Dante e la numerologia nella Divina Commedia

PISA – Nella città della Torre si è da poco concluso “Dante Posticipato”, una quattro giorni di eventi dedicati alle celebrazione del 751° anniversario della nascita di Dante. Conferenze, proiezioni, letture pubbliche hanno animato la città che il Sommo Poeta aveva definito “Vituperio delle genti”.  Come non pensare alla Divina Commedia in collegamento alla numerologia, cioè ai numeri e al loro significato?

Sandro Botticelli, Dante Alighieri, olio su tela, 1495, Ginevra, collezione privata

Dante infatti non era solo un poeta e scrittore, non possedeva cioè soltanto una cultura di tipo umanistico, ma anche scientifico e filosofico. Il rapporto tra la numerologia, tra la scelta non casuale del ricorrere di alcuni numeri, e la Divina Commedia è evidente in tutta l’opera, sia a livello strutturale che narrativo. L’attenzione di Dante per le corrispondenze numeriche mostra la sua conoscenza della filosofia antica (soprattutto di Plotino e Pitagora), ma anche della religione, della Bibbia, dei filosofi ebraici del Medioevo e, forse, anche della Cabala. Ogni numero ha infatti un significato e quelli che ricorrono più spesso nell’opera dantesca sono questi:

  • 1 è l’origine di tutte le cose; rappresenta la perfezione e l’assoluto, la divinità. Simbolo del monoteismo è espressione della completezza, del Dio Creatore.
  • 3 rimanda alla Trinità Cristiana, alla perfezione e alla conoscenza.
  • 7 è il numero della perfezione umana. Ha molti significati legati alla sfera religiosa: 7 giorni della settimana, che sono i 7 giorni della creazione raccontati nella Genesi; 7 è però anche il numero dei peccati capitali. Infine l’antico sistema solare era composto da 7 pianeti.
  • 9 è il quadrato di 3, rappresenta il cambiamento e l’invenzione.
  • 10 simbolo della totalità della realtà rappresentata; da un punto di vista religioso richiama il numero dei comandamenti che Dio affida a Mosè sul monte Sinai.

Dante sceglie in numero 3 per costruire la sua opera; esso ritorna infatti in molti aspetti. A livello strutturale l’opera è formata da 100 canti, suddivisi in 3 cantiche secondo uno schema: 1+33+33+33, dove il primo canto svolge il ruolo di introduzione. Per quanto riguarda la forma metrica il poeta sceglie la terzina di endecasillabi a rima incatenata.

Veduta dell'Inferno dantesco che si estende all'interno della Terra, disegnato da Michelangelo Caetani

Veduta dell’Inferno dantesco che si estende all’interno della Terra, disegnato da Michelangelo Caetani

 

A livello della storia invece, Dante attraversa 3 differenti regni: Inferno, Purgatorio e Paradiso; nel suo viaggio è accompagnato da 3 diverse guide: Virgilio, che rappresenta la ragione, Beatrice, simbolo della grazia e infine San Bernardo, emblema dell’ardore mistico. L’Inferno è diviso in 9 cerchi; qui Dante incontra 3 fiere e attraversa 3 fiumi (Acheronte, Stige, Flegetonte). Anche Lucifero non ha una sola faccia, ma ben 3. Si arriva al Purgatorio, alla cui porta sia accede dopo 3 scalini di diverso colore. Questo regno è formato da 7 cornici, che rappresentano proprio i 7 peccati capitali, ma aggiungendo l’Antipurgatorio e il Paradiso Terrestre si arriva a 9 zone. Infine il Paradiso è composto da 9 cieli mobili, a cui se ne aggiunge un decimo immateriale e immobile. Le anime sono divise in tutti i regni in 3 gruppi. Nell’Inferno si trovano gli incontinenti, i violenti e i fraudolenti; nel Purgatorio le anime sono divise fra coloro che indirizzarono il loro amore su un oggetto sbagliato, quelli che furono poco solleciti al bene e quelli che amarono troppo i beni mondani; nel Paradiso i beati sono divisi fra gli spiriti che furono dediti alla ricerca della gloria terrena, gli spiriti attivi e gli spiriti contemplativi.

Anche nella figura divina non può non ricorrere il numero 3. Quando Dante, al termine di una preghiera, riesce a vedere Dio, lo descrive come una grande luce di 3 cerchi concentrici aventi 3 colori diversi (bianco, rosso e verde).

Dante e Beatrice rivolti verso l'Empireo (Gustave Doré)

Dante e Beatrice rivolti verso l’Empireo (Gustave Doré

 

Eva Dei

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3 comments to “Dante e la numerologia nella Divina Commedia”
  1. Grazie tante per le informazioni (alcune le sapevo già, altre no) 🙂
    suggerimenti:
    -il 10 secondo la numerazione ebraica vuol dire questo 1=dio 0=caos; 10=dio ce regna sul caos
    -il 7 secondo Pitagora era il numero perfetto
    (quindi Dante per scrivere la Divina Commedia ha dovuto guardare anche i criteri di numerazione dell’ebraismo e del greco antico)

    ciao e ancora grazie per la pagina

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