Progen: un futuro distopico e vicino. La nascita di un nuovo eroe?
Ho letto molti romanzi che affermano di essere grandi storie di fantascienza, ma solo nel caso di
Progen questa affermazione può essere considerata vera. Davide Ferrari scrive dal suo punto di vista in modo così puro e credibile, rendendo la storia plausibile e, forse, non troppo lontana dalla realtà.

Autore: Davide Ferrari
Editore: Independently published
Uscita: 2023
Genere: Fantascienza
Pagine: 170
Lingua: Italia
In una società divisa fra una classe dirigente Progen, composta da ricchi riprogettati geneticamente e le masse operaie Normogen, potenziate per poter lavorare, Natt Hoffman ha di fronte a sé una prospettiva di vita molto breve. Lui sa da quale parte stare nel conflitto fra Progen e Potenziati, sa chi è il suo nemico e sa di avere ancora un asso nella manica; può aggirare il sistema, può “tornare nei ranghi e fare in modo che si ricordassero a lungo di lui”.
Anno 2230. Natt Hoffman non crede in Dio, ha le sue idee sul futuro e, soprattutto, sulla sua morte, ma è fermamente convinto che l’evoluzione umana possa avvenire solo attraverso l’integrazione con le macchine. Per questo si fa impiantare un potenziamento tecnologico nel cranio, provvisto di micro-sensori. Tuttavia, dopo qualche anno e dopo aver lavorato anche nei cantieri lunari, viene colpito da una prima crisi epilettica.
In un mondo di droni e Progen, umanoidi superiori per genetica e intelligenza, dove si costruisce un futuro migliore solo per alcuni, il divario fra le classi sociali si fa sempre più aspro. I Progen, infatti, non si vedono mai passeggiare per le strade: hanno paura degli uomini Normogen, esseri primitivi ma estremamente forti, con le loro potenzialità cinetiche e le loro deformità.
Questa storia lascia la mente a riflettere. Hoffman è la figura perfetta che Ferrari usa per porre le vere domande sulle prossime generazioni: guerra, lavoro e colonizzazione del pianeta Marte. Potrei continuare per molti paragrafi su come questo romanzo possa essere letto come una previsione dell’evoluzione umana nei prossimi anni, ma preferisco fermarmi qui prima che questa recensione si trasformi in un saggio di etica. Tuttavia, il messaggio principale che Ferrari ci invia è riflettere e inseguire un sogno degno: chi non vorrebbe un eroe tutto suo?
Complimenti all’autore, davvero un bel romanzo.
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