Cine-Maratona Halloween

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Venerdì 31 Ottobre dalle ore 19:00 il Nuovo Teatro delle Commedie sarà protagonista di una maratona-horror, organizzata per celebrare nel modo migliore la notte di Halloween.

I film scelti per l’occasione sono, in ordine cronologico I tre volti della paura (Mario Bava, 1963), Creepshow (Creepshow, George Romero, 1982), La vendetta di Halloween (Trick ‘r Treat, Michael Dougherty, 2007).

Il fil-rouge che lega le tre pellicole è il loro essere film ad episodi, anche se i primi due lavori si differenziano per episodi a se stanti mentre l’ultimo presenta episodi intrecciati a livello spazio-temporale.

10726774_10152324341386780_624832091_nI tre volti della paura è il film in cui Mario Bava – finalmente omaggiato a dovere in Italia dall’imminente retrospettiva al Festival del Cinema di Roma 2014 – da sfoggio alla sua passione pittorica, coloristica e immaginaria. Insieme a La frusta e il corpo, decisamente più hammeriano e classico, compone il dittico del gotico italiano a colori più importante degli anni ’60. In I tre volti della paura la classicità è considerata da Bava come una caratteristica da superare, ma non a livello narrativo – o come diremmo adesso, post-moderno – bensì ad un livello globale che comprende le fonti, la messa in scena e sicuramente l’epilogo. Alberto Pezzotta nel suo studio su Bava afferma che i titoli di testa dichiarano fonti letterarie leggermente alterate: si cita Maupassant quando invece l’origine del soggetto del primo episodio è forse rintracciabile in un’appendice di un Giallo Mondadori a firma F.G. Snyder, si continua con Tolstoj ma non specificando che si tratta di Aleksej (un lontano parente del più famoso Lev) e si conclude citando Čechov, quando in realtà il soggetto è ricavabile da un racconto presente in un’antologia curata da Fruttero e Lucentini.

Siamo di fronte dunque ad un pastiche anti-filologico messo in piedi da Mario Bava, dagli sceneggiatori Alberto Bevilacqua e da Marcello Fondato. Dall’epilogo – così come il prologo – recitato da Boris Karloff è possibile carpire l’essenza del personaggio di Mario Bava: così dissacratore quanto innovatore, così classico quanto moderno, così perfezionista quanto artigiano. “Stupore infantile della macchina cinema messa a nudo” (Marco Locatelli).

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Creepshow è la trasposizione su pellicola delle fantasie orrifiche partorite dalla mente di Stephen King ed affidate nelle sapienti mani di George A. Romero, il regista che ha reso gli zombie personaggi cinematografici a tutto tondo. Creepshow è un operazione difficile e ambiziosa che ha avuto sì successo, ma che non è stata premiata a dovere (complice anche la cattiva distribuzione pre-natalizia 1982). L’intento del film era quello di far entrare nella testa dei già smaliziati teenager americani degli anni ’80 – figuriamoci quelli di adesso – una paura derivata dalla lettura di giornaletti del terrore come quelli della E.C. Comics ed elevarsi – come dichiarato da Andrea Bruni su Nocturno – a balocco rutilante e deliziosamente demodè.

10721159_10152324342191780_547008526_nPersonalmente ritengo Creepshow il vero cinecomics: ovvero non un film basato sui fumetti (basti pensare alla miriade di titoli Marvel o DC Comics che imperversano negli ultimi due lustri), bensì un film fumetto, un albo da sfogliare che avanza per giustapposizioni di immagini, di forzature visive e strampalature narrative.

La vendetta di Halloween, film con cui si chiuderà la maratona horror halloweeniana, è stata quasi una mosca bianca nel panorama orrorifico degli anni “zero”. Nonostante i percorsi di violenza estrema battuti dall’odierno cinema di paura americano (basti pensare i vari torture porn e i mockumentary), nel 2007 esce in sordina La vendetta di Halloween, film ad episodi intrecciati diretto da un mediocre sceneggiatore come Michael Dougherty. Fortunatamente la storia – o meglio – il dipanarsi degli eventi non è mediocre, e grazie a quell’aura halloweeniana/carpenteriana si eleva sopra la media di qualsiasi prodotto ad episodi del nuovo millennio. Certo sono presenti alcune cadute di tono, ma l’alone che permea la storia è di quelli che funzionano.

Il Nuovo Teatro delle Commedie, in collaborazione con FI-PI-LI Horror Festival, darà la possibilità agli appassionati di Jack O’Lantern di vivere una full-immersion cinematografica con tre pellicole azzeccate che mostrano a distanza di vent’anni circa l’una dall’altra, l’evoluzione del modo di spaventare intere platee.

Tomas Ticciati

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