Ri-generazione Umana, un’occhio al passato e lo sguardo al futuro

Intervista a Dario Danti – Assessore alla Cultura del Comune di Volterra

Volterra – Nei primi quindici giorni di gennaio 2021 – praticamente due mesi fa – i social, i giornali, le riviste specializzate hanno parlato ogni giorno di Volterra e della sua candidatura a Capitale della Cultura 2022. Anche Tuttomondonews ha sostenuto dalle proprie pagine social la candidatura, ma siamo profondamente convinti che la Cultura non sia solo una passerella o soltanto un’operazione di marketing (che pure servono). Proprio per questo motivo, adesso che le luci si sono spente, noi vogliamo riaccenderle e vogliamo continuare a parlare, perché la Cultura si pratica ogni giorno e solo attraverso un lavoro quotidiano, costante e continuo e una visione a lungo tempo è possibile incidere nella realtà.

Lontano dai riflettori, quindi, abbiamo intervistato Dario Danti – Assessore alla Cultura della città di Volterra – e con lui abbiamo parlato di Cultura, futuro, politiche culturali e di comunità.

Dario Danti

Lunedì 15 per Lei e per Volterra si è chiusa un’esperienza o si è aperta una nuova sfida?

«Abbiamo sempre sostenuto che per noi la candidatura non sarebbe stata la partecipazione a un concorso di bellezza. In questo senso, nel momento in cui abbiamo deciso di candidarci, abbiamo anche messo in campo le migliori risorse umane per progettare un piano strategico della città a base turistico-culturale. La candidatura è stata un passaggio fondamentale per immaginare la Volterra dei prossimi dieci anni»

Procediamo con ordine: Come è nato il progetto, quale è stata l’idea base e come si è sviluppata?

«Già nel programma elettorale della lista civica di centrosinistra che ha sostenuto il sindaco Giacomo Santi era centrale la volontà di candidare la città a Capitale italiana della cultura. Perché la cultura non deve essere un ornamento nella costruzione delle politiche e delle relazioni che tengono insieme una città. E mi riferisco anche alle opportunità economiche e sociali che può dare una politica culturale a una comunità cittadina e a un intero territorio»

 

Ri-generazione Umana, questo il titolo del progetto. Quale sentimento volevate e volete trasmettere alle persone?

«Il tema della ri-generazione umana, scelto prima dello scoppio della pandemia, oggi si rivela di straordinaria attualità. La ri-generazione umana è una splendida metafora: si tratta di una cura collettiva orientata al bene delle comunità, che ci racconta come, attraverso la cultura, sia possibile cambiare in positivo i luoghi, anche quelli più marginali e disagiati. Volterra è unica: inclusione e innovazione, infatti, sono forma di vita quotidiana. Città nella quale il carcere è diventato modello artistico e culturale a livello mondiale grazie alla Compagnia della Fortezza di Armando Punzo e dove l’ex ospedale psichiatrico, nel quale è conservato il graffito di Nannetti capolavoro dell’art brut, è stimolo creativo costante. Terra di tradizione artigiana celebre in tutto il mondo per i maestri alabastrai, Volterra è uno scrigno di capolavori e custodisce, tra le altre opere, la Deposizione di Rosso Fiorentino di cui quest’anno ricorre il cinquecentenario»

L’esperienza è stata sicuramente emozionante e coinvolgente ma quali sono i momenti che resteranno impressi nell’anima di Dario Danti?

«Abbiamo messo in campo un’idea di cultura partecipativa, non estemporanea o calata dall’alto. Tappe fondamentali sono state il Living Lab, ovvero l’incontro di 21 giovani (7 italiani, 7 toscani e 7 volterrani) che hanno contribuito alla costruzione del dossier, il progetto dedicato all’alabastro riletto con gli occhi del design contemporaneo da Luisa Bocchietto e la rassegna estiva Rigenerare Umanità” nella quale si sono sviluppati sei appuntamenti incentrati sulle direttrici del programma. E poi il coinvolgimento della Toscana, che ha risposto in maniera coesa: La Regione al nostro fianco, 55 Comuni a sostegno della candidatura, oltre 150 tra associazioni ed enti, piccole e grandi imprese»

Alla luce del risultato, che cosa forse è mancato – a parte il mare 🙂 – a Ri-generazione Umana, il progetto di Volterra?

«Abbiamo dato il massimo, abbiamo riattivato una comunità intera. Procida ha vinto non perché siamo stati meno bravi noi, ma perché, con tutta evidenza, ha elaborato un progetto che, agli occhi della commissione valutatrice presieduta dal Prof. Stefano Baia Curioni, è risultato il migliore di tutti. A noi fa molto piacere che tutto il percorso svolto sia stato da subito reso centrale dalla Regione Toscana che ci ha investito del titolo di prima Città Toscana della Cultura per l’anno 2022: è una grande responsabilità e opportunità che vogliamo onorare con determinazione e passione»

Entriamo un po’ nello specifico. Tra i sessanta progetti presentati, quale sicuramente verrà portato a termine, e che cosa ne sarà dei progetti che purtroppo non potranno essere realizzati?

«Inizieremo quest’anno lanciando la mostra sui 500 anni dalla realizzazione della Deposizione di Rosso Fiorentino e poi abbiamo in cantiere un’altra grande mostra sulla contemporaneità degli etruschi curata dal direttore del museo di Villa Giulia, Valentino Nizzo. E ancora: l’arte urbana nei padiglioni dell’ex-manicomio e, nel 2023, un rassegna in occasione del cinquantesimo anniversario di quel grande evento di arte contemporanea che fu Volterra ’73 voluto da Mino Trafeli, di cui ricorrerà il centesimo anniversario della nascita proprio nel ’22. Senza tralasciare i giovani, che già lo scorso anno hanno portato avanti una straordinaria rassegna estivaAnti Social Social Park – che vogliamo riproporre questa estate arricchendola con un percorso partecipativo di ri-progettazione e ri-generazione urbana.

Nel dossier, inoltre, abbiamo dato centralità alle infrastrutture culturali: dalla campagna di scavi e musealizzazione dell’anfiteatro romano al secondo lotto dei lavori del museo etrusco Guarnacci di cui è in corso la ristrutturazione. E ancora: la costruzione del Teatro Stabile in Carcere, la modernizzazione della biblioteca comunale per renderla public library e, infine, i nuovi allestimenti del Museo dell’Alabastro»

La vittoria di Procida è comunque un segnale. La prima volta per un’isola, la prima volta di una realtà che fa parte della cosiddetta Italia minore che poco ha da invidiare alle realtà più blasonate

«Assolutamente. E, in questo senso, anche da parte nostra c’è stata la volontà di fare leva proprio su questo presunto punto di debolezza rendendolo la nostra forza attrattiva. Fin dall’inizio del percorso, allo stesso tempo importante ed entusiasmante, la candidatura è stata un potente impulso per accompagnarci in una fase nuova della nostra storia, in cui Volterra diventa “centro geografico” di un territorio diffuso. Volterra, “punto estremo” a cavallo di quattro province, che vuole tornare a ri-vivere come baricentro di una grande area aperta alle sfide del contemporaneo, mettendo in gioco patrimonio e identità, tradizione e innovazione, mobilità e sostenibilità»

Volterra e i volterrani non si sentono un “piccolo borgo” anche se dentro questa definizione c’è tanta storia, un grande affetto e una realtà invidiabile, per quanto riguarda il settore culturale che cosa vuole Volterra e che cosa vorrebbero i volterrani?

«Con la sua capacità di guardare avanti, Volterra si propone come laboratorio di innovazione per tutta l’Italia, capace di attivare un new deal culturale per ridare valore ai centri di media dimensione nei quali si gioca il futuro del Paese. Come dicevo prima, la missione è quella di rendere le aree interne nuovamente attrattive, perché i giovani possano trovare qui le risorse e le competenze per costruire il proprio domani»

Le persone coinvolte in Ri-generazione Umana avranno comunque uno spazio interno delle iniziative culturali dei prossimi anni?

«Certamente, a cominciare dalle giovani e dai giovani. Sono stati, insieme alle associazioni, il motore della candidatura e, con lo staff di Volterra 22, torneranno in città presto a costruire insieme a noi il palinsesto culturale e artistico di Volterra città toscana della cultura»

Come immagina il 2022 a Volterra?

«Valorizzando, sostenendo e promuovendo le unicità del territorio; facendo investimenti pubblici e attraendo Fondi europei e regionali; innovando nella promozione e ricercando mercati turistici nuovi; mettendo al centro il lavoro e ampliando la rete museale. Il percorso progettuale svolto, infatti, costituisce il valore aggiunto del progetto stesso perché questa sfida ci lascerà la più preziosa delle eredità: trasformarci in donne e uomini migliori al servizio di una comunità che intende evolvere nel tempo ri-generandosi»

Ringraziamo l’Assessore alla Cultura Dario Danti per il tempo che ci ha concesso e continueremo a seguire le iniziative e i progetti culturali della città di Volterra e di Ri-generazione Umana

 

Condividi l'articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.