SETTE MUSICAL CINEMATOGRAFICI PER SETTE SERATE ESTIVE

Con la calura estiva e la voglia di rilassarsi, Tutto Mondo vi consiglia sette musical cinematografici da godersi in sette sere d’estate. 

Con il caldo estivo, è possibile approfondire la storia del musical attraverso la visione di sette famosi musical cinematografici. Tutto Mondo ha  già affrontato l’argomento in due precendenti articoli: la nascita del musical cinematografico e la sua storia fino ad oggi. I titoli presentati in questo articolo sono uniti da un filo conduttore, il tip tap.

QUARANTADUESIMA STRADA

1.  Lobby Card di 42nd Street con Ginger Rogers e Ruby Keller

Primo titolo tra i musical cinematografici consigliati è 42nd Street (1933), è un backstage musical del periodo precedente l’introduzione del Codice Hays. Il Codice è una serie di linee guida che regolano la moralità nei film e che per decenni influenzerà la produzione cinematografica statunitense.

Diretto da Busby Berkeley, il film è ambientato nel 1932, in piena Grande Depressione. Peggy Sawyer, una giovane ballerina alle prime armi, partecipa all’audizione per Pretty Lady, un musical che vede come protagonista Dorothy Brock e viene presa. Dopo che la protagonista si fa male, Peggy la sostiuisce e diverrà una star.

42nd Street è uno dei più famosi backstage musical,  ovvero musical che raccontano le vicende di lavoratori dello spettacolo alle prese con una messinscena.

Forte del suo lavoro come coreografo, la regia di Busby Berkeley, soprattutto nei numeri musicali, è rivoluzionaria. Attraverso la sincronizzazione dell’immagine con le tracce audio preregistrate, e un intricato editing, Berkeley libera la macchina da presa dalla sua posizione fissa. La cinepresa infatti, animandosi di movimento proprio e diventando quasi danzante, acquista un tratto squisitamente cinematico. Questo allontana le sue regie da quelle dei primi musical cinematografici che, con un punto di vista fisso, riproducevano la visuale dello spettatore teatrale.

I numeri di Berkeley sono famosi per rompere con la realtà. Iniziano sul palco ma poi diventano forme geometriche fatte con la gambe dei ballerini, giochi di piattaforme in movimento, angoli e forme. La scena è un luogo fantastico dove la cinepresa si muove quanto i ballerini stessi e restituisce allo spettatore uno sguardo ravvicinato non solo sulla coreografia, ma su centinaia di belle donne in abiti sensuali.

42nd Street lancia inoltre la carriera cinematografica, nel ruolo di Peggy Sawyer, di Ruby Keeler, una delle più grandi ballerine di tap hollywoodiane.

SWING TIME

Swing Time (1936), in Italia Follie d’inverno, è il secondo titolo dei sette musical cinematografici consigliati. Diretto da George Stevens, su musiche di Jerome Kern e parole di Dorothy Field, il film è ambientato principalmente a New York.

Fred Astaire è Lucky, un ballerino e giocatore d’azzardo che sta cercando di guadagnare abbastanza denaro per sposarsi con una ricca ereditiera. Incontra l’insegnante di danza Penny, interpretata da Ginger Rogers e inizia a ballare con lei. Da lì all’innamoramento il passo è breve.

Sesto film della coppia AstaireRogers, è considerato il loro miglior film insieme. Nel 2007 viene inoltre inserito dall’American Film Institute tra i migliori cento film di tutti i tempi.

Astaire, famoso per il suo perfezionismo e cura di ogni più piccolo dettaglio, a cominciare dai movimenti delle sue mani, lavora in coppia con il coreografo e amico Hermes Pan. I due si conoscono sul set di Flying Down to Rio (1933), e Pan diviene, nella carriera di Astaire, un punto fermo. Rogers, d’altro canto, è una performer che lavora sodo.

musical cinematografici

2. Locandina americana del film Swing Time.

In Never Gonna Dance, dopo che Fred ha cantato le parole scritte da Dorothy Field, inizia a ballare con Ginger. La scenografia, dalle forme e dai volumi Art Déco, è un’elaborata creazione di Carrol Clark e John Harkrider. La coreografia, una delle più raffinate della coppia e girata 47 volte in un giorno prima che Astaire ne sia soddisfatto, lascia Rogers con i piedi sanguinanti.

Un’altra particolarità è legata a Swing Time: è infatti l’unico film in cui Fred Astaire balla con il volto truccato di nero.

Bojangles of Harlem, numero in cui Astaire è in blackface, non va visto però come una parodia dell’afroamericano ma piuttosto come un tributo. Un tributo a Bill Bojangles Robinson, come si evince dal titolo, e ad altri tap dancer come John W. Bubbles, con cui Astaire ha studiato.

In questo numero inoltre Fred balla con tre sue ombre, più grandi di lui.  L’ effetto richiede ben tre giorni di riprese e un attento lavoro di preparazione. Astaire viene ripreso mentre balla davanti a uno schermo bianco su cui è proiettata l’ombra grazie a una forte illuminazione. Dopo che quest’ultima viene triplicata in laboratorio, Fred viene nuovamente ripreso con una illuminazione normale, mentre balla di fronte a uno schermo bianco. Osservando la proiezione dell’ombra danzante Astaire sincronizza i suoi movimenti.

BROADWAY MELODY OF 1940

Nel 1939, dopo nove musical con Ginger Rogers (il decimo, The Barkleys of Broadway uscirà solo nel 1949), Fred Astaire lascia la RKO. Il produttore della MGM Jack Cummings lo approccia così per Broadway Melody of 1940, terzo tra i musical consigliati. Qui Astaire recita in coppia con Eleanor Powell, ancora oggi considerata tra le ballerine di tap cinematografiche più dotate.

Astaire interpreta Johnny Brett, un ballerino che ancora non ha sfondato e che lavora con King Shaw, interpretato da George Murphy. Benché il produttore Bob Casey voglia Johnny, per una serie di fraintendimenti è King ad essere assunto come protagonista maschile di un nuovo spettacolo teatrale a fianco di Clare Bennett, interpretata dalla Powell.

La regia è di Norman Taurog, ed è inoltre il quarto e ultimo film della serie Broadway Melody. Questi hanno poco in comune tra loro se non il titolo e la presenza di Eleonor Powell. Eccetto All Ashore, tutte le canzoni sono di Cole Porter, il quale unisce liriche brillanti a melodie che diventeranno poi standard.

3. Poster del film Broadway Melody of 1940.

Tra i numeri memorabili, Jukebox Dance comincia con Eleonor Powell che mostra alcuni passi ad Astaire e che lui prontamente ripete con fare disinvolto. Quando un cameriere inserisce una moneta nel jukebox, i due iniziano a ballare in coppia sulla musica, dimostrando un ampio vocabolario di passi di tap.

Ma è indubbiamente Begin the Beguine il numero in cui entrambi danno il meglio di sé, dando vita a una delle pietre miliari delle coreografie cinematografiche.

Beguin the Beguine si divide in due parti distinte. Il primo segmento trasuda di sfumature latine, con il suo ritmo di rumba in 2/4 e una coreografia che unisce tap e balli da sala. Il secondo invece è una routine dal sapore swing dove alternano momenti di coppia a passi eseguiti individualmente. A questa alternanza, si interlacciano momenti in cui gli strumenti musicali tacciono ed è soltanto il suono delle scarpe dei due ballerini a portare avanti il ritmo. Inoltre l’andamento del brano accelera di continuo fino a finale dove Astaire e Powell si lasciano andare ad una lunga serie di giri per poi concludere,  a braccia aperte e sorridenti, con lo sguardo verso il pubblico.

STORMY WEATHER

Quarto tra i musical cinematografici, Stormy Weather (1943),  prodotto dalla 20th Century Fox, vede sul grande schermo un cast di attori e performer afroamericani.

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4. Locandina del film Stormy Weather (1943).

La trama racconta la storia e le vicende sentimentali di due personaggi dello spettacolo. Lena Horne interpreta una stella nel pieno del suo splendore, mentre Bill Robinson, è un maturo ballerino.

È interessante notare che nonostante la differenza d’età, sessantacinque anni lui e ventisei lei, Robinson è affiancato da una donna e non più da una bambina, come nei film con Shirley Temple. All’epoca infatti era praticamente impossibile, per un attore afroamericano, essere affiancato da una donna in piena maturità sessuale in quanto veniva considerato sconveniente. Shirley essendo una bambina non costituiva alcun pericolo, almeno fino alla sua pubertà, quando poi smetterà di ballare in coppia con Bill Robinson.

Insieme protagonisti troviamo un rosa di artisti: i musicisti Cab Calloway e Fats Waller, i Nicholas Brothers, la cantante Ada Brown e la ballerina e coreografa Katherin Dunham con la sua compagnia.

Stormy Weather è in primis una vetrina per alcuni dei maggiori performer afroamericani dell’epoca, in un momento storico in cui attori e cantanti afroamericani appaiono raramente in ruoli da protagonisti nelle produzioni mainstream di Hollywood.

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5. Da destra a sinistra: Bill Robinson, Lena Horne e Cab Calloway in Stormy Weather.

Ambientato in un salone da ballo, la scena con il brano Jumpin’ Jive si apre su Cab Calloway mentre dirige l’orchestra. Indossando due frac, i Nicholas Brothers sono seduti ad un tavolo e saltandoci sopra, iniziano a ballare. Ed è questo a dare il la a uno dei migliori numeri di tip tap nella storia del cinema e che vale la pena di guardare e riguardare.

Benché film come Stormy Weather negli anni Quaranta aprono nuove strade per gli afroamericani ad Hollywood, rompendo alcuni degli stereotipi e superando i limiti imposti anche nei film prodotti per un pubblico all-black, ancora i numeri musicali contengono elementi derivati dai minstrel show.

FOR ME AND MY GAL

Quinto tra i musical cinematografici consigliati, For Me and My Gal (1942) vede l’esordio cinematografico di Gene Kelly a fianco di Judy Garland. È il primo successo di una collaborazione tra i due protagonisti che porta ad altre due pellicole: The Pirate (1948) e Summer Stock (1950).

Negli anni d’oro del Vaudeville, Judy Garland è Jo Hayden, una performer di vaudeville che lotta per sfondare e sogna di abbandonare i piccoli teatri di provincia per quelli delle grandi città. Incontra così Gene Kelly, nel ruolo di Harry Palmer, e si unisce a lui per creare un nuovo numero nella speranza di raggiungere il successo: esibirsi al Palace Theatre di Broadway. Ma i loro sogni vengono interrotti dall’arrivo della prima guerra mondiale.

In For me and My Gal, la diciannovenne Garland recita nel suo primo vero ruolo da adulta, distaccandosi dai film precedenti dove recita parti da ragazzina, spesso affiancata da Mickey Rooney.

Kelly, forte del suo successo in Pal Joey, approda a Hollywood con un ruolo che non si discosta poi molto da quello recitato a Broadway. Harry è infatti un personaggio egoista, affascinante ed opportunista.

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6. Locandina di For Me and My Gal.

La regia di Busby Berkeley si discosta dal suo solito stile. È infatti supervisionato dal produttore Arthur Freed che gli impedisce di creare production number dove il corpo femminile viene sezionato e moltiplicato dalla macchina da presa, come avviene invece nel primo musical cinematografico suggerito, 42nd Street. Ciononostante riesce con brio e grazie a due grandi attori come Garland e Kelly, a creare un film che è sia un tributo al vaudeville, sia una forma di propaganda dell’intervento statunitense nella seconda guerra mondiale.

ON THE TOWN

On The Town (1949) è il sesto titolo tra i musical cinematografici consigliati. Tre marinai in licenza per ventiquattr’ore, Gabey, Chip e Ozzie, si aggirano per le strade di New York. Gabey, interpretato da Gene Kelly, vede un poster pubblicitario che ritrae la Miss Turnstiles del mese e se ne innamora. Determinato a trovarla, viene aiutato rintracciarla dagli altri due marinai, i quali a loro volta conosceranno due ragazze. On the Town vede nel cast, a fianco di Kelly, Frank Sinatra, Jules Munschin, Betty Garrett, Ann Miller e Vera-Ellen.

Il musical, in technicolor, segna il debutto alla regia di Stanley Donen e Gene Kelly, che firma anche le coreografie. È l’adattamento cinematografico dell’omonimo musical teatrale prodotto nel 1944, basato a sua volta sul balletto Fancy Free di Jerome Robbins.

Tra le scene da ricordare, c’è quella del museo in cui Ann Miller, nel ruolo di un’aspirante antropologa interessata alla somiglianza di Ozzie con un uomo preistorico, regala al pubblico in Prehistoric Man una coreografia di tip tap assolutamente esilarante. C’è inoltre spazio per un dream ballet in cui Kelly, Vera-Ellen e un gruppo di ballerini raccontano nuovamente la trama del film fino a quel punto attraverso i passi di danza.

7. Locandina della versione cinematografica di On the Town.

On the Town, benché non il primo in assoluto, è indubbiamente il primo musical di successo ad avere scene girate in esterna, per un totale di 7 minuti. L’idea si deve ai co-registi, Kelly e Donen, mentre Louis B. Mayer, il direttore dello studio è contrario e limita le riprese in esterna a nove giorni nel marzo del 1948. Perciò la maggioranza del girato a New York è concentrato nel numero di apertura, un montaggio probabilmente girato senza suono, dove i tre protagonisti muovono le loro bocche su una traccia audio registrata precedentemente a Hollywood.

KISS ME KATE

Il talento di Ann Miller, una delle più grandi ballerine di tip tap del cinema, risplende in Kiss me Kate, ultimo dei musical cinematografici consigliati.

Adattamento dell’omonimo musical del 1948 e ispirato a La bisbetica domata di Shakespeare, Kiss me Kate (1953), racconta di Fred Graham e Lilli Vanessi, una coppia di attori che hanno divorziato. I due interpretano i ruoli protagonisti, Petruchio e Katherine, in una versione musical della pièce shakespeariana. Già ai ferri corti, la coppia non fa altro che litigare minacciando il successo della produzione. Ann Miller invece è Lois Lane, un’attrice di musical a cui viene affidata la parte di Bianca, la sorella minore di Katherine.

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8. Locandina di Kiss me Kate.

Le canzoni di Cole Porter e le coreografie di Hermes Pan e Bob Fosse sono raffinate e ricche di umorismo caustico, come ad esempio in Tom Dick or Harry dove Bianca fa osservazioni sarcastiche sul genere maschile.

Too Darn Hot invece è la quintessenza delle routine di danza di Ann Miller: in tacchi e bustino rosa che finisce con tanto di frange, balla il tip tap persino sui mobili per cercare di ottenere la parte.

 

Photocredits: 4Copyright 1943 by Twentieth Century–Fox Film Corp. – Scan via Heritage Auctions. Cropped from the original image 5. Copyright 1943 Twentieth Century–Fox Film Corp." – This file was derived from: Stormy Weather (1943 lobby card – Robinson, Horne, Calloway).jpg, Public Domain, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=87014414 6. Fair use, https://en.wikipedia.org/w/index.php?curid=9202848  7. Copyright 1949 Loew’s Incorporated (not renewed) 8. By The poster art can or could be obtained from Metro Goldwyn Mayer., Fair use, https://en.wikipedia.org/w/index.php?curid=8972198

Roberto Romani
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