Don Bosco: emergenza non rinviabile

Pisa – Le volontarie ed i volontari che operano nella casa Circondariale Don Bosco di Pisa, esprimono fortissima preoccupazione per il peggioramento, in questa torrida estate, delle condizioni di vita della popolazione carceraria

  • sovraffollamento al 156% che rende difficile la gestione dell’istituto ed incide su situazioni già inaccettabili ( si pensi a 3 docce x 60 detenuti)
  • infestazioni da cimici che si insinuano nei mobili e nei materassi e che provocano infezioni e sofferenze quotidiane alle persone ristrette
  • ritardi nella gestione di istanze ( permessi premio, art.21 etc) rivolte alla magistratura di sorveglianza di Pisa dovuti a carenze di personale
  • mancanza di investimenti nel personale e nelle strutture ( molte celle hanno ancora i bagni a vista) che ostacola qualunque tentativo di miglioramento anche da parte della direzione del carcere.

Come evidenziato dalla mobilitazione nazionale promossa nei giorni scorsi dalla conferenza dei garanti, tutto ciò rende il carcere, e purtroppo non solo il Don Bosco, un posto dove si muore: per suicidio ma anche per cause cosiddette naturali, non ancora classificate, il cui numero è aumentato da 16 a 51 nel 2026.

Il volontariato tutto, oltre ad esprimere vicinanza e solidarietà alla popolazione ristretta, chiede alle autorità locali di intervenire in un carcere collocato nel cuore della città ma che la città spesso ignora. Chiede poi, con forza, che cambi la politica governativa, tutta finalizzata all’aumento dei reati e delle pene, e che sia pienamente rispettata la dignità delle persone

Per tutto questo e per non abbassare mai l’attenzione su carcere e diritti dei detenuti è convocato per Venerdì 31 luglio alle ore 18:00 un Presidio davanti alla Casa Circondariale Don Bosco

Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare

Fonte: comunicato stampa

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