L’appuntamento mensile con i libri e la lettura
Consigli di lettura: Ogni mese vengono proposti dieci titoli eterogenei. Diversi gli autori, le nazionalità, i generi letterari e spesso molto diversi possono essere gli anni in cui i romanzi proposti sono stati pubblicati (la data scritta è l’ultima data di pubblicazione). Ciò che li accomuna è il piacere della lettura. Ci auguriamo che ogni mese i nostri lettori possano trovare almeno un libro da leggere. Il nostro appuntamento è curato dal collettivo di operatrici culturali “Tessera” formato da: Paola Bernardini, Giulia Silvestri, Anna Giannessi e Valentina Gori che ringraziamo calorosamente

Rita Bullwinkel
La vita in pugno
Bollati Boringhieri Editore
Or.: English
2024
Reno, Nevada, 2020: otto ragazze giovanissime si scontrano nel corso di due giornate di un campionato di boxe, due a due, per eliminazione diretta, fino alla proclamazione della vincitrice. Vediamo le ragazze sul ring, sotto i riflettori e sotto l’occhio pubblico, agguerrite, aggressive, dominate dalla voglia di dimostrarsi potenti. Ma la straordinaria bravura di Rita Bullwinkel accende i riflettori anche sulla loro sfera privata. E se ciascuna ha una motivazione per essere lì – ambizioni famigliari cui accondiscendere, un trauma non ancora superato, volontà di perfezionismo – in loro c’è molto di più: la tensione, la paura di deludere, la voglia di essere acclamate, ma anche di essere da qualche altra parte, lontane da quel conflitto insieme adrenalinico e logorante. Le ragazze si guardano, ambiscono ad avere la meglio sull’altra, ma sotto sotto vorrebbero anche essere amiche, scambiarsi confidenze, complimentarsi per il taglio dei capelli… I capitoli scandiscono ogni round, ma soprattutto raccontano l’America suburbana e le differenti personalità di queste ragazze, che in comune hanno un’infanzia poco stabile e spesso si sono sentite prevaricate. Adesso è il momento di prendersi una rivincita.
Rita Bullwinkel rivela in questo suo romanzo d’esordio un talento enorme, una capacità di indagine sulle motivazioni e anche sull’inevitabilità dell’aggressività femminile. Ci offre una grande metafora della vita, una riflessione su come le donne vengano messe in competizione e come quella competizione venga vista dallo sguardo pubblico. La vita in pugno è un romanzo elettrico, frenetico e sorprendente sul desiderio, l’invidia, la follia e anche il piacere fisico che motivano le donne a combattere, anche quando, e forse specialmente, nessun altro le guarda.
Waguih Ghali Una birra al circolo del biliardo
Brioschi Editore
Or.: اَلْعَرَبِيَّةُ
2019

Whisky, birra, poker e baccarat. Questo è Ram, un giovane rampollo che riempie le sue giornate saltando da un bar all’altro per bere e giocare d’azzardo. In una Cairo sconvolta dalla crisi di Suez, è questo l’effetto che gli hanno fatto la guerra con tutte le sue giovani vittime e un viaggio in Inghilterra che gli ha cambiato la vita. L’Inghilterra, la cornice dei romanzi preferiti di sempre. Suoi compagni di avventura Edna, ebrea colta e raffinata nonché unico amore della sua vita, e l’amico d’infanzia Font. Ma lì presto Ram si ritrova solo, lacerato da due forze opposte: è profondamente affascinato dall’Occidente, ma disgustato dalla sua sete di conquista; è finalmente libero da un Egitto di restrizioni, ma legato indissolubilmente al suo “essere egiziano”. Così, incapace di rispondere alla domanda “chi sono?”, approderà su terreni pericolosi, tutti tentativi di un eroe disperato di dare un senso alla propria esistenza, per poi finire nell’ennesimo club a bere whisky e giocare a poker.

Alan Pauls
Storia dei capelli foresta trabocca
Sur Editore
Or.: Español (Argentina)
2012
Cosa passa per la testa di un uomo mentre si sottopone al rito noioso e ansiogeno del taglio dei capelli?
Attraverso un flusso narrativo fatto di pensieri, ricordi ed eventi in presa diretta, entriamo in quella testa che sta per essere cambiata per sempre dal taglio di capelli perfetto. Una vita intera rivisitata attraverso il filtro della sua ossessione: i capelli. L’infanzia e l’adolescenza negli anni Settanta dominati dai tagli afro, il rapporto con un miglior amico insopportabile dai riccioli curatissimi, una moglie a cui viene rubata misteriosamente una parrucca, un cane che quando viene tosato diventa irascibile, e soprattutto un nuovo parrucchiere: Celso, un paraguayano che ha il potere di cambiare le vite che lo sfiorano con la leggerezza affilata del suo tocco di forbici. Il libro fa parte di una Trilogia della perdita (Storia del pianto, Storia dei capelli, Storia del denaro) in cui l’autore ha affrontato da una prospettiva non convenzionale la storia dell’Argentina dagli anni ‘70 a oggi.
Niviaq Korneliussen
Una notte a Nuuk
Iberborea Editore
Or.: Kalaallisut
2025

Nella notte di Nuuk, la capitale della Groenlandia, ai margini isolati d’Europa, ribollono le inquietudini, le paure e i desideri di cinque ragazzi in crisi d’identità, giunti a un punto di svolta nelle loro vite. Fia ha un fidanzato e tanti progetti eppure si sente vuota e apatica, finché conosce Sara ed è travolta da emozioni mai provate prima, scoprendo cosa sia l’amore. Sara sta con Ivik che però non vuole più essere toccata: un disagio che la tormenta fin dall’infanzia fa riaffiorare in lei domande represse a cui solo ora, ascoltando il suo corpo, sa dare risposta. Quello che porta Fia a un coming out liberatorio rimane per Inuk un tabù e un segreto da nascondere. Ma una volta fuggito dal paese in cui si sente soffocare, ritrovandosi solo ed emarginato in Danimarca, anche lui capirà che «trovi casa solo quando trovi te stesso». Arnaq ha alle spalle un’infanzia di abusi che l’hanno resa una cinica seduttrice, assetata d’alcol e conquiste di ogni sesso, chiusa in una lotta contro i propri demoni a cui sacrifica chi la ama.
Muovendoci tra locali e feste fino all’alba nelle case di Nuuk, attraverso i flussi di pensieri, confessioni, lettere e messaggi delle cinque voci protagoniste, ci immergiamo in un romanzo crudo, sfrontato, romantico. Dirompente opera prima che ha rivelato il talento di Niviaq Korneliussen e raccontato al mondo cosa significa essere giovani e queer in Groenlandia, Una notte a Nuuk è il ritratto di una generazione e di un paese mai uscito dal trauma coloniale, un viaggio struggente attraverso i sensi e i sentimenti in cui la scoperta di sé diventa una rinascita.

Jessica Anthony
Il colpo segreto
Sur Editori
Or.: English
2025
Siamo in una cittadina del Delaware, sulla costa est degli Stati Uniti, nel 1957. Una domenica mattina stranamente calda di novembre, Kathleen, madre di famiglia middle class, invece di andare in chiesa insieme al marito Virgil e ai due figli, decide di tuffarsi nella piscina condominiale. Lì resterà per tutta la giornata, senza dare spiegazioni al marito che, a più riprese, cerca di convincerla a uscire dall’acqua.
Perché questa improvvisa sovversione della routine? Pagina dopo pagina ci viene svelata la storia di un matrimonio fatto tanto di amore quanto di ambizioni mancate (Kathleen è un’ex tennista che ha rinunciato alla carriera, Virgil un appassionato di jazz che non ha mai imparato a suonare), di reciproci segreti, di nodi destinati a venire al pettine – mentre, sullo sfondo, una navicella russa appena lanciata in orbita con una cagnetta a bordo potrebbe cambiare gli equilibri della Guerra fredda. Elegantissimo nelle sue ambientazioni d’epoca, scritto con un ritmo impeccabile che fa crescere sottilmente la tensione fino alla scena finale, Il colpo segreto è anche un romanzo che palpita di umanità, di desiderio, di dilemmi laceranti: una storia d’amore imperfetta in un mondo che ancora si illude della propria perfezione.
Seiichi Hayashi
Elegia in rosso
Coconino Press Editore
Or.: 日本語
2016

Ichiro e Sachiko sono giovani artisti, capricciosi e scoraggiati da ciò che la vita ha da offrire loro. Entrano e escono dall’amore, gelosi dei reciproci interessi e insoddisfatti delle loro carriere. Elegia in rosso traccia con tenerezza i loro malesseri, le loro passioni e i loro battibecchi, creando un ritratto toccante di una storia d’amore burrascosa.
Pietra miliare della scena underground giapponese degli anni Sessanta, Seiichi Hayshi scrisse Elegia in rosso tra il 1970 e il 1971, all’indomani di un decennio politicamente agitato e culturalmente vivace che prometteva ma non riusciva a offrire nuove possibilità. Il tratto scarno e i codici visivi presi in prestito dall’animazione e dal cinema catturano magnificamente la vita tranquilla di una giovane coppia che lotta per sbarcare il lunario. Ichiro e Sachiko sperano in qualcosa di meglio, ma non sono rivoluzionari; il loro tempo libero lo trascorrono bevendo, fumando, sognando a occhi aperti e dormendo insieme e a volte con altri.
Elegia in rosso si ispira tanto ai fumetti giapponesi underground dell’epoca quanto alla Nouvelle Vague francese. La sua influenza in Giappone fu tale che Morio Agata, un importante musicista e cantautore folk giapponese, debuttò con una canzone d’amore scritta e intitolata con questo nome.

Shushan Avagyan
Libro senza nome
Utopia Editore
Or.: արևելահայերեն
2024
Con uno stile sperimentale unico, la scrittrice e traduttrice armena riflette in questo scritto sulla letteratura, la traduzione e su come l’ideologia politica influenzi la memoria degli autori del passato. In Libro senza nome Avagyan, infatti, racconta il processo che l’ha portata a scoprire la vita e le opere di Shushanik Kurghinian (1876-1927) e Zabel Yesayan (1878-1943?), due autrici dalle idee femministe troppo progressiste per il tempo in cui vissero e per questo finite nell’oblio.
Shushanik Kurganian, nata nell’attuale città armena di Gyumri, scrisse opere poetiche altamente rivoluzionarie incentrate sulla tutela dei diritti delle donne. La sua opera (poesie e prosa) le costò la persecuzione delle autorità zariste e la portò a fuggire a Rostov sul Don per evitare la deportazione in Siberia. Tornò in Armenia nel 1921, dopo la conquista del paese da parte dell’Armata Rossa. In epoca sovietica, la natura femminista dei suoi lavori venne ignorata, mentre le opere dedicate alla classe operaia divennero strumento della propaganda del regime. Per questo, quando l’Armenia riacquistò l’indipendenza nel 1991, nella narrazione nazionale venne descritta come “poeta proletaria” e dimenticata.
Zabel Yesayan era un’autrice di prosa, traduttrice e professoressa di letteratura originaria di Costantinopoli (oggi Istanbul). Sopravvisse al genocidio armeno nel 1915, fuggendo in Bulgaria e contribuendo poi a raccontarne le brutali dinamiche. Nel 1926, si trasferì nell’Armenia sovietica. Nel 1937, durante le grandi purghe, venne tacciata di nazionalismo e arrestata. La sua morte è ancora avvolta nel mistero: c’è chi dice che è morta a Yerevan nel ’37, mentre altri ipotizzano che sia morta in esilio in Siberia nel 1943.
Shushan Avagyan, nata a Erevan nel 1976 è una delle voci più acclamate della narrativa armena contemporanea. Libro senza nome nasce dal periodo in cui Avagyan traduceva le poesie di Kurganian in inglese. Questo la portò a immaginare un incontro mai avvenuto tra le due autrici a Erevan nel 1926 (unico anno in cui vissero nello stesso luogo). Lo scambio tra le due grandi intellettuali è intervallato, in chiave metaletteraria, da una serie di conversazioni tra l’autrice di questo romanzo e una sua amica, Lara, che proprio su Kurghinian e Yesayan stanno effettuando un lungo lavoro di ricerca.
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David Wojnarowicz
Sul filo della lama. Memorie sulla disintegrazione
Miraggi Edizioni
Or.: English
2025

In questo memoir urgente e denso, David Wojnarowicz offre uno spaccato violento e caleidoscopico sulla diffusione dell’Hiv in America e su cosa significhi essere omosessuale in una società, quella bigotta reaganiana degli anni ‘80, dove domina il modello eteronormato della «famigliola felice» e in cui si reprime a colpi di leggi, sentenze, arresti e pestaggi la voce di chi vive ai margini. Sul filo della lama è un trip acido nel dolore, una sbronza in un dive bar sull’Hudson, un roadtrip furioso nella polvere dell’American dream, raccontato attraverso una costellazione di capitoli dal taglio ora onirico ora fortemente politico, frutto di una vita dedicata a lottare per il diritto alla salute e alla corretta informazione e per il diritto di amare oltre ogni laccio sociale. Un’opera di un’intensità che scorre a fior di pelle.

Elisabeth Åsbrink
1947. When Now Begins
Scribe Ui Editore
Or.: Svenska
2018
Dove comincia il presente? Quando nascono le forze, i conflitti e le idee che governano la nostra epoca? Inseguendo le tracce della famiglia che non ha mai potuto conoscere, Elisabeth Åsbrink ci trasporta in un anno cruciale del ’900, nel momento in cui l’Occidente, reduce dal Secondo conflitto mondiale, è di fronte a una serie di bivi e possibilità ancora aperte, e compie scelte decisive per i nostri giorni.
È il 1947 quando scoppia la Guerra fredda, viene istituita la CIA e Kalašnikov inventa l’arma oggi più diffusa al mondo; l’ONU riconosce lo Stato di Israele e il figlio di un orologiaio egiziano lancia il moderno jihad. È solo nel ’47 che viene redatta la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, prima sconosciuti all’umanità quanto il termine «genocidio», coniato da un giurista polacco che ha perso la famiglia nei Lager. E mentre una rete clandestina di organizzazioni internazionali mette in salvo i gerarchi del Reich e rilancia gli ideali fascisti, Primo Levi riesce a pubblicare Se questo è un uomo, un disilluso George Orwell scrive il profetico 1984 e Christian Dior crea il suo controverso New Look. In mezzo a tutto questo, tra le masse di profughi ebrei che attraversano l’Europa in cerca di una nuova vita, c’è il padre dell’autrice, un orfano ungherese di dieci anni, davanti a una scelta che deciderà il suo futuro.
In un racconto poetico e documentatissimo, che ci cala nei destini di personaggi d’eccezione e persone comuni, Åsbrink ricompone il puzzle di un anno emblematico per la sua identità personale e per quella collettiva. E scavando nei retroscena degli eventi, fino agli istanti in cui la Storia avrebbe potuto prendere un altro corso, arriva all’origine di quei nodi che non abbiamo ancora sciolto.
Grisélidis Réal
Il nero è un colore
Keller Editore
Or.: Français
2019

Il nero è un colore è la storia autobiografica di Grisélidis Réal, di quando negli anni Sessanta fugge in Germania con due figli e il suo amante nero dopo averlo fatto dimettere da una clinica psichiatrica. La fuga li conduce a Monaco dove la donna comincia la sua battaglia contro la miseria e la precarietà, contro la difficoltà di tenere unita un’improbabile famiglia, cui si aggiungono le botte, l’iniziazione alla prostituzione. Ma Il nero è un colore è soprattutto una storia d’amore: l’amore della protagonista per gli uomini afroamericani, in particolare quelli di stanza nelle caserme americane, con il loro fascino e le loro auto luccicanti; l’amore per il popolo rom, l’amore per la musica e la danza, l’amore per la vita. Un’esistenza fiammeggiante resa con grande forza espressiva, una scrittura poetica e allo stesso tempo libera, come libera, forte e anticonformista è la protagonista di questo libro indimenticabile.
Grisélidis Réal nasce nel 1929 a Losanna da una famiglia della buona borghesia colta. Lei stessa descrive la sua infanzia come «normale e privilegiata» e i suoi genitori come due intellettuali che avvicinarono da subito le tre figlie alla musica, le lettere, le arti. La famiglia Réal lascia presto Losanna per trasferirsi prima ad Alessandria d’Egitto e in seguito in Grecia. Sono anni felici: il padre legge alle figlie l’Iliade, fa loro ascoltare Mozart… non vivono nell’agio, ma in un mondo di valori immateriali in cui «l’arte e la letteratura contano più di ogni altra cosa». L’idillio greco ha però vita breve: il padre muore nel 1938, a soli 34 anni, Grisélidis non ne ha ancora compiuti nove. Tornata in Svizzera, Grisélidis cresce all’ombra della madre, donna molto rigida che impone alle figlie un’educazione rigorosissima e sessuofobica. Da parte sua, Grisélidis manifesta un temperamento indomito e dopo un’adolescenza turbolenta, ormai diciannovenne, parte per Zurigo per iscriversi alla Scuola di Arti e Mestieri e darsi a una vita scapigliata. Si sposa e dopo tre anni dà alla luce il primo figlio. A distanza di altri tre anni, ormai separata dal primo marito, ha una figlia con un altro uomo e poi un figlio maschio e, nel 1959, un altro. A quel punto parte alla volta di Monaco di Baviera, con un amante afroamericano che la picchia. Nel 1961, disperata, diventa una prostituta per potere mantenere i figli. Finisce in prigione per aver venduto marijuana; estradata in Svizzera, continua a prostituirsi.
La pubblicazione di Le noir est une couleur, una sorta di autobiografia, le vale una borsa di studio che le permette di lasciare il marciapiede per qualche tempo. Ne approfitta per dedicarsi alla scrittura e alla pittura. A partire dagli anni Settanta diventa la famosa «puttana rivoluzionaria» dei movimenti delle prostitute e cofondatrice di un’associazione di tutela nei loro confronti (ASPASIE): attirandosi le ire delle femministe benpensanti e degli abolizionisti, rivendica il diritto di fare commercio di sé e di esercitare, purché liberamente e in condizioni dignitose, una professione che definì «un’Arte, un Umanesimo e una Scienza». Il suo attivismo la conduce a riprendere, stavolta per scelta e a testa alta, la via della prostituzione. Non smette mai di scrivere e per un trentennio raccoglie sistematicamente documenti sul mondo della prostituzione, creando un fondo che nel 2008 andrà a costituire il Centre Grisélidis Réal a Ginevra, nel quartiere Pâquis, dove Grisélidis ha esercitato fino all’età di 66 anni.

Nanni Balestrini / Primo Moroni
L’orda d’oro 1968-1977
Feltrinelli Editore
Or.: Italiano
2015
A fronte di un panorama politico che ha visto crollare in pezzi il sistema dei partiti e incrinarsi istituzioni fondamentali dello Stato, diventa difficile guardare a quegli anni con serenità. Balestrini e Moroni lo fanno.
«Anni di piombo, corpi separati dello Stato, terrorismo, emergenza, eversione, o al contrario: gli anni più belli che ci sia stato dato di vivere, rivoluzione, modifica radicale del vissuto quotidiano, utopia, bisogno di comunismo, lotta armata, rivoluzione sessuale eccetera eccetera. […]
Come raccontare senza appiccicare definizioni, senza cadere nelle trappole dell’ideologia, senza gratificare l’avversario di sempre con la costruzione di mappe e geometrie? Forse attraverso frammenti. Dentro i sentieri labili della memoria e lasciando parlare le differenze.
Non una storia quindi, ma un percorso per sollecitare riflessioni, per sottolineare la felicità e la ricchezza, per aiutare a cercare le ragioni di una lunga primavera di intelligenze.» Nanni Balestrini, Primo Moroni

Buona lettura.
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