Gran finale Anima Mundi 2025

Pisa – Si chiude con uno dei vertici assoluti della musica sacra di tutti i tempi la XXIV edizione di Anima Mundi, la rassegna internazionale di musica sacra prodotta e promossa dall’Opera della Primaziale Pisana con il contributo di Fondazione Pisa e il patrocinio del Comune di Pisa. Giovedì 25 settembre la serata inizierà alle ore 20:00 con il tradizionale saluto degli Ottoni affacciati al celebre campanile; alle ore 21:00, nella Cattedrale di Pisa, Hartmut Haenchen dirige la Missa solemnis di Ludwig van Beethoven, lavoro monumentale, tra i più straordinari del compositore. Accanto al Konzertchor Leipzig e alla Staatskapelle Halle, quattro solisti di prestigio internazionale: il soprano Valentina Farcas, il mezzosoprano Anke Vondung, il tenore Sung Min Song e il basso Anthony Robin Schneider.

Scritta tra il 1819 e il 1822 e dedicata all’arciduca Rodolfo d’Asburgo, la Missa solemnis travalica la liturgia: per arrivare a “scrivere un’autentica musica religiosa” Beethoven ripercorre secoli di tradizione musicale ecclesiastica fondendola con la sua personale, quanto avanzata, tecnica compositiva. Un capolavoro assoluto che si conclude su un pacificante “dona nobis pacem”, sublime “preghiera per la pace interiore ed esterna” come annotò lo stesso Beethoven. In un’edizione che ha posto al centro il tema della pace con lo sguardo rivolto alle ferite aperte dai conflitti nel mondo, l’ultimo concerto di Anima Mundi si raccoglie in quell’ultima invocazione: il “dona nobis pacem” beethoveniano come appello corale che dalla Cattedrale di Pisa si leva oltre le navate, con la consapevolezza che la bellezza dell’arte invita anche alla responsabilità, alla memoria e all’impegno, perché la pace non resti un tema, ma diventi realtà.

Gli interpreti
Valentina Farcas
, soprano

anima mundi
ph. ©Dario Acosta

Diplomata in pianoforte all’Accademia di Bucarest approfondisce lo studio del canto alla Musikhochschule di Essen. Ha iniziato la sua carriera alla Komische Oper di Berlino, per poi debuttare nei principali teatri europei. Impegnata tanto nel repertorio operistico che in quello sinfonico-vocale, ha lavorato con i maggiori direttori della scena musicale internazionale, tra cui Nikolaus Harnoncourt, Kurt Masur, Riccardo Muti, Riccardo Chailly, Christopher Hogwood, Kent Nagano, Kirill Petrenko, Fabio Luisi, Paavo Järvi, Thomas Hengelbrock. Ha cantato opere di Mozart, Donizetti, Verdi e Strauss oltre agli oratori di Händel, le Cantate e le Passioni di Bach, la Missa solemnis di Beethoven, il Requiem tedesco di Brahms, il Te Deum di Bruckner, la Sinfonia n.2 “Lobgesang” di Mendelssohn e pagine vocali di Mahler. Apprezzata da pubblico e critica in Die Liebe der Danae di Strauss, nella corrente stagione, sotto la direzione di Markus Stenz, debutta il ruolo di Gutrune nella Götterdämmerung di Wagner.

Anke Vondung, mezzosoprano

Nata a Speyer, in Germania, compie gli studi musicali alla Scuola Superiore di Mannheim. Per alcuni anni collabora con il Teatro di Innsbruck per poi entrare nella compagnia della Staatsoper di Dresda. Seguono i debutti al Théâtre du Châtelet di Parigi in Hänsel und Gretel di Humperdinck, alla Staatsoper di Monaco nel Faust di Gounod e al Festival di Salisburgo nel Così fan tutte di Mozart, come Dorabella. Particolarmente apprezzata la sua interpretazione del ruolo di Octavian nel Rosenkavalier di Strauss, opera che ha cantato in diversi teatri d’ Europa e negli Stati Uniti. Tra i suoi impegni più recenti si distinguono l’oratorio di Mendelssohn Paulus al Maggio Musicale Fiorentino sotto la direzione di Fabio Luisi, la Nona di Beethoven alla Fenice di Venezia con Myung-Whun Chung. In scena all’Opéra di Montréal nella Valchiria diretta da Kent Nagano, ha riscosso pieno successo nella Damnation de Faust (Marguerite) diretta da Roberto Abbado al Teatro Massimo di Palermo.

Sung Min Song, tenore

Originario di Seoul, dopo la laurea in ingegneria informatica, all’età di 26 anni inizia a studiare canto, trasferendosi in Germania per frequentare la Hochschule für Musik und Theater di Monaco. Membro dell’ensemble del Saarländisches Staatstheater, si impone all’attenzione della critica con una brillante interpretazione del ruolo di Arnoldo nel Guglielmo Tell di Rossini. Sulle scene da una decina d’anni, ha diviso i suoi impegni tra il teatro e le sale da concerto: Erik in Der fliegende Holländer alla Komische Oper di Berlino, Alfredo nella Traviata al Teatro di Osnabrück, ha cantato la Messa glagolitica di Janáček alla Elbphilharmonie di Amburgo e lo Stabat Mater di Dvořák a Breslavia, sotto la direzione di Christoph Eschenbach. Nel suo repertorio figurano anche la Nona Sinfonia di Beethoven e i Carmina Burana di Orff, oltre a opere di Rossini, Donizetti, Verdi e Puccini. Nell’immediato, spiccano il Requiem di Verdi al Festival di Rheingau, il Requiem di Dvořák a Monaco e Lucrezia Borgia al Nationaltheater di Mannheim.


Anthony Robin Schneider basso

ph. ©Maryna Rudenok

Voce di notevole versatilità, ha fatto parte dell’ensemble dell’Opera di Francoforte sino allo scorso anno, consolidando un repertorio quanto mai ampio, che scorre dall’Hercules di Händel al Don Carlos di Verdi. Con una particolare affinità per la produzione operistica di Mozart, Wagner e Verdi ha cantato nell’allestimento del Ring wagneriano curato da Brigitte Fassbaender al Tiroler Festspiele di Erl, nel Lohengrin diretto da Lorenzo Viotti ad Amsterdam e nell’Elektra proposta a Baden-Baden dai Berliner Philharmoniker e Kirill Petrenko. Fafner nel Rheingold, Bartolo nelle Nozze di Figaro, ha interpretato il ruolo di Sarastro (Die Zauberflöte) alla Semperoper di Dresda e alla Komische Oper di Berlino; si è appena esibito al Festival di Salisburgo nell’opera Tri Sestry (Tre sorelle) di Peter Eötvös. Completano il suo repertorio capisaldi come il Messiah di Händel, Die Schöpfung di Haydn, il Requiem di Mozart e quello di Verdi, la Nona Sinfonia di Beethoven, il Te Deum di Bruckner.

Konzertchor Leipzig

anima mundi

Fondato nel 2016, il coro svolge la sua attività nei principali centri musicali della Germania. Insieme al suo direttore musicale e direttore artistico Karl Joseph Eckel partecipa attivamente alla vita musicale della città di Lipsia, tenendo concerti tanto al Gewandhaus quanto alla Thomaskirche. Compagine di duttile vocalità, nei suoi programmi affronta con padronanza stilistica i più diversi repertori, passando dalla musica del Cinquecento a quella del Novecento. Nata nel 2006 dalla fusione della Philharmonisches Staatsorchester
con l’Orchester des Opernhauses, la Staatskapelle di Halle prosegue la lunga tradizione delle due orchestre, offrendo al pubblico della sua città rassegne sinfoniche, spettacoli d’opera, operetta, musical e balletto; svolge attività anche all’estero, effettuando tournées in tutta Europa e in Sud America. Nella gloriosa storia delle due formazioni si annoverano direttori come Richard Strauss, Arthur Nikisch, Felix Weingartner, Kurt Masur e Klaus Tennstedt; oltre al nuovo direttore principale, Fabrice Bollon, si avvicendano sul podio della Staatskapelle direttori come Hartmut Haenchen, Michail Jurowski, Wayne Marshall, Michael Sanderling. Tra i solisti ospiti figurano Daniel Barenboim, Elena Bashkirova, Kolja Blacher, Arabella Steinbacher, Isabelle Faust, Alban Gerhardt e Jan Vogler. Nel 2016 viene costituita l’Orchesterakademie der Staatskapelle Halle, realtà formativa aperta ai giovani talenti, in un percorso di avviamento alla carriera professionale.

Staatskapelle Halle

ph ©Falk Wenzel

Nata nel 2006 dalla fusione della Philharmonisches Staatsorchester con l’Orchester des Opernhaus, la Staatskapelle di Halle prosegue la lunga tradizione delle due orchestre, offrendo al pubblico della sua città rassegne sinfoniche, spettacoli d’opera, operetta, musical e balletto; svolge attività anche all’estero, effettuando tournées in tutta Europa e in Sud America. Nella gloriosa storia delle due formazioni si annoverano direttori come Richard Strauss, Arthur Nikisch, Felix Weingartner, Kurt Masur e Klaus Tennstedt; oltre al nuovo direttore principale, Fabrice Bollon, si avvicendano sul podio della Staatskapelle
direttori come Hartmut Haenchen, Michail Jurowski, Wayne Marshall, Michael Sanderling. Tra i solisti ospiti figurano Daniel Barenboim, Elena Bashkirova, Kolja Blacher, Arabella Steinbacher, Isabelle Faust, Alban Gerhardt e Jan Vogler. Nel 2016 viene costituita l’Orchesterakademie der Staatskapelle Halle, realtà formativa aperta ai giovani talenti, in un qualificante percorso di avviamento alla carriera professionale.

Hartmut Haenchen direttore

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©Riccardo Musacchio

Nato a Dresda nel 1943, nei primi anni della sua carriera ha lavorato prevalentemente con le orchestre della DDR. Nel 1986 si trasferisce in Olanda, assumendo l’incarico di direttore musicale dell’Orchestra Filarmonica Olandese e dell’Opera Nazionale Olandese. Nei tredici anni trascorsi con i complessi olandesi amplia il suo repertorio, dirigendo opere di Händel, Mozart, Gluck, Čajkovskij, Verdi, Wagner, Puccini, Musorgskij, Strauss, Berg, Šostakovič. Particolarmente apprezzato per le sue interpretazioni di Wagner, Mahler e Strauss, per il suo debutto a Bayreuth, nel 2016, sceglie Parsifal, summa del pensiero wagneriano. Nel 2017 viene nominato “Direttore dell’anno” dal prestigioso periodico Opernwelt e nel 2018 riceve il Premio Richard Wagner. Presente nei principali teatri europei, ha diretto Der fliegende Holländer al Teatro alla Scala, Lady Macbeth del distretto di Mcensk e Wozzeck all’Opéra di Parigi, Lohengrin al Teatro Real di Madrid, Salome e Tannhäuser al Covent Garden di Londra. Ha collaborato con diversi complessi sinfonici italiani, tra cui l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, l’Orchestra Haydn, l’Orchestra del San Carlo di Napoli e quella della Fenice di Venezia. Ha realizzato oltre 130 registrazioni (CD, DVD); con l’incisione della Quarta di Mahler ha ottenuto un Diapason d’Or. È autore di vari testi musicologici, tra cui importanti contributi sull’opera di Wagner e Mahler. Torna ospite di Anima Mundi, dopo il grandioso Requiem di Verdi diretto nel 2022, sempre sul podio della Staatskapelle Halle.

Anima Mundi per la solidarietà

L’ultimo concerto della XXIV edizione di Anima Mundi rinnova la raccolta fondi per la nuova Mensa Caritas “Come in un abbraccio”, già protagonista della serata inaugurale e progetto cardine del Giubileo 2025. L’iniziativa è una risposta al bisogno materiale sempre crescente delle persone fragili che la Caritas Diocesana di Pisa incontra ogni giorno. La nuova mensa sarà affiancata da quattro alloggi Housing First, un modello innovativo di accoglienza che prevede l’assegnazione di un’abitazione stabile, con un accompagnamento personale, come primo passo per riconquistare la dignità.

Biglietteria
Ingresso gratuito con biglietto. La prenotazione online è esaurita per tutti i concerti, ma ogni giorno di concerto, a partire dalle ore 18, i biglietti non ritirati saranno messi in distribuzione presso la biglietteria al
Museo dell’Opera del Duomo.
Info e programma

Cristina Sagliocco
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