Potere e Phatos: intensa e imponente

 Potere e Phatos a Palazzo Strozzi

Banner-Bronzi-760 “Potere e pathos. Bronzi del mondo ellenistico”, in corso a Palazzo Strozzi a Firenze fino al 21 giugno 2015, è una di quelle mostre che merita di essere vista.

   Realizzata dalla Fondazione Palazzo Strozzi in collaborazione con il J. Paul Getty Museum di Los Angeles, la National Gallery of Art di Washington (successive sedi dell’esposizione) e la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, la mostra ha l’intento di raccontare gli sviluppi della piccola e grande statuaria bronzea in età ellenistica (IV-I secolo a. C.).

   È una mostra breve, ma intensa. Ci si rende conto, attraversando le diverse sale, della straordinaria capacità degli artisti greci di realizzare e dare vita a opere meravigliose, indipendentemente dalle loro dimensioni. La tecnica della fusione in bronzo, si sa, non era cosa facile: un processo lungo, costituito da passaggi delicati e che richiedeva la massima cura e maestria. Poteva anche succedere che, dopo la preparazione del modello in terracotta, la copertura in cera, un secondo strato di creta, e altri passaggi intermedi, il momento cruciale della colata del bronzo non riuscisse come doveva.

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   Visitando la mostra, è necessario tenerlo bene a mente perché solo così si può comprendere l’importanza di ritrovare e studiare opere antiche, spesso conservate nei musei senza che il loro reale valore venga realmente compreso. Nessuna tecnologia o processo industriale automatizzato, eppure c’erano uomini in grado di realizzare opere, anche di grandi dimensioni, in tutto somiglianti ad un essere umano o ad un animale reali e di farlo con un linguaggio rimasto immortale.

Il 1° maggio è da poco passato: occasione in più per celebrare il lavoro come valore universale, dall’ antichità ad oggi!

   Le sale dedicate alla mostra contengono alcune tra le più significative opere in bronzo del mondo antico, provenienti da diversi musei, italiani e non: la Galleria degli Uffizi, i Musei Archeologici Nazionali di Firenze e Napoli, il British Museum di Londra, il Museo Archeologico Nazionale di Atene e chi più ne ha ne metta. Si aggiungono a queste, opere in marmo, realizzate a partire dai rispettivi originali bronzei.

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   Il visitatore non si troverà in sale stracolme di opere, ma tra opere attentamente disposte e illuminate, da osservare sotto diversi e molteplici punti di vista, al fine di apprezzarne volumi e perfezione materica. E vi consiglio di farlo! Non passate attraverso le sale senza mantenere uno sguardo attento e curioso, altrimenti la vostra visita sarà inutile. Osservate la resa dei capelli, della barba, il modellato delle figure, il loro dinamismo e l’espressività, le crepe e le lacune che permettono di scoprire l’interno vuoto delle statue. Trascorrerete così un po’ di tempo immersi nella maestria del mondo antico.

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   La mostra spicca anche per innovazione, poiché è possibile fare un gioco mentre la si visita. Ad aprire l’esposizione è una base in calcare blu-grigio, della fine del IV secolo-inizio III, con la scritta “Lisippo ep[oiese]” (“Lisippo fece”), ritrovata a Corinto priva della statua che ospitava. Il gioco consiste nello sfruttare una serie di indizi ed arrivare ad immaginare quale doveva essere l’aspetto della statua, oggi scomparsa, di Lisippo, uno dei più famosi scultore greci del IV secolo a. C., il favorito di Alessandro Magno.

   Innanzitutto è necessario chiedere all’ addetto al guardaroba una cartella contenente degli indizi di partenza. In alcune sale si trovano poi delle cassettiere, che possono essere tranquillamente aperte, e un telefono stile anni ’50 con un messaggio registrato: una studiosa ci aiuta a capire come procedere nella nostra ricerca. Importante il fatto che il gioco si possa svolgere attraverso tre punti di vista: quello dell’archeologo, che deve ricercare la statua perduta di Lisippo; quello del falsario, il cui scopo è di spacciare la statua da lui ritrovata per quella perduta dello scultore greco e infine il punto di vista del collezionista: bisogna ritrovare la statua allo scopo di venderla ad un ricco collezionista. Se si decide di partecipare al gioco, ovviamente l’aiuto maggiore viene dalle opere d’arte esposte e allora si comprende ancora di più perché sia necessario osservarle con la massima attenzione.

   L’idea di creare un gioco legato alla mostra fa parte de “L’approccio Palazzo Strozzi”, ovvero delle diverse iniziative pensate da Palazzo Strozzi per i bambini, le famiglie, i giovani e riuscire ad instaurare così un rapporto nuovo, e non convenzionale, tra arte e visitatori.

   Che decidiate “semplicemente” di visitare la mostra per ammirare i capolavori in bronzo, o di ammirare questi capolavori per partecipare al gioco, l’invito è comunque di andare a vederePotere e pathos. Bronzi del mondo ellenistico.

   Nel caso in cui decidiate poi di partecipare al gioco, e di farlo seriamente, potrete inserire la vostra ricerca nel sito apposito . Il premio per il vincitore sarà un viaggio ad Atene alla scoperta dei suoi maggiori siti archeologici.

 Il fascino del mondo ellenistico vi aspetta!

Elisa La Pietra

 

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