Don Bosco, il carcere a Pisa

Dopo Carcere, diritti e volontariato entriamo nello specifico del Don Bosco

PISA – Il carcere di Pisa denominato Don Bosco, è in realtà una Casa Circondariale.

Come abbiamo già spiegato le carceri in Italia si dividono tra Case di Reclusione e Case Circondariali. Le Case Circondariali o Istituti di custodia cautelare sono destinate ad accogliere detenuti in attesa di giudizio, mentre le Case di Reclusione o Istituti per l’esecuzione delle pene sono destinate ai detenuti condannati definitivamente.

Carcere Don Bosco a Pisa
Carcere Don Bosco

Queste le denominazioni e le definizioni da manuale, nella realtà, poi in molte Case Circondariali esiste una “sezione penale” così come in alcune Case di Reclusione si possono trovare le “sezioni giudiziarie”. Nelle sezioni penali all’interno delle Case Circondariali si trovano detenuti condannati in via definitiva, ma con pene non superiori ai cinque anni. Alla stesso modo nelle sezioni giudiziarie all’interno delle Case di Reclusione si trovano imputati in attesa di giudizio.

La Casa Circondariale Don Bosco di Pisa è situata nella omonima via al civico 43, in un quartiere adiacente al centro storico, molto popolato e vivace. Davanti al carcere passano varie linee di autobus cittadini e la fermata è di fronte all’edificio. Nelle vicinanze ci sono attività commerciali, supermercati, scuole e di fronte c’è un giardino pubblico.

Dall’ultima visita al carcere di Don Bosco effettuata dall’associazione Antigone nel 2022 ricaviamo un po’ di informazioni. L’edificio mostra diverse carenze manutentive, sono presenti numerose zone con forte umidità e muffa. Altra grave problematica sono i bagni a vista e la mancanza di acqua calda. La sezione femminile risulta più manutenuta e le detenute presenti durante la visita di Antigone sono 38, questo però non impedisce che le celle ideate per due persone, in realtà ne contengano 3 e spesso 4. In moltissime zone si vedono pareti e infissi scrostati e cadenti. A oggi le presenze all’interno del carcere sono 270 (di cui circa 30 femminili) contro le 197 di capienza massima.

La scheda redatta, dopo aver effettuato una visita al carcere, dall’associazione Antigone è davvero fonte di molti dati, per adesso ci limiteremo a riportare i dati più significativi lasciando a ognuno la possibilità di ulteriori approfondimenti (Scheda completa) Dall’analisi dei dati riportati da Antigone emerge che i più grandi problemi del carcere Don Bosco siano legati agli spazi e alla manutenzione degli stessi: in molte celle non sono garantiti i 3 mq calpestabili a persona, spesso il riscaldamento non è funzionante, manca l’acqua calda e in alcune celle spesso manca anche la doccia e molte volte il wc non è in un ambiente separato. Esiste un problema di sovraffolamento e questo fa sì, ad esempio, che non sia assicurata la separazione tra i giovani e gli adulti. Per quanto riguarda, invece, la gestione dei servizi notiamo luci e ombre.

Il centro clinico, ad esempio, fa parte le positività della struttura perché garantisce la presenza di diverse attrezzature diagnostiche e sono presenti stabilmente un’équipe medica, il dirigente sanitario, la caposala, un’equipe di infermieri, un fisioterapista, un odontoiatria, un tecnico radiologo. Riportiamo direttamente dalla scheda di Antigone: “Il centro clinico del carcere di Pisa (SAI) si configura come un presidio sanitario penitenziario con particolari specificità, dotato di un servizio medico di assistenza intensiva che risponde ai bisogni di salute che necessitino di assistenza sanitaria specialistica continuativa di tipo ospedaliero. In tal senso, infatti, l’istituto pisano, dotato di sala operatoria e di camere per le degenze, è abilitato a fornire assistenza sanitaria sia di tipo medico che infermieristico. In linea con la specificità e con il cospicuo ventaglio di servizi medici interni, l’istituto risultava inoltre dotato di una sala operatoria, che vedeva molti trasferimenti di detenuti anche da altri istituti per effettuare operazioni e per rimanere nel tempo della degenza. La sala è stata tuttavia chiusa nel marzo 2021 a causa di esigenza di manutenzione . Tale chiusura sembrerebbe oggetto di imminente ripianificazione in vista di una nuova apertura che vedrà però l’uso del servizio chirurgico in forma ridotta” La scheda è stata redatta nel 2022 e al momento in cui scriviamo la sala operatoria è ancora chiusa.

Un dato negativo da registrare sono i casi di autolesionismo verificatesi nel 2021 ben 177 e 14 casi di tentato suicidio a questo aggiungiamo che oltre 150 detenuti fanno uso di sedativi o ipnotici e più di 50 prendono regolarmente antidepressivi, stabilizzanti dell’umore e/o antipsicotici e oltre 60 persone presentano diagnosi psichiatriche gravi. Gli psicologi sono presenti solo per 35 ore settimanali e gli psichiatri per 54 ore settimanali.

Tutto ciò che riguarda le attività collaterali, servizi, corsi, possibilità di fare attività sportive e/o culturali, i progetti di volontariato e/o quelli finanziati saranno il tema del prossimo articolo

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