Assassins: Sondheim e il pastiche come specchio della psiche americana.

Dopo Sweeney Todd, Tutto Mondo analizza Assassins di Stephen Sondheim.

ASSASSINS: GENESI E DEBUTTO OFF-BROADWAY

Nel 1979, come membro e produttore presso lo Stuart Ostrow’s Musical Theater Lab, Stephen Sondheim legge Assassins, un copione del drammaturgo Charles Gilbert. La trama ruota attorno a un veterano del Vietnam che diventa assassino del presidente degli Stati Uniti. Il musical si ispira al suo titolo e, seppur prendendo una piega molto differente alcune delle idee permangono: l’uso di citazioni tratte da varie figure storiche che hanno tentato di assassinare dei presidenti e la scena iniziale ambientata in un poligono di tiro, con il cartello illuminato Shoot The Prez and Wind a Prize (spara al presidente e vinci un premio).

Assassins

1. Stephen Sondheim a New York nel 2014.

Sondheim chiede a Gilbert di poter usare la sua idea e quest’ultimo acconsente, offrendosi di scrivere il libretto. Sondheim però rifiuta l’offerta, in quanto ha un altro collaboratore in mente, John Weidman.

Assassins porta in scena un gruppo di personaggi che hanno attentato alla vita dei presidenti degli Stati Uniti in varie epoche storiche. Esplora ciò che la loro presenza nella storia americana indica a proposito dello stile di vita e degli ideali della nazione. La partitura è scritta per rispecchiare sia la musica popolare delle epoche rappresentate, sia una più ampia forma di musica patriottica.

Assassins apre Off-Broadway al Playwrights Horizons il 18 dicembre 1990 e chiude il 16 febbraio 1991, dopo 73 performance. Diretto da Jerry Zaks, tra gli attori ci sono Victor Garber, Greg Germann, Debra Monk e Annie Golden.

IL MODELLO DELLA RIVISTA E IL PASTICHE, TRA CITAZIONI E INTRECCI TEMPORALI IN ASSASSINS

Sondheim e Weidman, che hanno già collaborato in Pacific Overtures (1976), basano Assassins sul modello della rivista. L’uso del pastiche, tecnica amata da Sondheim raggiunge un nuovo livello di sofisticazione. Se finora infatti Sondheim ha usato stili musicali tradizionali e ben conosciuti sui palchi di Broadway per rimarcare situazioni e personaggi, in Assassins le sue fonti si espandono ulteriormente. Ed è così che pesca a piene mani, ad esempio, dal vocabolario delle canzoni pop anni Ottanta, utilizza stili di danza popolari come il cakewalk. Uscendo dal solo materiale musicale, sfrutta inoltre interviste, poemi e citazioni. I personaggi storici vengono intrecciati tra loro per creare relazioni altrimenti impossibili.

Un tale uso di materiale musicale, letterario e storico non ha precedenti nei lavori di Sondheim e permette all’autore di esplorare la psiche dei personaggi rappresentati.

Assassins

2. Locandina della produzione off-broadway.

Attraverso il linguaggio della musica americana con cui dà voce ai disperati e agli emarginati, Sondheim ottiene persino un effetto particolarmente ironico. Gli stilemi della musica popolare vengono usati per descrivere il lato nascosto della società americana creando così una sensazione di profondo disturbo. Sondheim sovverte la tradizionale connotazione di questi generi ed esce perciò dalla comfort zone del pubblico americano.

Per dare unità ai numeri che si susseguono nella partitura di Assassins, Sondheim crea una rete di referenze e riferimenti che, in parte attraverso la loro stessa modifica e in parte attraverso la conoscenza che l’audience si suppone abbia di esse, riescono nell’intento.

ASSASSINS: TRA STILI DIFFERENTI E SCENE MUSICALI ESTESE

La struttura da vaudeville di Assassins permette ad ogni personaggio di avere il proprio specialty number, di essere quindi sotto i riflettori. Ogni numero segue l’altro senza un ordine particolare e ognuno ha uno stile musicale differente.

La scelta di questo modello ben si presta, tra l’altro, allo svolgimento non lineare di Assassins. Come in Follies e in Company, il musical non segue un ordine cronologico. A volte i personaggi si incontrano in luoghi non riferiti a un periodo storico specifico, come ad esempio un saloon a New York che appare sempre uguale ieri come oggi. Altre volte invece, l’ambientazione è molto specifica, come ad esempio la penultima scena che ha luogo nel Texas Book Depository a Dallas, poco prima l’assassinio del presidente Kennedy.

Sondheim crea inoltre scene musicali estese attraverso il raggruppamento di numeri correlati dal contenuto drammatico e dagli stili musicali. Così How I Saved Roosevelt è una serie di danze tra loro legate ma dal significato contrastante. Gun Song invece è una collezione di valzer, ognuno dei quali affronta un aspetto diverso delle pistole e propone personaggi di epoche differenti. Questi valzer stilisticamente diversi sono connessi da un ritornello e racchiusi, se non per meglio dire incorniciati da una ballad dai toni melanconici. The Ballad of Guiteau infine mischia inni, parlour music (musica da salotto) e cakewalk.

HOW I SAVED ROOSEVELT

How I Saved Roosevelt è incentrato sul personaggio di Giuseppe Zangara, un immigrato italiano che, nel febbraio del 1933, ha provato ad assassinare a Miami il presidente Roosevelt. Giuseppe fallisce nel suo intento ma ferisce molte altre persone, incluso il sindaco di Chicago, Tony Cermak, il quale morirà in seguito alle ferite riportate. Dopo la morte di Cermak, l’ergastolo di Zangara viene modificato in pena di morte da eseguire con la sedia elettrica.

3. Il cast di Assassins al Signature Theatre di Arlington, 2019.

Zangara è un’anticapitalista ma non è spinto, nella sua azione da nessuna ideologia anarchica, socialista o comunista. Non cova alcun rancore nei confronti di nessuna singola persona, incluso Roosevelt.

Mentre in How I Saved Roosevelt crea un vivido ritratto di Zangara, Sondheim lo pone in contrasto con un gruppo di patriottici astanti, ognuno dei quali reclama di aver sventato il tentativo di assassinio. Queste persone diventano per un attimo celebrità, man mano che dichiarano alla stampa di aver salvato Roosevelt. Il contrasto che si viene a creare tra l’appassionato anticapitalismo di Zangara e l’effimera celebrità dettata dall’egocentrismo e dalla promozione di sé attraverso la stampa rende duplice la scena musicale. Zangara, che desidera comunque ottenere attenzione, risulta molto arrabbiato per il fatto che non ci siano fotografi alla sua esecuzione e sottolinea, con le sue stesse parole, che soltanto i capitalisti ottengono i fotografi.

UN ESEMPIO DI PASTICHE, EL CAPITAN DI SOUSA

Nella parte iniziale di How I saved Roosevelt, attraverso l’espediente di una radio in scena, il pubblico viene a conoscenza delle varie attività che si tengono a Bayfront Park: un’esibizione della marcia El Capitan di Sousa, un annunciatore che descrive la scena e successivamente il tentato omicidio.

La scelta di Sondheim di utilizzare la marcia El Capitan si rivela interessante in quanto è essa stessa un pastiche di pezzi musicali tratti dall’omonima operetta di Sousa. Dopo l’apertura del numero con una diretta citazione delle quattro battute introduttive in 6/8 della marcia, Sondheim costruisce una linea melodica in diretta relazione con El Capitan. Al terzo passaggio, modificando la struttura armonica su base di quarte, l’armonia quartale, Sondheim introduce il personaggio di Zangara, il quale si trova sulla sedia elettrica. Nel mezzo della sezione, dopo l’arrivo del modo minore, la musica si trasforma in tarantella.

Dove la marcia di Sousa rappresenta la patriottica classe media americana e il sistema capitalistico, la tarantella suona, in questo contesto, totalmente estranea. In quanto danza folkloristica riflette le origini povere e italiane di Zangara, mettendosi in chiaro contrasto con le origini più borghesi della marcia. Dal momento che entrambe sono in 6/8, la transizione tra marcia e tarantella è piuttosto facile.

4. Assassins, Roleystone Theatre, Australia.

La scena perciò contrappone le due forme musicali per descrivere due mondi e due tipologie differenti. Non solo, ma inserendo il The Washington Post, un’altra marcia di Sousa, Sondheim complica ancora di più le cose. The Washington Post rappresenta infatti l’agognata rivista a cui gli astanti non vedono l’ora di raccontare la propria versione dei fatti.

LEE HARVEY OSWALD E LA MORTE DI KENNEDY

In Another National Anthem gli assassini, dopo aver enumerato nuovamente le loro ragioni per ciò che hanno commesso, comprendono che non solo le loro azioni non hanno risolto i loro problemi ma che non hanno portato ai risultati sperati. In contrapposizione e in dialogo con il gruppo troviamo il personaggio del Balladeer, il narratore che accompagna e commenta le varie canzoni degli assassini e che rappresenta la personificazione dell’American Dream. È lui a spiegare al gruppo che, per ottenere ciò che desiderano devono seguire il sogno americano. E così per un momento gli assassini cadono nella più assoluta disperazione.

Assassins

5. Locandina della produzione a Broadway del 2014.

La disperazione condivisa in Another National Anthem sfuma in quella più quieta di Lee Harvey Oswald, le cui azioni violente sono il climax di Assassins. Non c’è una canzone per Oswald poiché i suoi sentimenti sono già stati anticipati ed espressi. Lui è infatti il culmine di tutti gli assassini e di tutte le canzoni che si sono susseguite prima. Ovviamente è lui stesso vittima di questo omicidio, un’azione da cui scaturisce il coro finale Everybody’s Got the Right to be Happy.

Sono infatti, nel musical, i fantasmi degli assassini che si riuniscono intorno a Lee Harvey Oswald, un marine depresso dagli intenti suicidi, cercando di convincerlo a non uccidersi e ad assassinare John F. Kennedy.

CONCLUSIONI

Sondheim attinge alla cultura popolare americana per dare voce ai personaggi e al tempo stesso per gettare una luce critica su di loro. Questo gli permette di restituire al pubblico l’omicidio sotto forma di memoria culturale che non solo non svanisce ma che permane in maniera scomoda. Ad esempio, le amare osservazioni contenute in Gun Song, hanno la capacità di tormentare lo spettatore anche dopo la fine dello spettacolo.

In ultima analisi la tecnica del Pastiche è in Assassins uno strumento per rivelare aspetti della mentalità americana, inclusa la propensione per l’omicidio dei leader eletti.

6. Assassins, Università dell’Arkansas, 2017

Assassins è il frutto di un Sondheim maturo. Un musical dove le tecniche sperimentate in altre sue opere come Company, Follies e Sweeney Todd, piegano sempre più la forma tipica del genere portando in scena temi scottanti e considerati inadatti al musical theatre. Tutto ciò dimostra che anche le tematiche serie, non più appannaggio di prosa e opera lirica, possono entrare a pieno titolo nel linguaggio del musical.

Photocredits: 1. By Poemsstories – Own work, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=113057718 2. https://en.wikipedia.org/wiki/File:Original_Assassins_poster_art.jpg#/media/File:Original_Assassins_poster_art.jpg 3. https://www.washingtonpost.com/entertainment/theater_dance/insanity-thrives-giddily-in-signatures-assassins/2019/08/22/425a02ca-c4e6-11e9-b5e4-54aa56d5b7ce_story.html 4.Assassins. Book By John Weidman, Music and Lyrics by Stephen Sondheim | Stage Whispers  5. Artwork by Matt Mahurin (1) Pinterest 6. Par Uark Theatre — Assassins, CC BY 2.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=77785627

Roberto Romani
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