Teatro Verdi: “Da Farinelli a Camilleri. Storie di parole per musica”

 

SANYO DIGITAL CAMERAPer “Opera e Dintorni”, martedì in sala “Titta Ruffo” la presentazione di un libro di grande raffinatezza

“DA FARINELLI A CAMILLERI. STORIE DI PAROLE PER MUSICA” DI ALBERTO CANTÙ

A parlarne con l’Autore sarà Cesare Orselli.

Con la partecipazione del giovane soprano Ilaria Tarchiani e del pianista David Boldrini.

È da non perdere il terzultimo appuntamento del mini ciclo di quattro incontri pomeridiani “Opera e Dintorni” in programma nella Sala “Titta Ruffo” del Teatro Verdi: martedì pomeriggio (26 gennaio, ore 17.30), infatti, si parlerà di un libro particolarissimo, “Da Farinelli a Camilleri. Storie di parole per musica” di Alberto Cantù che, edito dalla Zecchini nel 2003 nella collana “I racconti della musica”, con la prefazione di Giovanni Carli Ballola, è ancora oggi un cult.

Penna finissima, quella di Alberto Cantù. Genovese di nascita e milanese d’adozione, noto musicologo e critico musicale di lunga data (è stato ,com’è noto, il critico musicale de il Giornale di Milano dal 1976 al 2006 ed è firma di punta delle principali riviste di settore), chiamato a tenere conferenze dalle maggiori università e teatri italiani e stranieri, collaboratore della RAI e di molte emittenti estere, docente di Storia della Musica al Conservatorio «Giuseppe Verdi» di Como fino a cinque anni fa , autore di numerosi testi e saggi che sono considerati di riferimento, studioso delle fasi storico-estetiche del violino e di drammaturgia musicale, Alberto Cantù ha interessi che spaziano oltre la musica, estendendosi alla letteratura, al teatro, alla pittura, e proprio di questa poliedricità è intriso “Da Farinelli a Camilleri”.

Dai prodigi del più celebre castrato alla musicalità, ora scabra come l’arsa Sicilia, ora scatenata e surreale del padre famosissimo di Montalbano, “Da Farinelli a Camilleri” si snoda in quattordici “storie di parola per musica” dove la “passion predominante” è il melodramma, sono la musica e il teatro musicale, in un gioco continuo e illuminante di specchi con la letteratura e la pittura: si indagano così le “corrispondenze” fra Debussy, l’Impressionismo e il Simbolismo,  o  il rapporto tra la fine secolo e il “male di vivere” di Ciaikovski nel balletto “Il lago dei cigni “e nella “Quarta sinfonia”; e ancora: “Liolà” di Pirandello viene letta come un melodramma buffo,  né manca un omaggio a Scerbanenco, re del noir italiano e milanese, radiografato mentre “compone” il suo romanzo “I ragazzi del massacro” usando il motivo conduttore della nebbia.

Come scrive Carli Ballola nella Prefazione, in questo libro, “da protagonista, il critico musicale si fa alleato prezioso di quello letterario in una simbiosi che, nel mondo della cultura odierna, incline alla settorialità, non è facile a trovarsi”.

A parlare martedì con Alberto Cantù  del suo “Da Farinelli a Camilleri” sarà un altro notissimo musicologo, Cesare Orselli, già docente di Storia della Musica nel Conservatorio “L. Cherubini” di Firenze ed attualmente docente di Storia del teatro musicale ai corsi superiori nell’Istituto Musicale “R. Franci” di Siena, di Storia della musica a Siena Jazz, di Drammaturgia musicale presso il DAMS di Firenze, critico musicale su importanti quotidiani e riviste specializzate, anch’egli autore di saggi di riferimento nonché fra i massimi esperti del Verismo. Cesare Orselli è studioso dalla vasta attività progettuale e organizzativa:  è stato infatti direttore artistico del Teatro Massimo Bellini di Catania, del Festival Opera Barga, dell’associazione Firenze Lirica, dell’orchestra OMEGA, ed oggi è presidente della Fondazione onlus “Fausta Cianti – Cesare Orselli” da lui stesso creata per promuovere la crescita e lo sviluppo della musica nel ricordo della pianista senese Fausta Cianti scomparsa nel 2009.

Ad arricchire l’incontro, alcune arie di Haendel, Gluck e Puccini interpretate dalla giovanissima soprano  Ilaria Tarchiani, che nello scorso novembre, fresca di diploma, ha vinto la quinta edizione della borsa di studio, appunto, della Fondazione “Cainti-Orselli” riservata ai diplomati dell’Istituto Franci di Siena.

Ilaria Tarchiani dal 2012 fa parte del Team Italian Opera di Firenze sotto la direzione artistica di David Boldrini, eclettico musicista di solida carriera internazionale che alterna l’attività di pianista a quella di direttore, compositore e organista, e sarà proprio lui, martedì, ad accompagnarla al pianoforte.

L’ingresso è libero, per maggiori informazioni tel  050941111 e www.teatrodipisa.pi.it.

Comunicato Stampa

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