Brunori Sas incanta l’ObiHall di Firenze. Live report

FIRENZE – Sono le otto di sera del 17 marzo 2017 e davanti al teatro OBIHall di Firenze si intravede una lunga fila di persone che aspettano di entrare per sentire Brunori Sas, che inizierà a cantare tra poco più di un’ora. Il nuovo album A casa tutto bene ha portato a Firenze persone di tutte le età: chiunque può immedesimarsi e ritrovarsi nei suoi testi.

Ad aprire il concerto è Lucio Corsi, giovane cantautore grossetano che con Bestiario musicale ha riscosso molto successo: tra una leggerezza fanciullesca e paesaggi favolosi ci racconta realtà più profonde che spesso diamo per scontate. A Firenze ha inoltre presentato suoi nuovi pezzi, come Blu, dove racconta, in chiave simbolica, del mare che si accorge di essere bello e non capisce perché non possa prendere il posto del cielo.

Le luci si spengono ma il pubblico appare illuminarsi e scaldare tutta l’atmosfera fra sorrisi e urla di non continenza.

L’apertura del live è completamente strumentale.

Quando però Brunori sale sul palco, l’OBIHall viene avvolto da una nuova atmosfera: «Benvenuti a casa Brunori!», è così che il protagonista della serata accoglie il suo pubblico.

Le canzoni, che si alternano tra nuove e vecchie, sono tutte sostenute da miriadi di voci, tant’è che a tratti quella del cantante sembra scomparire e confondersi tra le altre.

Nonostante per tutte e due le ore la musica continui quasi ininterrottamente, Brunori interagisce, fa battute e intrattiene chi è venuto ad ascoltarlo creando un’atmosfera familiare. Addirittura a metà serata invita sul palco un giovane, che aveva gridato di volersi sposare con lui, e con ironia e conquistandosi ancor più la simpatia della gente, inscena una proposta di matrimonio. Il pubblico è felice, sorride e si diverte, nonostante Brunori ironizzando si chieda più volte il motivo di tanta allegria: insomma, le sue canzoni dovrebbero parlare di tristezza!

«Ed hai notato che l’uomo nero
Semina anche nel mio cervello
Quando piuttosto che aprire la porta
La chiudo a chiave col chiavistello»

Questo nuovo album non può che rappresentare la nuova rinascita di Brunori, il cantautore decide di lasciare a casa le vecchie passioni finora narrate, la vecchia vita spensierata per portare con sé le sue idee con la consapevolezza che non sarà di certo una canzone a cambiare il mondo.

Si tratta di musica impegnata quella che porta tra le note della sua chitarra, in cui il femminicidio, la politica, il razzismo si intersecano fra loro trasmettendo messaggi importanti a chiunque faccia attenzione.

Perfino la musica si fa più dura e corale, si fa più alta, più urlata, perché certi pensieri, certe emozioni, non puoi esprimerle se non urlandole fuori, quasi cercando di esorcizzare, di liberarti, di sbarazzarti dalla tua paura.

Brunori Sas sono io, sei tu. Brunori riesce ad essere ognuno di noi, parlando di ognuno di noi. Egli non parla di una storia, di una circostanza, lui si sofferma su sentimenti terreni, su parole di incoraggiamento e coraggio «che ti danno la forza di ricominciare, quando senti di crollare».

E improvvisamente, quando perfino le luci modificano il loro calore e tutta l’atmosfera si scalda, Brunori torna a cantare della tristezza che lo caratterizza, delle canzoni spensierate e poco impegnate che parlano di sentimenti così semplici e umani da commuovere qualsiasi ascoltatore.

«Devo solo arrivare 
alla fine del mese 
prendere lo stipendio 
e poi badare alle spese»

È come se riassumesse in pochi, semplici versi la vita di ognuno di noi, raccontandola  e descrivendo attimi importanti che ci rendono simili, facendoci sentire come in una grande famiglia che non può che essere compresa e ascoltata con attenzione.

Così tra sorrisi e testi profondi, che commuovono chi ascolta e chi canta, il concerto si chiude con Secondo me, un pezzo del nuovo album e che forse meglio riassume ciò che il nuovo Brunori Sas ha voluto comunicare:

«Se canti il popolo sarai anche un cantautore
Sarai anche un cantastorie
Ma ogni volta ai tuoi concerti
Non c’è neanche un muratore»

È questo che il cantautore cosentino vuole cambiare.

Sara Mariani
Anna Urbani

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