Terra! Un viaggio fantasmagorico

Terra!

Terra! Il primo romanzo di Benni

 

Ricetta per un romanzo spassoso e intelligente.

Ingredienti:

– Un futuro apocalittico post-atomico;

– La ricerca di una nuova terra;

– La ricerca di un antico segreto Inca;

– Alcuni (pochi) eroi buoni; Altri (molti) cattivi.

Così suddivisi:

politici assetati di potere; un imperatore con manie di persecuzione; industriali pronti a produrre una nuova ecatombe; un vecchio saggio; un bambino prodigio; un piccolo esercito di topi; astronavi; un po’ di robot e computer; un’ape; una strega; pirati e indovini a piacere; un finale a sorpresa.

Mischiare tutti gli ingredienti con una buona dose di umorismo, una bella porzione di fantasia e un pizzico di filosofia. Aggiungere qualche manciata di conoscenze scientifiche e abilità linguistiche quanto basta.

In realtà non è necessario che vi mettiate ai ‘fornelli’. Il libro esiste già, bello e cucinato a puntino. Si chiama Terra! ed è il primo romanzo di Stefano Benni, scritto nel 1983.

Trent’anni e non li dimostra. Leggere questo romanzo è come andare al luna park. Ogni pagina è una fantasmagoria di invenzioni, personaggi, avventure improbabili o probabilissime.Tra fantascienza, satira e letteratura, la storia ci trascina in un continuo carosello di incontri e sorprese. I personaggi, poi, spesso sono a loro volta narratori di altre storie e il piacere della lettura viene così ancor più esaltato.

Terra

Lo scrittore e poeta Stefano Benni

Siamo nel 2156, la terra è completamente ghiacciata e l’umanità sopravvissuta alle molte guerre nucleari, vive sotto la crosta di ghiaccio, in gallerie che, come nell’Inferno dantesco, sono sempre più terribili mano a mano che si scende. Politicamente tre alleanze si dividono il pianeta: l’impero Samurai che unisce militari di tutto il mondo, la Federazione Sineuropea e l’impero Amerorusso ( e se qui vi sovviene Orwell è giusto). La Federazione entra in possesso di una informazione che prospetta l’esistenza di un pianeta a misura d’uomo e decide di organizzare una spedizione segreta che, naturalmente, viene invece scoperta dalle altre alleanze; così sono tre le astronavi che partono alla ricerca del pianeta incontaminato dove l’umanità potrà avere una nuova possibilità, anche quella di distruggere nuovamente tutto.

Ma non basta. Perché, parallelamente al viaggio verso Terra 2, un vecchio saggio e un bambino prodigio ci condurranno alla ricerca di altre risposte, sulle tracce di un’antica civiltà precolombiana.

Come tutti i grandi, anche questo è un romanzo che si propone ad ogni tipo di lettura: puoi fantasticare semplicemente abbandonandoti all’onda della narrazione o puoi divertirti a cercare i molti riferimenti letterari. Per esempio, puoi riconoscere Moby Dick nell’asteroide bianco Testadiferro e Achab nel capitano Quijote (sic) Patchwork o capire perché il bambino prodigio si chiami Frank Einstein e uno dei personaggi principali abbia lo stesso nome di un eroe della mitologia irlandese; puoi interrogarti sul futuro dell’umanità e scoprire che alcuni di questi scenari non sono poi così lontani da noi. E puoi riconoscere nei detentori del potere di questo mondo di fantasia le stesse facce che ogni giorno osservi nella tua vita, qui, con lo stesso ruolo, la stessa retorica, gli stessi scopi non proprio puliti.

La storia è quella, classica, della quest, un viaggio verso una meta, una ricerca che coinvolge i protagonisti in lunghe peripezie e li porta ad affrontare ostacoli di ogni tipo. E la fine, il raggiungimento dell’oggetto agognato, si rivela sempre come la conquista più grande, la conoscenza di se stessi e lo svelamento del proprio destino.

La letteratura e la mitologia di ogni tempo sono ricche di esempi. Dalla ricerca del Graal al viaggio degli argonauti, da Ulisse a Frodo Baggins, decine di eroi hanno condotto noi lettori a vivere con loro ogni tipo di esperienza. Abbiamo affrontato paure e battaglie, inganni e malefici, ma abbiamo anche visitato luoghi incantati e conosciuto creature fantastiche. Ogni libro che abbiamo letto è, in fondo, un viaggio compiuto, perché ogni storia ci ha permesso di diventare i nostri eroi, non solo di accompagnarli. Questo è il miracolo della narrazione, chiunque legga o ascolti una storia entra a farne parte e si arricchisce di esperienza e conoscenza. Cresce, insomma.

E crescere con questo romanzo è, tra l’altro, molto divertente perché la forza di Benni sta nella sua capacità di trascinare il lettore con invenzioni linguistiche rocambolesche (vedi La strega) e con l’ironia, la leggerezza e, contemporaneamente, con la profondità che contraddistinguono il suo stile.

Leggendo Terra! il divertimento è assicurato. Ma questo non è mai fine a se stesso: la riflessione accompagna ogni sorriso e non è quasi mai una riflessione consolatoria o rassicurante e, oltre al piacere della lettura, rimane anche la consapevolezza di aver visto nuovamente in azione il genere umano, con tutte le sue virtù ma anche con tutti i suoi pericolosi istinti.

Donatella Piccini

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