“Rogue One”, torna la Star Wars mania

Rogue One è lo spin-off della saga di Star Wars, diretto da Gareth Edwards, ed è l’anello di congiunzione tra l’episodio III e IV, cioè tra la serie prequel e quella originale. La pellicola racconta le vicende dei ribelli e delle spie nel cercare i piani di costruzione dell’arma suprema, meglio nota come la Morte Nera. 

Essendo uno spin-off dell’episodio quarto, non compaiono i titoli iniziali, che invece vanno ricercati nel primo episodio apparso sui grandi schermi, datato ‘77.

La regia ci immerge subito nella vita sotto l’Impero: campi di lavoro per prigionieri, città occupate e spogliate delle proprie ricchezze e altre forme di repressione; nel sogno della protagonista, dove la vediamo bambina, compare il suo giocattolo, uno stormtrooper, il soldatino simbolo dell’Impero Galattico. Personalmente, mi ha ricordato i giocattoli dei carri armati con cui si giocava in URSS.

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Jyn, Cassian e K-2SO con i piani della morte nera

Se il Male è rappresentato dall’Impero, dall’altra parte abbiamo una ribellione ancora embrionale, persino divisa, come accade sul pianeta Jedda. La città di Jedda City, ad esempio,  è sotto occupazione imperiale, e l’opposizione è rappresentata dai terroristi, comandati dall’estremista Saw Gurrera (è pensiero comune che il suo personaggio sia stato calcato su Che Guevara), questi ultimi non hanno scrupoli ad attaccare un carro armato nel pieno della città, con conseguenze disastrose per la popolazione civile. Se i radicali sono spietati, anche i ribelli moderati non sono perfetti: utilizzano le spie per uccidere ribelli scomodi, come nel caso del padre di Jyn: se, non potrà testimoniare al Senato, dovrà essere ucciso. 

  • L’aspetto politico è molto importante:  la città sacra di Jedda viene distrutta dall’Impero, i cui vertici però, cercando di insabbiare l’accaduto informeranno il Senato Galattico (una sorta di parlamento) del fatto che la città è stata spazzata via dall’esplosione di una miniera, questo perché non vogliono che l’assemblea possa venire a conoscenza della Morte Nera (arma di distruzione di massa); dall’altro lato l’Alleanza ribelle confida, invece, nella deposizione al Senato di Galen Erso, un punto cruciale, soprattutto in chiave di passaggio di nuovi sistemi galattici alla ribellione. 
Pao carica le truppe ribelli su Scarif

Pao carica le truppe ribelli su Scarif

  • L’aspetto militare è invece alla base del film: questo è il primo Star Wars incentrato interamente sulla guerra, senza i Jedi, cioè quei supereroi che sono sempre stati il cardine della saga stellare. Il primo atto belligerante è, come abbiamo detto, sul pianeta Jedda, dove, un agguato al carro armato imperiale fa scoppiare le ostilità. La guerra vera, scoppia un po’ per caso: mentre il Consiglio dell’Alleanza Ribelle si riunisce per discutere se attaccare Scariff per impadronirsi dei piani della Morte Nera, però venendo alla conclusione di non approvare l’operazione, Jyn assieme alla sua “sporca dozzina” decide di compiere l’operazione rischiosa, e quindi di fare rotta sulla base nemica. Grazie ad un’astuzia militare, partono su una nave cargo rubata, bypassando i controlli imperiali. Arrivati sul pianeta, si dividono in squadre: mentre Cassian e Jyn vanno nella torre dell’archivio, l’altro gruppo crea il caos con le esplosioni sulla spiaggia. Qui notiamo due elementi storici interessanti: il primo è che i ribelli portano in testa i caschi che venivano utilizzati in Vietnam dagli USA, mentre l’altra è l’urlo della carica dei ribelli “per Jedda!”, parole  utilizzate dopo la distruzione di Alamo (1812) e Pearl Harbor (1941).
Winston Churchill

Winston Churchill

Tornando al raid, lo scoppio delle bombe fa allertare i sistemi imperiali, e nelle comunicazioni imperiali viene detto dell’attacco dei ribelli, messaggio che viene intercettato dalla base ribelle: qui l’ammiraglio Raddus, senza esitare, parte immediatamente con la flotta ribelle per assediare Scarif e dare sostegno ai commilitoni impegnati sul pianeta. A loro volta i ribelli sul pianeta con le comunicazioni fanno credere al nemico della presenza massiccia di truppe, facendo uscire allo scoperto tutti i soldati imperiali: qui il riferimento ci ricorda l’assassinio dell’arciduca d’Austria, quando un contenzioso fu il pretesto per la prima guerra mondiale. Con l’arrivo della flotta ribelle, alcuni caccia riescono a penetrare dal varco, arrivare sul pianeta e a dare il supporto aereo, distruggendo i famigerati At-At. Con la chiusura del varco per il pianeta, impazza la battaglia anche all’esterno, con l’obiettivo di sgominare i terribili StarDestroyer: operazione che riesce, dato che un incrociatore finisce in avaria, e i ribelli grazie ad una Corvetta riescono a spingere un incrociatore contro l’altro, distruggendoli entrambi: i quali cadendo sulla stazione spaziale, la distruggono, e disattivano la barriera sopra Scarif. Una nota per l’ammiraglio Raddus: il suo personaggio è stato calcato su Winston Churchill, che nel momento di maggior vulnerabilità dell’Alleanza (gli alleati nel 1941), attacca senza esitare il potente Impero (Terzo Reich).

Blaze intento a sparare ad un At-At

Blaze intento a sparare ad un At-At

  • Un altro aspetto è quello dell’amicizia e del sacrificio per la causa: infatti la squadra viene aggregata un po’ per caso, con la protagonista Jyn che conosce la spia Cassian e il suo droide K2-SO, a cui successivamente si aggiungono su Jedda i due guardiani di Whill, Chirrut e Blaze. Sulla vita dei protagonisti ci viene detto ben poco, in quanto viene dato risalto al gruppo che compie l’ardua impresa. Grazie all’affiatamento del gruppo (multietnico) e alla fede nella Speranza, riescono a reclutare un manipolo di soldati, i quali non esiteranno a sacrificarsi nella battaglia. Uno degli aspetti che deve affrontare la “sporca dozzina” è il problema delle comunicazioni: infatti per stabilire un contatto con l’Alleanza, molti devono sacrificare la propria vita per riuscire nell’intento. Questo elemento ci rimanda alla prima guerra mondiale, dove le blande comunicazioni erano vitali per qualsiasi manovra militare.

 

Ultima, ma non per importanza, è la figura di Darth Vader: il cattivo per eccellenza, dai tratti “medievaleggianti”. Infatti ci viene mostrato che vive in un castello su Mustafar (pianeta vulcano) circondato dalla servitù e dalle guardie imperiali, dove riceve persino il responsabile della costruzione della superarma: il direttore Krennic. Inoltre per la gioia dei fan, sul finire della pellicola, il Signore Oscuro assalta una nave ribelle, facendo carneficina dei suoi avversari senza scrupoli.

Il direttore Krennic con le nuove truppe imperiali di Rogue One

Il direttore Krennic con le nuove truppe imperiali di Rogue One

Il film finisce con una scena dove compare la principessa Leila, fatta in CGI, che dice di aver avuto dai ribelli di Scarif la Speranza. Pochi giorni fa, l’attrice Carrie Fischer ci ha lasciati all’età di 60 anni: una delle attrici più iconiche di sempre, che ha fatto divertire tre generazioni di fan.

Tra i successi della saga stellare bisogna considerare nel film i riferimenti mitologici, storici e culturali; lo stesso vale per Rogue One che si inserisce perfettamente in questa ottica, perché, come detto, gli elementi storici (soprattutto in ambito militare) lo rendono un vero “war-movie” e un perfetto anello di congiunzione della saga, senza togliere il primato e il protagonismo ai Jedi degli altri episodi.

Stas Okunevski

N.b. Nelle foto le collezioni originali Lego di Stas Okunevski

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