Sabato 7 febbraio al Fortino va in scena il secondo appuntamento di Narrar Stupendo
Marina di Pisa – Dopo il sold-out di Frankenstein – il primo appuntamento della terza stagione di Narrar Stupendo – sabato 7 febbraio alle ore 18:00 andrà in scena “La donna che piantava gli alberi“
Il format è quello che già conosciamo: alle ore 18:00 spettacolo e a seguire cena di pesce. Questo secondo spettacolo è ispirato alla interessante figura di Wangari Muta Maathai

Chi è Wangari Maathai
Wangari Muta Maathai è stata un’attivista e ambientalista keniota. Wangari nasce nel 1940 a Ihithe, un piccolo villaggio africano, e cresce in un paesaggio naturale di una bellezza mozzafiato. Grazie a una borsa di studio per gli studenti più meritevoli riesce a studiare e nel 1966 si laurea in biologia all’Università di Pittsburg.
È la prima donna africana laureata. Da qui la sua vita sarà costellata da prime volte e primati. Dopo una specializzazione all’estero Wangari Muta Maathai nel 1971 sarà la prima donna del Kenia a vincere un dottorato e qualche anno dopo sarà la prima donna diventare professore assistente.
Wangari Maathai – da scienziata a attivista politica
Il suo impegno politico e civile comincia dopo qualche anno dal suo rientro in Kenia. Il paesaggio era molto cambiato, e siccità e desertificazione stavano prendendo il sopravvento. Così Wangari nel 1977 fonda il Green Belt Movement (Movimento Cintura Verde). Inizia qui la sua missione di mobilitazione delle donne per piantare alberi contro la desertificazione. Il movimento ha un successo incredibile – si calcola che il movimento delle donne abbia piantato 51 milioni di alberi. Piantare alberi per lei non era solo ecologia, ma un atto politico per contrastare il dissesto idrogeologico, la fame, il potere autoritario, e uno strumento di lotta per l’emancipazione di tutte le donne africane. Piantare un albero era un gesto di democrazia applicata, perché restituiva alle comunità locali il controllo sulle proprie risorse e sulla propria vita. Per tutto questo, tra le tante lotte condotte da Wangari Maathai durante la sua vita, il Green Belt Movement è diventato così significativo, simbolico e rappresentativo. La lotta di Wangari, però, è solo all’inizio. È del 1989 la prima importane battaglia civile, contro il governo keniota per salvare il grande parco cittadino di Nairobi: Uhuru Park, dove il governo voleva costruire un grattacielo di 60 piani. Contestualmente però arriva anche la potente repressione governativa, più volte nel corso di questi anni Wangari viene picchiata e arrestata. I suoi nemici la chiamano mwendawazimu – donna pazza – mentre le donne la chiamano affettuosamente Mama Miti – mamma degli alberi. L’eco delle lotte arriva fino all’estero e più volte i governi stranieri esercitano pressioni sul Kenia per allentare la repressione sulle donne. Le lotte delle donne e di Wangari, intanto, si moltiplicano fino alla fine degli anni novanta.

Nel 2002 il vento cambia anche in Kenia e Wangari Muta Maathai viene eletta in parlamento con il 98% di preferenze nella sua circoscrizione. È nominata, nel nuovo governo democratico, ministro aggiunto all’Ambiente, alle risorse naturali e alla fauna, restando in carica fino al 2007.
Nel 2004 riceve il Premio Nobel per la Pace, “per il suo contributo allo sviluppo sostenibile, alla democrazia e alla pace”. È la prima donna africana a ottenere questo riconoscimento.
La donna che piantava gli alberi
Lo spettacolo teatrale di sabato 7 febbraio al Circolo Il Fortino “La donna che piantava gli alberi” di e con Nora Picetti è liberamente ispirato alla storia vera di Wangari Muta Maathai e all’omonimo libro di Claire A. Nivola. A seguire la consueta cena di pesce, prevede:
Penne alla gallinella alla viareggina Tonno cacciuccato su crostone con bietola e patate Dolce del cuoco
Prenotazione obbligatoria e tessera arci richiesta
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