Consigli di Lettura: Novembre

Consigli di lettura: Ogni mese vengono proposti dieci titoli eterogenei. Diversi gli autori, le nazionalità, i generi letterari e spesso molto diversi possono essere gli anni in cui i romanzi proposti sono stati pubblicati (la data scritta è l’ultima data di pubblicazione). Ciò che li accomuna è il piacere della lettura. Ci auguriamo che ogni mese i nostri lettori possano trovare almeno un libro da leggere. Il nostro appuntamento è curato dal collettivo di operatrici culturali “Tessera” formato da: Paola Bernardini, Giulia Silvestri, Anna Giannessi e Valentina Gori che ringraziamo calorosamente

Mazen Maarouf
Barzellette per miliziani


Sellerio Editore
Or.: اَلْعَرَبِيَّةُ (Lebanon)

2019

È giusto inseguire l’amore durante un conflitto? Come fa un bambino a restituire la dignità a un padre vigliacco e deriso da tutti? Si può riuscire a sopravvivere anche nella più assurda delle situazioni, magari assieme a una mucca in un cinema sventrato dalle bombe? In una città indefinita, dilaniata da una guerra che sembra non avere termine, una serie di personaggi guarda e racconta un mondo spietato in cui nonostante tutto, con ogni mezzo, si cerca di resistere.
Maarouf fonde la quotidianità domestica e la feroce irrealtà della violenza bellica, e crea una galleria di adulti, ragazzi e bambini, di soldati e di civili, che provano a restare a galla nell’unico modo possibile: contaminando una realtà di insostenibile concretezza con la materia impalpabile dei sogni, l’acido corrosivo dello scherzo e del sarcasmo, la leggerezza fiduciosa di chi testardamente insiste a immaginarsi un futuro. Vi sono echi di Etgar Keret e di Roald Dahl nella logica deviata della sopravvivenza a tutti i costi e nella folle fantasia di chi si aggrappa a ogni speranza per riuscire a redimere anche la più estrema delle situazioni.
Nelle narrazioni dei personaggi si fondono l’innocenza, l’ottimismo, il desiderio di vendetta, l’accettazione dell’assurdo, l’attesa ostinata di un domani migliore, la risata che sbeffeggia il potere e la crudeltà. E con uno stile originalissimo, ritmato, ipnotico, tra un’immagine poetica e un rovesciamento satirico, Maarouf dà vita a un racconto dei racconti tutto contemporaneo, in cui l’incanto e la paura, la magia e l’orrore diventano sostanza letteraria di un’analisi e di una cronaca del nostro presente.

Tove Jansson

La Città del Sole

Iperborea Edizioni
Or.:
Svenska (Suomi)

2026

A St. Petersburg, in Florida, le brochure promettono pace, serenità e sole tutti i giorni. Sono gli anni Settanta e gli anziani ospiti della pensione Butler Arms sono qui per trascorrere i loro ultimi anni tra le brezze oceaniche e le dolcezze di un mondo fatto su misura per loro. Ma la girandola incessante delle attività di gruppo non basta a nascondere le fragilità e le bizzarrie della vecchiaia: perché «la gente è strana, e non migliora certo con l’età». Miss Peabody fa di tutto per farsi accettare e millanta una vincita alla lotteria; Mrs Morris, terrorizzata dalla musica, nasconde un passato da pianista; Mr Thompson combatte la noia con scherzi pestiferi e stroncature a margine dei libri; e Mrs Rubinstein scrive al figlio lettere crudeli che poi non spedisce. Se la domestica Linda e il suo fidanzato Joe, unici giovani in un mondo di vecchi, vivono in attesa del ritorno del Messia, gli ospiti della pensione abitano un tempo immobile che solo la morte ha il potere di cambiare. Ma forse proprio per questo un ballo, una gita o un nuovo arrivato bastano a scatenare la trepidazione in quella «follia senza colpa» che è effetto collaterale dell’età.
Ispirandosi a un viaggio negli Stati Uniti compiuto a quasi sessant’anni, con il suo sguardo fine e la sua pungente ironia, Tove Jansson svela l’artificiosità delle «città del sole» americane. E attraverso la lente della vecchiaia e una galleria di personaggi memorabili, con battute degne di attori in scena, si interroga sulle grandi questioni umane: chi siamo e che senso ha tutto questo? E soprattutto: basterà una vita intera per capirlo.

Mario Benedetti
La Tregua

Catedra Editore
Or.:  Español (Uruguay)

2015

«Signore maturo, posato, quarantanove anni, ottimo stipendio»: così si descriverebbe Martín Santomé, il protagonista di questo classico della letteratura sudamericana. Schiacciato dalla noia di una vita da impiegato, vedovo con tre figli ormai grandi, guarda al trascorrere del tempo con tranquilla disillusione. E tutto rimarrebbe immobile fino al suo pensionamento se in ufficio non venisse assunta la giovane Avellaneda: per lei Santomé sente nascere un amore insperato, che lo porterà a vivere una relazione clandestina, rimettendo il tempo in movimento. La tregua è un romanzo breve ma intenso, scritto sotto forma di diario intimo, che racconta una storia d’amore tanto improvvisa quanto effimera.
Ambientato nella grigia Montevideo degli anni Cinquanta, il libro mette a fuoco con straordinaria delicatezza le emozioni, le paure e i desideri di un uomo maturo che assapora una breve parentesi di felicità. Con questo romanzo Benedetti ha acquistato notorietà internazionale: tradotto in una ventina di lingue, è stato adattato per il teatro, la radio, la televisione e il cinema.

Chinelo OKparanta
Sotto gli alberi di Udala

E/O Editore
Or.: English (Nigeria)

2023

Figlia unica e rimasta orfana di padre durante la guerra civile nigeriana, negli anni Sessanta, la giovane Ijeoma viene affidata dalla madre a una coppia di amici di famiglia disposta a pagarle gli studi in cambio di una mano nei lavori domestici. Lontana dalla religiosissima madre, Ijeoma diventa adulta esplorando la propria identità sessuale e innamorandosi di una ragazza della sua età. In una Nigeria omofoba e bigotta, verrà separata dall’amata e indottrinata dalla madre, convinta che l’omosessualità sia di per sé sbagliata e un male da combattere. Anni dopo, nuovamente innamorata di una donna, Ijeoma verrà costretta a una nuova separazione e a mettere in piedi una parvenza di famiglia tradizionale sposando un amico d’infanzia e dando alla luce una bambina. Sarà proprio la nascita della figlia Chidinma ad aiutarla a riaffermare la propria identità sessuale e a decidere di battersi per un futuro migliore.

In Koli Jean Bofane
Congo Inc. Il testamento di Bismark

Babel Editore
Or.: Français (Congo)

2016

Isookanga, giovane mongo di etnia ekonda, volgarmente detto pigmeo, non si rassegna a vivere nel suo villaggio sperduto nella foresta equatoriale e a piegarsi alle tradizioni come vorrebbe il vecchio zio Lomama. Affascinato da internet e dalle infinite opportunità offerte dalla globalizzazione, decide di tentare la fortuna a Kinshasa, diventa socio di un cinese che commercia in sacchetti di acqua potabile e vive al Gran Marché. Questo mercato, affollato e chiassoso, è anche il territorio degli shégué, cioè dei bambini di strada che vivono di furtarelli, espedienti e lavoretti più o meno leciti, compresa la prostituzione. La tenerezza dell’autore va tutta a questi personaggi, creando dei ritratti indimenticabili: dalla prostituta bambina Sasha, la cui famiglia è stata trucidata dai soldati nelle varie guerre dell’est e che è riuscita a salvare almeno un fratellino, al bambino-soldato che ha perso il suo gruppo perché si attarda in un mercatino, incantato, lui che conosce solo armi vere, da una scintillante e colorata pistola giocattolo. E ancora, il bambino reputato stregone, nutrito nella sua infanzia solitaria di cinematografia horror , che pronuncia le frasi terribili di profezia in inglese, imparate nei film senza capirne il contenuto. Intanto, nella giungla urbana della capitale congolese, gli uomini continuano a dare prova di meschinità e cinismo, mentre nei posti di comando si fa a gara per accaparrarsi le ricchezze naturali del paese.
Tutti – sventurati e prepotenti, personaggi loschi e anime pure – vanno a comporre nella loro coralità questa farsa esilarante e amara, una dirompente commedia umana che è stata definita il «Satyricongolese». Con una scrittura incalzante e spietatamente lucida, ma senza rinunciare mai alla leggerezza, Bofane racconta meglio di tutti i reportage e le inchieste la crudele realtà del Congo contemporaneo e il lascito materialista e destabilizzante del colonialismo europeo.

Brenda Navarro
Cenere in bocca

La nuova frontiera Editore
Or.:
Español (México)

2023

Sei secondi, un corpo che si schianta al suolo: è l’immagine che la protagonista di questo romanzo non riesce a togliersi dalla testa da quando suo fratello Diego si è lanciato dal quinto piano. È sempre lei che si guarda indietro e ci racconta la loro storia: gli anni trascorsi in Messico con i nonni mentre la madre si guadagnava da vivere in Spagna, ed era lei, ancora bambina, a prendersi cura di Diego; l’arrivo dei due fratelli a Madrid, una città che non capivano e che non li capiva; la separazione, quando lei si trasferisce per cercare la sua strada e lui rimane lì, nel luogo che più odiava al mondo. E infine il ritorno, in un Messico molto diverso e più violento rispetto al paese che ricordava.
Cenere in bocca è una storia di separazione e di abbandono, di perdita e di iniziazione alla vita, in cui Brenda Navarro affronta con enorme coraggio temi delicati e dolorosi come le disuguaglianze sociali e la mancanza di radici, confermandosi una delle autrici più importanti e audaci della letteratura latinoamericana. 

Mikael Niemi
Come cucinare un orso

Iperborea Editore
Or.
: Svenska

2018

 Corre l’anno 1852 e nel profondo nord della Svezia tuona la parola di Læstadius, carismatico pastore di origini sami che ha fondato un rivoluzionario movimento spirituale in lotta con le autorità libertine del distretto. Al suo fianco Jussi, un ragazzo lappone dal tragico passato che lui ha accolto e istruito come un figlio ma che tutti chiamano con timore e disprezzo noaidi, lo sciamano. La tensione tra il pastore e i suoi nemici sale quando una giovane serva viene trovata morta nella foresta. Il giudice Brahe dichiara subito che è stato un orso, ma Læstadius, che è anche un esperto botanico, abituato a osservare i più minuziosi dettagli del paesaggio, trova diverse tracce riconducibili a un assassino. Uomo di fede e di ragione, letterato e biologo teso a indagare la natura quanto l’anima per elevare lo spirito umano, il predicatore si fa ingegnoso detective per ricercare la verità, mentre il male che vi si annida travolge sempre più Jussi – il diverso, l’indifeso, il capro espiatorio designato – facendo vacillare ogni fiducia nella giustizia umana e divina.
Le atmosfere del Nome della rosa rivivono in questo romanzo ispirato da un personaggio storico che attraverso l’istruzione e il potere della parola scritta ha cercato di dare voce e riscatto alla bistrattata minoranza sami. Visionario, crudo, lirico, pulp, con fulminanti incursioni nel sapere scientifico ottocentesco e nell’estasi mistica, Cucinare un orso ci irretisce in un universo narrativo tanto audace quanto capace di proiettarci nel cuore vivo di un’epoca e di una terra ai margini artici del mondo – eppure così vicina alla nostra – dentro una storia di irresistibile forza epica.

Aldo Simeone
L’isola dei femminielli

Fazi Editore
Or.:  Italiano

2024

Settembre 1939. Aldo, ventenne fiorentino, giunge a San Domino, l’isola delle Tremiti scelta dal regime fascista come confino per chi era accusato di omosessualità. I cosiddetti “femminielli” alloggiano in due baracche fatiscenti, con un secchio a fare da gabinetto e un camino malfunzionante per le notti più fredde. Sono perlopiù siciliani, perché arrestati per un omicidio avvenuto anni prima a Catania e tuttora impunito, che continua a perseguitarli. Ci sono la Fisichella, dallo sguardo sornione, sempre in urto con il mondo, la Picciridda, appena diciottenne, che ama travestirsi da donna, la Leonessa, afflitta da attacchi epilettici e con strani segni sul corpo; e poi la Sticchina, il Professore, il Dottore, la Peppinella, vittime come Aldo di pregiudizio e intolleranza. La vita a San Domino è dura, scandita dal disprezzo degli abitanti dell’isola, incontri clandestini nei boschi e la conta dei carabinieri, esiliati anche loro e non disdegnosi di trovare conforto tra i femminielli.
Nonostante le intenzioni del regime, dalla segregazione nascerà una comunità di uomini paradossalmente liberi e solidali. Nel giugno del 1940, in ogni caso, i confinati di San Domino saranno rilasciati e in parte arruolati per essere mandati al fronte. In guerra, ognuno andrà incontro al proprio destino nel ricordo indelebile di quell’esperienza vissuta assieme.
Con una scrittura delicata e toccante, l’autore ricostruisce la vicenda di alcuni giovani che vennero puniti per la loro diversità. Un libro coraggioso che narra un pezzo dimenticato della storia italiana attraverso singole esperienze di discriminazione e resistenza. Un racconto sui rapporti umani e sul confine, spesso sottile, che separa prigionia e libertà.

Christos Vakalopoulos
La linea dell’orizzonte

Medhelan Editore
Or.: ελληνικά

2025

«Trentadue anni, separata senza sapere perché, bruna, fragile, contraddittoria, timida, impaurita, a dieci passi dall`orlo dell`abisso»: Rea Frantzì nel 1971 soggiorna quindicenne nel collegio internazionale di Montana in Svizzera, nel 1974 segue con entusiasmo e poi con  disillusione la caduta della Giunta dei colonnelli, nel 1982 si sposa, e oggi 1988, tre giorni dopo la fine del suo matrimonio, parte per Patmo. È lei la protagonista di La linea dell’orizzonte, romanzo e insieme riflessione profetica sulla perdita delle identità. Quelle degli individui prigionieri dell’eterno presente, e quella dei luoghi, come le isole greche invase d’estate da orde di «gente bionda». Ambientata a Patmos, icona della lotta al turismo di massa, dove a mezzanotte «la musica finisce», è la storia di una fuga e di una ricerca. Pasoliniano e nostalgico, sognante e luminoso, il romanzo di Vakalopoulos racconta il dramma dell’omologazione e della disgregazione sociale. Lo fa con una prosa folgorante, quasi la sceneggiatura di un film, inseguendo Rea fra le spiagge dell’isola dell’Apocalisse.
Petros Markaris la definisce «un’opera profetica, che prevede dove sarebbe andata a finire la Grecia nel primo quarto del XXI secolo». Quello di Vakalopoulos, infatti, non è solo un romanzo, ma una guida alla ricerca di un’immagine, un nuovo inizio, un ritorno a sé stessi e alle proprie radici. Fra chiesette incastonate sul ciglio di una scogliera, evocazioni dell’imperatore Alessio Comneno, difensore dell’eternità contro i Franchi avidi di presente, autori del sacco di  Costantinopoli durante la Quarta Crociata, spiagge frequentate da «uomini di altre epoche, passate e future» e altre invase da turisti che non sanno dove si trovano, ma seguono la corrente, Vakalopoulos aiuta il lettore a scoprire che la vera fuga è un ritorno. Un ritorno ai ritmi del villaggio, alla comunità, all’autentica musica che sgorga dall’anima del popolo, alla dimensione dello spirito che la Linea dell’orizzonte, quella che unisce l’azzurro del cielo al blu dell’Egeo, lascia intravvedere quale risposta di verità e libertà.
Il libro è stato pubblicato nel 1991, solo tre anni prima della morte di Christos Vakalopoulos, nato nel 1956 a Kypséli, quartiere popolare di Atene

Francoise Giroud
Alma Mahler o l’arte di essere amata

Superbeat Editore
Or.:  Français

2022

All’inizio del Novecento, Vienna è una città unica in cui l’arte in ogni sua forma illumina la vita dei suoi abitanti. Tra i fermenti della Secessione e la scoperta dell’inconscio, i viennesi scelgono di diluire le angosce politiche in una diffusa frenesia creativa. In quest’atmosfera irripetibile, si muove una giovane donna con l’incedere di una regina, lo spirito acuto e occhi come un mare profondo. Figlia di una cantante e di un pittore, Alma Schindler a soli diciassette anni diventa la Giuditta di Klimt, a venti si nutre di Nietzsche, Wagner, Platone, studia il greco, traduce i Padri della Chiesa, ma soprattutto compone: la musica è il suo elemento naturale. È una ragazza eccezionale, anche per via dell’idea elevatissima che ha di sé, fatto insolito nelle donne del suo tempo. Non la posizione, non il denaro: ciò che più l’affascina in un uomo è il talento, e la capitale ribolle di uomini di genio, che sono attratti da Alma come da una calamita. Perdono la testa per lei, che li investe della propria luce, ne esalta le capacità, ne moltiplica le energie, si fa dea per trasformarli in divinità. Perciò quando lei li lascia, la caduta è tanto grave. Klimt, Mahler, Gropius, Kokoschka, Werfel l’hanno amata, le hanno scritto lettere appassionate, le hanno dedicato opere, e da lei sono stati traditi, tormentati, abbandonati. Come se il desiderio inappagato di una carriera artistica autonoma potesse sublimarsi solo in ciò in cui la leonessa divorata da fantasmi di gloria non ha rivali: l’arte di essere amata. Ma mentre al suo fianco i suoi geniali mariti e amanti creano meraviglie immortali, Alma comporrà pochissimo e non dirigerà mai un’orchestra, marchierà a fondo le loro personalità seppellendo per sempre le proprie aspirazioni. «D’ora in poi il tuo compito è solo rendermi felice», le scrive Mahler in una lettera che è l’inizio di tutto, del compimento di un destino, questo sì, comune alle donne del suo tempo. Françoise Giroud, figura eminente della scena culturale e politica francese, in questa biografia non si limita a narrare la lunga parabola della «vedova delle quattro arti», ma restituisce un ritratto straordinario di quella Felix Austria, con i suoi evidenti splendori e le sue contraddizioni dolorose, che verrà di lì a poco spazzata via dal secolo breve.

Buona lettura.

Vi aspettiamo a Dicembre

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