SIMONE NARDINI: tra musical e teatro d’avanguardia.

Dagli Stati Uniti del jazz e tip tap di Bob Boross, ci spostiamo in Italia con l’intervista a Simone Nardini, direttore dell’accademia MTS – Musical! The School.

simone nardini1. Photo by courtesy of Simone Nardini.

Simone Nardini esordisce come attore, a quindici anni, nella serie televisiva prodotta dalla Televisione Svizzera Il Clown e Valentina sotto la direzione dal premio Oscar Alfredo Giannetti.

Simone, nell’ambito del musical, collabora in qualità di aiuto regista con le principali compagnie italiane. Tra i suoi lavori come non citare Alta Società, regia di Massimo Romeo Piparo, Promesse, Promesse, regia di Johnny Dorelli e Un Americano a Parigi (con Christian De Sica), regia di Franco Miseria.

Per il Teatro La Scala di Milano Simone Nardini è assistente alla regia di Giancarlo Cobelli in L’angelo di fuoco.

È autore di spettacoli teatrali come Chapeau il musical, Midsummer night’s circus, LORCAbaret, e Le Fiabe nella Fiaba.

Dal 2001 al 2011 è anche collaboratore della rivista Musical! per la quale ha recensito svariate produzioni estere e collaborato per la realizzazione del primo Musical Award condotto da Paolo Limiti.

Alla carriera come attore e regista affianca quella di scenografo- costumista. Simone Nardini è diplomato all’ Accademia delle Belle Arti di Brera. Suoi sono i costumi e le scene di HAIR, Chapeau il musical, Midsummer Night’s circus, Le Fiabe nella Fiaba, Anything Goes, Crazy for You e Nights on Broadway.

simone nardini

2. Costumi per Midsummer night’s circus. Photo by courtesy of Simone Nardini.

 Dal 2004, in parallelo al ruolo di direttore artistico di MTS Musical! The School, Simone Nardini continua la sua personale ricerca artistica avvicinandosi al mondo della performance teatrale e al teatro di ricerca e d’avanguardia: organizza laboratori esperienziali e cura la rassegna Carne Cruda.

Con LORCAbaret amalgama il background del teatro musicale con quello circense e con una attenta ricerca estetica. Crea un innovativo linguaggio espressivo che, con la sua versione in lingua inglese andata in scena a Los Angel nel 2012,  viene accolto con entusiasmo dalla critica USA.

simone nardini

3. Midsummer night’s circus. Photo by courtesy of Simone Nardini.

Simone Nardini, è un grande piacere averla come ospite per questa intervista. Partiamo subito con la prima domanda. Ci racconti un po’ di lei, che cosa le piace in particolare del suo lavoro?

«Grazie a voi, il piacere è mio. Sono tante le cose che mi piacciono: innanzi tutto questo più che mai è un lavoro dove non si finisce mai di imparare, sempre in evoluzione. Il teatro è un linguaggio e per far si che ci si continui a comprendere, deve evolversi come si evolve la società, ma sempre tenendo conto dell’esperienza di chi è venuto prima di noi. Poi mi piace il fatto di essere sempre in contatto con i giovani e la loro curiosità. La curiosità è il combustibile della creatività.

4. Chapeau il musical. Photo by courtesy of Simone Nardini.

Come si è avvicinato al Musical? Ha un ricordo in particolare che vuole condividere con noi?

«Ho sempre amato la commedia musicale all’italiana, la rivista (purtroppo studiata ma mai vista di persona), e il varietà televisivo in bianco e nero che spesso citava il musical. Da lì la scoperta e poi la passione».

Qual è, fra tutti i suoi spettacoli, quello che preferisce e a cui è più legato?

«Anything Goes di Cole Porter, la mia prima regia a quattro mani con Luca Fusi per MTS – Musical! The School, e uno dei primi musical visti a Londra».

Ha qualche sogno nel cassetto? Un musical da produrre o dirigere per esempio.

«Non basterebbe una cassettiera…».

Qual è la situazione del Musical in Italia? Che cosa è cambiato rispetto ad una quindicina di anni fa?

«Forse non sono così autorevole per fare un’analisi in realtà complessa ed articolata. Mi limito ad una constatazione: non c’è più Pietro Garinei».

5. Chapeau il musical. Photo by courtesy of Simone Nardini.

Ci parli di MTS – Musical! The School. Partendo dal presupposto di formare performer di musical, quali sono le peculiarità di MTS rispetto ad altre accademie del settore?

«MTS nasce per creare artisti a tutto tondo che possano esprimersi anche in altre forme, come la coreografia o la regia. Non solo musical e non solo Italia è il mio motto per i ragazzi di oggi. Ci sono altri linguaggi interessantissimi come cinema, TV, discografia. E poi un mondo professionale all’estero tutto da scoprire. In MTS invito i potenziali allievi a scoprirsi come artisti, come persone uniche, ad avvicinare appunto nuovi linguaggi per un futuro variegato e completo tenendo un piede in patria e uno all’estero dove la professionalità nel musical si fonda su tradizioni più datate delle nostre e pertanto più solide. Da anni siamo poi i primi ed unici a dare un riconoscimento universitario internazionale nel campo del musical grazie a LCM West London University».

Che cos’è l’avviamento al Musical MTS e qual è l’importanza della sua offerta formativa?

«L’Avviamento al Musical MTS è una rete di scuole dal 2004 che, seguendo le linee guida di MTS, avvicina sul territorio italiano e svizzero, giovani talenti in fascia d’età scolastica dell’obbligo. La sua importanza sta nel fatto che, seguendo il modello anglosassone, avvicina all’arte i ragazzi sin da giovanissimi. Al di là che questi giovani poi vogliano avvicinarsi realmente alla professione una volta adulti, arte e cultura sono sicuramente le basi per creare comunque adulti del domani migliori».

simone nardini

6. Chapeau il musical. Photo by courtesy of Simone Nardini.

Lei è anche costumista e scenografo ed è infatti diplomato come tale all’Accademia di Belle Arti di Brera (Milano). Ci racconti anche questo aspetto della sua carriera.

«Non ho praticato molto, ho fatto altre scelte, ma sicuramente il mondo dei costumi è quello a cui torno sempre volentieri e con grande passione. Tornando a una delle domande precedenti, quella del sogno nel cassetto, ecco qui risponderei: disegnare i costumi per uno spettacolo tipo Lidò, Cirque du Soleil o Holiday on Ice».

Parliamo di LORCAbaret, uno spettacolo d’avanguardia, basato sulle opere di Federico Garcia Lorca El público e Poeta en Nueva York, di cui lei è autore e regista. Come è nata l’idea che ha poi portato alla realizzazione della pièce teatrale?

«Mi piace chiamare LORCAbaret “performance teatrale o per spazi alternativi”. Ci sono arrivato per caso, facendo lo studio per la stesura di un altro testo. Poi mi sono imbattuto in El Publico. Nel momento in cui ho realizzato che era il testo di quando casualmente da ragazzo avevo assistito all’allestimento della prima mondiale per l’inaugurazione di quello che oggi a Milano si chiama Teatro Mariangela Melato, ex Teatro Fossati…, be’ sono scattati dei meccanismi strani e ho capito che quel testo, ma soprattutto l’autore, era, dal 1986, qualcosa da affrontare creativamente parlando».

7. LORCAbaret. Photo by courtesy of Simone Nardini.

In questo periodo di estrema difficoltà per il settore teatrale, quali sono le sue riflessioni o i suoi spunti perché il teatro possa sopravvivere? Verso quale direzione stiamo andando?

«Fare previsioni o quant’altro fino a quando le “bocce” non saranno ferme è veramente difficile. Personalmente sono contrario ai surrogati di teatro, oggi credo si debba fare come quando si è nelle sabbie mobili: bisogna stare fermi, chiedere aiuto ma attendere di essere tirati fuori. Agitarsi fa solo sprofondare prima».

Quali sono i suoi piani per il futuro?

«Nella pluricitata cassettiera c’è qualche cassetto socchiuso con sogni che attendono. Al momento giusto ci sarà da rimboccarsi le maniche per far si che il passato e il presente diventino terreno fertile e concime per un futuro ricco di soddisfazioni, come potrebbe esserlo il film tratto dal musical Midsummer Night’s Circus».

Ringraziamo Simone Nardini per il tempo che ci ha dedicato.

Per ulteriori informazioni e approfondimenti su Simone Nardini e su MTS – Musical! The School potete visitare il sito ufficiale dell’accademia.

simone nardini

8. Photo by courtesy of Simone Nardini.

Photocredits: 1. Photographer Orson Bee. 2. costume design by Simone Nardini. 3. Photographer Andrea  Hanktattoo Leone 4. Photographer Matteo Gatto. 5. e 6. Photographer Photojù Giulia Marangoni 7. property of S.N. STAGE GROUP.

Roberto Romani
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