Viaggiare per cultura è un vero piacere

Viaggiare per piacere si è trasformata da un’esperienza riservata a pochi in qualcosa a disposizione di molti, se non proprio di tutti.

Nei tempi andati, la possibilità di viaggiare era un’attività propria dei regnanti e delle classi alte, i ricchi insomma. Dal tempo degli antichi Romani fino al 17° secolo i giovani aristocratici erano incoraggiati a viaggiare per imparare a conoscere il mondo. Nel medioevo erano i pellegrini a viaggiare per motivi religiosi, e la letteratura sul tema è infinita. Prima si diceva ospitalità, oggi si dice turismo. Un ospite non era e non è un turista, il primo sembra più un amico, il secondo uno che gira, partendo da casa, per tornarci descrivendo un cerchio.

Nel tempo il turismo è diventato una vera industria e si avvia ad essere la prima a livello mondiale, con quasi un miliardo e mezzo di persone che tra una ventina d’anni gireranno il mondo per fare turismo. Le interruzioni alla crescita del fenomeno sono state poche, per le due guerre mondiali e la grande depressione degli anni Trenta. All’inizio del corrente secolo, nel 2001, l’attacco alle Torri gemelle di New York è stato un altro colpo subito dal turismo, minacciato anche da fenomeni globali come l’influenza dei polli, il morbo della mucca pazza e il grave timore del terrorismo. In ogni modo, oggi l’industria dei viaggi e del turismo è in grande spolvero, aiutata molto da molte innovazioni tecnologiche e di comunicazione. Le persone organizzano spesso i viaggi da sole, Expedia si è comprata Hotels.it, Booking, Trivago e Tripadvisor si ingrossano, diventando operatori turistici globali; i viaggi costano meno e i turisti aumentano. Un bene? un male? Entrambe le cose sembrano vere: basta dire che nel 2011 il turismo internazionale ha prodotto un trilione di dollari per la prima volta, ma che nei paesi più poveri il turismo minaccia la cultura delle popolazioni locali.

Di fronte alla quantità di soldi che il turismo muove e che sembrano i fantastilioni di Paperon de’ Paperoni, Tuttomondo propone un’utopia. Quando partite per un viaggio, scegliete una meta culturale a una di solo svago, e siate rispettosi dell’ambiente e delle persone il più possibile. Magari portatevi il tablet per conntinuare a leggere il nostro Magazine. Buon viaggio!

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