“Allob Allen” E’ uscito l’album dei Tom Moto

10372568_10204398800359232_5972460798625608669_nTracklist:
1. Ampullaria
2. Calcamoto
3. Esenia fetida
4. Xxl
5. Dp
6. Allob allen
“Allob Allen”, secondo album in studio dei Tom Moto, è composto da sei brani, eppure grazie a brani dalle lunghe dimensioni, riescono a concepire un “Concept Album” che ti trasporta nel loro mondo fatto di psichedelia, funk e punk per più di un’ora.
La Band pisana formatasi nel 2008 ritorna sulle scene alla grande dopo tre anni di pausa.
Dilatano i tempi i Tom Moto rispetto al precedente “Junk”, dove con il nome stesso dell’album erano andati a definire la loro accozzaglia musicale, un misto di Jazz, Funk e Punk, suonati dal particolarissimo trio Basso (Giulio Tosi), Batteria (Juri Massa) e Tromba (Marco Calcaprina).
“Ampullaria”, open track del disco, parte come una vera e propria Overture, quasi da musical anni ‘60, per poi scoppiare nei soliti incastri ritmici straziati dal grido della tromba, che già caratterizzavano “Junk”.
“Calcamoto” si apre con un sound che rimanda al mondo del poliziesco italiano, sedici minuti di brano che si evolve, inciampa, riparte, raddoppia, si dilata, incalza e si spezza, ma non si perde, al nono minuto si siede quasi prossimo ad una morte, evitata grazie ad una progressione quasi Stoner, mentre le trombe permettono al loro sound di prenderesempre quella piega “Tom Moto”; alla fine arriva poi la psichedelia pura, voci in reverse, effetti, per un climax che porta al brano successivo “Esenia Fetida”.

Brano psichedelico, basso arpeggiato, quasi più simile a una chitarra, trombe riverberate, minori armoniche che spostano il panorama sonoro su un medioriente affannato e incalzante.
“XXL”, quarto brano dell’album, si apre riprendendo la tromba in chiusura di “Esenia Fedita”; sempre il basso arpeggiato con l’ottava superiore, che si prende l’onere di compensare la mancanza della chitarra, secondo brano più lungo dell’album con una durata di 12 minuti. Si evolve con una progressiva accelerata, arriva quasi al punk, per poi a quattro minuti dalla fine risolversi in un coro di ispirazione gregoriana, che potrebbe anche ricordare alcuni lavori di “Enya”.
“DP” parte e si ritorna ai Tom Moto, accenti spostati e controtempi, continui cambi di dinamica, finale puro Punk.
Si arriva cosi alla fine di questo viaggio “Nella Bolla” con “Allob Allen”, breve intro effettistica, e poi parte il brano che forse ricorda più di tutti il vecchio “Junk”, se non fosse per la digressione psichedelica che parte a metà. Gli stessi “Tom Moto” avevano affermato sarebbe stato un disco più psichedelico e dilatato rispetto al precedente.
“Allob Allen” è un concept di pregevole fattura, che riesce a non contraddirsi mai, e a guidare l’ascoltatore nell’insolito e affascinante panorama “Tom Moto”. Forse un pò prolisso, e sicuramente un disco per pochi. Ma sono certo che quei pochi riusciranno ad apprezzare il grande lavoro svolto dai ragazzi pisani per portare alla luce questo piccolo gioiellino di Prog, Psichedelica, Funk, Jazz e Punk.
Voto: 4,5/5

Bernardo Sommani

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