimone dell’integrazione di etnie e religioni diverse, diviene per sbaglio – a causa di un ripristino improvviso della corrente – un cesto da ghigliottina semovente. L’ascensore smette di funzionare, l’integrazione tanto agognata si arresta. I residenti nel palazzo, che prima condividevano la rakija nei giorni di festa e si aiutavano a vicenda, diventano soldati di eserciti nemici. L’edificio si trasforma in un grattacielo maledetto, popolato dai fantasmi: coloro che prima ridevano, spettegolavano e giocavano ora sono morti, oppure hanno perso il senno dopo l’esperienza nel campo di prigionia. Il Condominio rosso diventa il palcoscenico di una guerra in miniatura capace di rispecchiare ciò che avviene al di fuori, e il suo destino è il medesimo della città che lo ospita: anche quando i conflitto giungerà al termine non tornerà il luogo spensierato e armonioso di prima.
Cvijetić non vuole darci un’immagine rigogliosa e allegra del dopoguerra, perché il suo compito non è dare un lieto fine – che, oltretutto, non c’è stato –, bensì richiamare i fantasmi e ricordare, affinché la memoria non finisca nella palude dell’indifferenza. Nel libro Cvijetić ha raccolto le storie di un grattacielo di Prijedor dove si è trasferito nel 1974 e dove ancora vive. Lì ha assistito a matrimoni, battesimi, feste religiose e laiche. Amori, litigi e, alla fine, brutali uccisioni. Come una volta ha dichiarato ad una presentazione del libro: «Le storie che ho scritto in 23 giorni le ho da 23 anni in gola.»

Abbas Khider
Lo schiaffo
Fandango Libri
Or.: Deutsch
2024
Alla disperata ricerca di qualcuno che ascolti la sua storia, il rifugiato iracheno Karim Mensy prende in ostaggio Frau Schulz, la funzionaria dell’Autorità per l’immigrazione che gli ha revocato il diritto d’asilo.
Dopo un interminabile barcamenarsi nel tentativo di ottenere lo status di rifugiato, infatti, gli è stato appena comunicato che sarà costretto a tornare in quello stesso Iraq da cui è scappato, questo perché (ritengono le autorità tedesche) con la caduta di Saddam post 11 Settembre ormai il suo è un paese sicuro.
Arrivato in Germania per sbaglio, Karim scopre che le leggi europee per i rifugiati non gli consentono di scegliere dove fare richiesta d’asilo e così passa i successivi tre anni in un labirinto di centri di accoglienza, lavori in nero, divieti e moduli da riempire, per ritrovarsi poi di fronte al vicolo cieco dell’espulsione.
Tra le nevi della Baviera e l’ostilità di una lingua mai sentita, Karim rivela cosa davvero lo ha portato a fuggire, la struggente nostalgia di casa, la paura di un mondo di cui non conosce i codici, l’innominabile segreto che gli impedisce di tornare e le storie che lui e i suoi compagni di sventura hanno dovuto imbastire per rendersi “degni” di aiuto agli occhi delle autorità tedesche.
Un romanzo poetico, tragico e amaramente ironico, un viaggio nel sistema dell’accoglienza europea che sarete grati di non aver mai dovuto intraprendere
Germano Almeida
Il testamento del sig. Napumoceno
Aiep Editore
Or.: Português (Cabo Verde)
2020

Chiunque sull’isola di S. Vicente avrebbe saputo dire con esattezza chi fosse il sig. Napumoceno da Silva Araújo, della ditta Araújo srl Import-Export. Nessuno poté più affermare di averlo realmente conosciuto dopo la lettura delle trecentottantasette pagine del suo testamento, le prime trecentosettantanove scritte a macchina e le rimanenti scritte con penna a inchiostro indelebile.
Può sorprendere sapere che, nonostante i suoi pochi abitanti – meno di 600.000 – Capo Verde ha ospitato oltre cinque generazioni di scrittori. Si tratta di una realtà letteraria intensa, ricca, complessa, aperta alle sperimentazioni e alle ibridazioni linguistiche, che riflette le contaminazioni culturali dell’arcipelago. In questo vivo contesto letterario, Germano Almeida è stato tra i protagonisti del rinnovamento della letteratura capoverdiana con la fondazione della rivista Ponto & Vírgula e, soprattutto, con la pubblicazione de Il Testamento del sig. Napumoceno da Silva Araújo, il suo primo e più famoso romanzo (attualmente è il testo capoverdiano più tradotto al mondo). La narrazione ha un pretesto semplice: muore il sig. Napumoceno, stimato commerciante di Mindelo, e viene aperto il suo testamento, smisuratamente lungo. Dalla lettura del testamento si scoprono i retroscena della sua vita, come si è arricchito, i suoi rapporti personali, e a poco a poco vengono svelati i suoi segreti più intimi. Agli occhi dei presenti, in particolare a quelli di suo nipote Carlos, il ricordo della persona del sig. Napumoceno cambia drasticamente.
Mentre la storia del sig. Napumoceno crea continui punti di domanda, passa in sottofondo la vita di Capo Verde grazie a una prosa fatta di frasi lunghe ma dal ritmo ben definito. La lettura di un testamento è il pretesto usato da Germano Almeida (avvocato, oltre che scrittore) per ibridare il portoghese con il lessico e con i ‘tic’ del linguaggio notarile. È anche grazie a questa sfumatura che Il testamento del sig. Napumoceno da Silva Araújo fa sentire quella che un antropologo ha definito l’‘ironia triste’ dei capoverdiani.

Li Ang
La moglie del macellaio
Pisani Editore
Or.: 漢語
2015
Prendendo spunta da un fatto di cronaca realmente accaduto, Li Ang narra la storia di Lin Shi, una povera contadina costretta a sposare un uomo rude e brutale, che per professione macella maiali. L’uomo si fa costantemente beffa delle regole religiose e morali della società in cui vive e non esita ad abusare della moglie, godendo dello stesso perverso piacere che prova sgozzando animali. Lin Shi si ritrova ben presto in una situazione senza via d’uscita: emarginata dalle altre donne del villaggio – che considerano i suoi comportamenti bizzarri e le sue grida di aiuto niente altro che un perverso escamotage sessuale per eccitare il marito – scivola lentamente nella disperazione e nella follia fin quando, una notte, non sarà proprio lei stessa a “macellare” il marito.
La moglie del macellaio ha rappresentato una vera e propria sensazione letteraria nel mondo della lingua cinese, grazie alla sua suggestione che il rituale e la tradizione siano strumenti di oppressione; ha anche suscitato una diffusa indignazione per il suo spietato ritratto della violenza sessuale e della crudeltà emotiva. Questo racconto ha avuto un impatto profondo sulla letteratura cinese contemporanea e oggi è considerato un testo fondamentale sia negli studi di genere che nella letteratura mondiale.
Kevin Jared Hosein
Anime insaziabili
NN Editore
Or.: English (Trinidad)
2024

Trinidad, Caraibi, anni Quaranta. Dalton e Marlee Changoor vivono nel lusso nella loro villa in collina, mentre in una baracca fatiscente e isolata abitano Hans, sua moglie Shweta e il figlio Krishna, insieme ad altre famiglie. Shweta e le donne passano le giornate a cucinare e a prendersi cura dei figli, affidandoli alle divinità induiste per proteggerli dagli spiriti. Krishna e gli altri ragazzini vivono avventure nei campi, si scontrano con i ragazzi della città e sognano un futuro migliore. Quando Dalton scompare nel nulla, la bella Marlee si sente minacciata e offre un lauto compenso a Hans per assumerlo come guardiano notturno. Hans accetta, convinto che quei soldi cambieranno le sorti della sua famiglia. Ma tra lui e Marlee nasce un amore che sconvolge le loro vite. Shweta e Krishna reagiscono con grande dignità, ma il destino incombe come un fantasma tornato a tormentarli dall’aldilà.
Intenso e travolgente, Anime insaziabili è un romanzo d’avventura che parla d’amore e destino in un tempo e in un luogo dove la vita sembra dominata da vendetta e crudeltà. Come in una tragedia classica, Hosein racconta i conflitti tra leggi umane e religiose, tra sentimenti e doveri, ma soprattutto la ricerca della felicità, quel confine labile tra oscurità e luce, verso cui spiegare le ali.

Kiran Desai
La solitudine di Sonia e Sunny
Adelphi Editore
Or.: English
2026
Ancora non si conoscono, Sonia e Sunny, malgrado il tentativo dei genitori di combinare il loro matrimonio. Sono entrambi indiani, figli di famiglie agiate che li hanno mandati a studiare e a farsi una carriera negli Stati Uniti: Sonia, che vive in un college nel nevoso Vermont, sogna di diventare scrittrice ed è invischiata in una relazione tossica con un pittore folle e narcisista; Sunny è un giornalista agli esordi, irrequieto e ambizioso, che tenta di costruirsi un futuro a New York per sfuggire a una madre tirannica e possessiva. Non si conoscono, ma tutti e due avvertono la solitudine di chi, sradicato, si ritrova in bilico fra due mondi, sospeso tra il desiderio di recidere i legami con una cultura sentita come arretrata e oppressiva e l’impossibilità di accogliere fino in fondo una nuova identità. Sarà un incontro fortuito su un treno notturno, in India, a far nascere un amore travolgente ma fragile, minato da incertezze e timori, cui seguirà un lungo distacco e una serie interminabile di avventure e disavventure – viaggi, malattie, faide familiari, delitti, trasformazioni – forse dovute alla perdita di un misterioso amuleto tibetano, che Sonia e Sunny dovranno ritrovare per ritrovarsi. Entrare in questo libro è come immergersi nelle acque di un fiume che si getta in altri fiumi, sempre più ampi e vorticosi, fino a formare un oceano di storie: storie intrecciate le une alle altre, che solo dopo essere attraversate rivelano il suo «tesoro nascosto». È la magia dei grandi romanzi. E La solitudine di Sonia e Sunny di Kiran Desai – con la sua scrittura oceanica e traboccante di immagini, di colori, di humour – dovrebbe essere salutato come uno dei romanzi magici dei nostri tempi.
Gregory David Roberts
Shantaram
Neri Pozza Editore
Or.: English
2009

Nel 1978, il giovane studente di filosofia e attivista politico Greg Roberts viene condannato a 19 anni di prigione per una serie di rapine a mano armata. È diventato eroinomane dopo la separazione dalla moglie e la morte della loro bambina. Ma gli anni che seguono vedranno Greg scappare da una prigione di massima sicurezza, vagare per anni per l’Australia come ricercato, vivere in nove paesi differenti, attraversarne quaranta, fare rapine, allestire a Bombay un ospedale per indigenti, recitare nei film di Bollywood, stringere relazioni con la mafia indiana, partire per due guerre, in Afghanistan e in Pakistan, tra le fila dei combattenti islamici, tornare in Australia a scontare la sua pena. E raccontare la sua vita in un romanzo epico di più di mille pagine.

Buona lettura.
Vi aspettiamo a Settembre
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