Dietro un vetro. Il disco solista di Giulio Fagiolini, l’intervista

Tuttomondo intervista Giulio Fagiolini, tastierista dei Liv Charcot. Il 28 luglio Giulio ha esordito con il suo primo lavoro solista, Dietro un vetro, uscito per la Home Normal, con la collaborazione di Ian Hawgood. Qui l’intervista.

Cosa c’è dietro al vetro che intitola il tuo primo album solista? Cosa ti ha portato a realizzare un disco di questo tipo?

«Dietro a un vetro nasce dall’esigenza di tornare alle origini. Avevo il desiderio di buttare fuori qualcosa di autentico, che non avesse filtri: un pianoforte e un microfono. Dietro a un vetro ci sono io che osservo e faccio esperienza, anche indiretta, del mondo che mi circonda».

Ci sono stati riferimenti classici e jazz nella stesura del tuo primo lavoro? Andando oltre anche Eiunaudi si può collocare tra i tuoi riferimenti immagino.

«Sinceramente non credo che ci siano dei riferimenti ben precisi o mirati nella stesura del disco; ovviamente risulta molto complicato ad oggi creare un prodotto che sia completamente distaccato da quello che c’è stato prima e che in un modo o nell’altro, anche solamente attraverso l’ascolto di alcuni generi musicali, non influenzi in qualche modo il suonato ed il modo di comporre. Sicuramente Ludovico Einaudi, in alcuni suoi lati, ha influenzato il mio modo di suonare e di scrivere, ma come lui anche molti altri artisti, appartenenti a mondi diversi. Ascolto praticamente ogni genere musicale e credo che il risultato finale sia un mix di influenze, che partono dalla classica fino ad arrivare all’elettronica più sperimentale».

Rispetto al lavoro con i Liv Charcot quanto è cambiata la tua impostazione strumentistica nel disco solista? Cosa ne pensano i Liv Charcot di questo tuo disco?

«Come dicevo prima, il disco nasce dall’esigenza di tornare un po’ indietro, anche nell’assetto strumentistico. Con i Liv Charcot mi dedico più alla programmazione, ai sintetizzatori, alle tastiere, e la parte “tastieristica” va a recitare il suo ruolo, all’interno di un sound più diretto, energico; qua è diverso. Anche i ragazzi, come me, ascoltano veramente di tutto, quindi anche loro hanno apprezzato questo mio tentativo, anzi spesso mi hanno dato consigli e feedback durante la stesura».

Come nascono i titoli delle tue composizioni? Ci sono precise associazioni legate a momenti vissuti durante la composizione oppure si tratta di sensazioni ed emotività che vuoi evocare nell’ascoltatore?

«I titoli delle canzoni nascono da un esperimento che ho voluto provare; partendo dalle bozze di canzoni che avevo sul mio computer, le ho fatte ascoltare ad amici, parenti, colleghi, e chiedevo loro di disegnare delle linee durante l’ascolto. Venivano fuori dei quadri stupendi, ognuno diverso dall’altro, ma quello che mi ha colpito è la coerenza che tutti i “pittori” hanno identificato attraverso le linee. Quindi i titoli nascono da dei quadri, delle immagini mentali, riportate su foglio di carta. Non avevo nessun tipo di volontà obbligata durante la composizione, non volevo che l’ascoltatore avesse un effetto piuttosto che un altro. Ma attraverso questi disegni credo di aver capito a grandi linee qual era la sensazione provata dall’ascoltatore, e quindi ho poi dato dei titoli, tutti collegati ad elementi naturali e biologici (aria, acqua, attrazioni magnetiche, forza di gravità, fluttuazioni)».

Una domanda bruciapelo: da pianista cosa ne pensi della musica di Giovanni Allevi?

«Credo che Giovanni Allevi sia un bravissimo musicista che è riuscito a costruirsi anche un personaggio “forte”; personalmente riconosco la sua bravura anche se il suo modo di scrivere non è in linea con il mio modo di concepire la musica, alle volte lo trovo troppo “virtuoso” e troppo poco indiretto. Non in tutti i casi, ovviamente; ad esempio la sua Il bacio la trovo un capolavoro».

Dove porterai live il tuo lavoro? Progetti futuri in cantiere?

«In questi giorni sto lavorando alla preparazione di una data di presentazione del disco, che sarà molto presto, ma non vorrei fermarmi a quella… Infatti sto lavorando anche alla realizzazione di un “lato b” del disco, in una versione contaminata di elettronica, e mi piacerebbe molto portarla in giro e farla sentire. Ci sono anche altre novità, che presto verranno fuori».

Contatti:

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Sito internet: http://www.giuliofagiolinimusic.com/#aboutbox

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