Lettura passione e teatro

             Intervista a Alfonso Cuccurullo                                               

                         Vorrei che tutti leggessero. Non per diventare letterati o poeti, ma perché nessuno sia più schiavo.

Sono parole di Gianni Rodari, uno dei più famosi pedagoghi e scrittori per l’infanzia di tutto il novecento italiano. Perché abbiamo deciso di aprire con una citazione del famoso autore piemontese? Semplice, stiamo per parlare con voi di libri, anzi di lettura, lettura ad alta voce. E cosa c’entra col teatro? Lo abbiamo chiesto proprio a chi sulla lettura ha basato la propria arte e il proprio mestiere d’attore: Alfonso Cuccurullo.

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Ciao Alfonso, la tua è una formazione da attore. Ma è nata prima la passione per i libri o quella per il teatro?

Sicuramente per il teatro; è stata una sorta di folgorazione. L’ho incontrato per caso, spinto dalla noia. Il mio debutto sulle scene risale al ’92, quando avevo appena vent’anni, con il regista Davide Montemurri. Da lì ho cominciato a frequentare vari corsi e a lavorare con le compagnie del territorio (sono originario della Campania, ma vivo da tempo ad Imola, in provincia di Bologna).

L’incontro con la narrativa è stato una conseguenza del teatro. Sembra strano detto così ma è la verità. Sono una persona curiosa e il teatro mi ha aperto, forse mi ha suggerito, strade che prima non consideravo affatto. La prima passione però non sono stati i testi teatrali. Ho amato tantissimo Stephen King, ad esempio. Una grandiosa scoperta sono stati gli albi illustrati per bambini.

E da questa passione hai costruito il tuo personalissimo mestiere di narratore/attore…

Si, devo dire che ho avuto la possibilità di misurarmi con il teatro professionista, mi sono reso conto però che non faceva per me. Mi stava stretto. Ciò che volevo fare io era raccontare agli altri storie che mi erano piaciute.


I tuoi spettacoli di narrativa sono spesso accompagnati dalla musica dal vivo. Come nasce questo connubio?

Anche l’incontro con Federico Squassabia, che è il meraviglioso pianista che mi accompagna in queste avventure, è stato casuale. Ci siamo incontrati durante le prove di uno spettacolo dove, entrambi nel nostro ruolo, ci stavamo mortalmente annoiando. Da qui è nata una splendida collaborazione. Federico, oltre ad essere un pianista superlativo, è soprattutto un grande improvvisatore. La musica diventa così, nei nostri spettacoli, parte del testo, in un dialogo continuo e vivo. C’è sempre qualcosa di inaspettato che accade tra di noi, in scena, qualcosa che mi sorprende ogni volta.

Oltre agli spettacoli sei anche impegnato in numerosi progetti e laboratori …

Io adoro leggere per i più piccoli, arrivando ad utilizzare anche quasi esclusivamente la mimica. Ma non c’è un età che preferisco davvero. Per questo i laboratori sono dedicati a tutte le fasce, anche agli adulti.img_2138

C’è ad esempio il progetto Nati per Leggere, una serie di incontri rivolti a genitori, educatori, insegnanti sulla qualità relazionale (adulto/bambino) che si sviluppa attraverso la lettura. La bellezza dei libri non si può insegnare, può essere solo una scoperta.

Un doveroso grazie Alfonso per la tua disponibilità, ma soprattutto grazie perchè il mondo ha bisogno di persone appassionate come te.

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Chiara Lazzeri

 

 

 

 

 

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