Massimo Dapporto è un borghese piccolo piccolo

   Dal celebre romanzo di Cerami da cui fu tratto il film capolavoro di Monicelli, una tragicommedia di grande impatto e una magistrale prova d’attore.

PISA – C’è molta attesa per il ritorno di Massimo Dapporto sulle tavole del Verdi. Il bravissimo attore, gran signore della scena italiana, sarà di nuovo a Pisa, questa volta protagonista de “Il borghese piccolo piccolo”,  terzo titolo della Stagione di Prosa realizzata insieme con Fondazione Toscana Spettacolo onlus: in scena sabato sera (15 dicembre) alle ore 21 e domenica pomeriggio (16 dicembre) alle ore 17.
Nell’occasione, lo ricordiamo, sabato pomeriggio, in Sala Titta Ruffo, nella cerimonia di premiazione della 62^ edizione del Premio Nazionale Letterario Pisa, a Massimo Dapporto verrà tributato il “Galeone d’oro.
“Un borghese piccolo piccolo”, com’è noto,  è un romanzo straordinario di Vincenzo Cerami da cui fu tratto, nel 1977, uno dei capolavori cinematografici di Mario Monicelli, protagonista Alberto Sordi con Shelley Winters e Vincenzo Crocitti, film che all’epoca ebbe la nomination al Festival di Cannes e in patria si aggiudicò ben 4 David di Donatello e 4 Nastri d’Argento. 
Per questa pièce il regista Fabrizio Coniglio ha scelto di rifarsi proprio al romanzo, che dal film diverge in alcuni nodi narrativi essenziali e che è un ritratto sociale di agghiacciante attualità e dalle tinte ferocemente grottesche. Ha scelto così la cifra della tragicommedia, con una prima parte ricca di momenti di comicità, a tratti anche esilarante, per poi virare man mano in un crescendo di tensione e drammaticità.
La storia, com’è noto, si incentra su Giovanni Vivaldi, un ‘borghese piccolo piccolo’, un uomo di provincia, un tranquillo impiegato ministeriale di lungo corso. Saputo che si terrà un concorso proprio nel ministero dove lui lavora, d’accordo con la moglie Amalia egli vi iscrive il figlio Mario, neo diplomato in ragioneria. Consapevole però che il figlio potrebbe non farcela, Giovanni si attiva per ottenere una raccomandazione, finendo per iscriversi alla massoneria… Il giorno del concorso, Giovanni e Mario si stanno recando al ministero, ma dei rapinatori in fuga sparano e accidentalmente colpiscono a morte Mario e dal dolore  Amalia  rimane vittima di una trombosi. Giovanni pare abituarsi al nuovo stato delle cose finché un giorno, quando si reca in questura per vedere dei sospettati, riconosce l’assassino ma tace… Da qui in avanti la vicenda prenderà una piega inaspettata e feroce.  
Con Massimo Dapporto, Susanna Marcomeni (Amalia), Matteo Francomano (il figlio Mario), Roberto D’Alessandro (il capufficio) e  Federico Rubino (il rapinatore). Musiche originali di Nicola Piovani, scene di Gaspare De Pascali, costumi di Sandra Cardini.
In tournée dallo scorso anno, lo spettacolo ha riscosso e riscuote ovunque un grande successo di pubblico e di critica.  «Dovendosi confrontare con i sacri-modelli di Alberto Sordi – si legge nella recensione di Angelo Pizzuto su “Sipario” – e di tutto uno staff di interpreti in stato di grazia (il compianto Crocitti, l’ineffabile Valli, pur in uno spregevole cammeo, la grande Shelley Winters, nel ruolo della madre paralizzata) l’allestimento di Fabrizio Coniglio ha l’intelligenza di imporre alle vicissitudini il paradigma di un’attualità (amarissima) rafforzata dalla tossicità (esistenziale, economica) dei tempi in corso.  Ripartita  in tre diverse, scarne ambientazioni […]  la versione scenica è densa di specifiche scansioni temporali, tempra dialettica e repertorio di bassi umori: dal grottesco all’involontariamente buffo-patetico […]  Eccellente e coraggiosa la prova attorale di Massimo Dapporto (sorta di ‘faina’ aggressiva, dimessa, sottomessa secondo le ‘necessità), coadiuvato da un gruppo di comprimari credibili e di misurata energia […]  Dal cialtronesco al cinico, dall’ipocrita allo sguaiato, dal disperato al disperante Un borghese piccolo piccolo tocca con apprezzata sobrietà e senza usare l’indice dell’ “accusa” tutti i registri, i ‘canoni inversi’ di una italica tregenda pullulante di “uomini ridicoli”, ma ottusi ed efferati».
Davvero un appuntamento da non perdere.
Per informazioni tel 050 941 111 e al Teatro Verdi
 
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