L’Intersezione

Da scrittore che ama frequentare le “trincee” delle presentazioni editoriali, ammetto di essere rimasto sinceramente colpito. Non è facile, al giorno d’oggi, proporre un fantasy che abbia spessore e originalità, ma Eugenio sembra esserci riuscito.

intersezione

Il secondo capitolo della Trilogia del Dio Spezzato si apre su un mondo al collasso, sull’orlo dell’Intersezione. Travastad sente crescere dentro di sé un potere che lo separa dagli uomini: ogni passo verso la Metropoli Nera è un passo verso la divinità, verso l’indifferenza. La realtà si incrina…

Di cosa parla il nuovo capitolo? Se il primo aveva lasciato i lettori con l’esilio volontario di Travastad per affrontare le sue colpe, qui la posta in gioco si alza vertiginosamente. Siamo in un mondo al collasso, dove l’antica magia sta consumando il “globo corrotto” e la realtà stessa si incrina.

Mi ha affascinato in particolare il conflitto interiore del protagonista, Travastad: il suo potere cresce, ma paradossalmente lo allontana dalla sua umanità. Ogni passo verso l’enigmatica Metropoli Nera è un passo verso l’indifferenza divina.

Questo è il nodo cruciale del romanzo: Quanto siamo disposti a sacrificare di noi stessi per ottenere il potere necessario a salvare ciò che amiamo?

Mi ha colpito anche la maturità con cui vengono trattati i temi secondari: il peso della responsabilità sulle spalle di Caelyn, la solitudine di Veslae che non ha più una casa, il viaggio senza mappa nell’ignoto. La copertina, oscura e magnetica, è un richiamo che promette esattamente ciò che il libro offre.

Un grande in bocca al lupo a Eugenio per questo viaggio.

Federico Berlioz
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