Il racconto delle pietre

 Giovedi 27 Novembre alle h. 16,00

facciata duomo Pisa

 

Sono passati 950 anni dalla posa della prima pietra della nostra Cattedrale. In onore di questa ricorrenza venerdì 3 Ottobre 2014 si è svolta la prima delle due conferenze promosse dall’Opera della Primaziale pisana, con la collaborazione del Centro Studi San Savino, dal titolo “La pietra e le pietre: la fondazione di una cattedrale”, dove si è discusso degli stratificati significati religiosi, storici, sociali e simbolici racchiusi nelle sue pietre ricolme di storia.

La redazione di Tuttomondo ha partecipato con entusiasmo a questo primo interessante incontro. I cinque interventi hanno rappresentato – come ha concluso al termine della conferenza Mons. Timothy Verdon – altrettanti possibili cammini per riproporre la pluralità di significati che il duomo ha sempre rivestito, nel tempo, per tutti. Un luogo che dell’universalità deve ancora oggi fare la sua vocazione, come sentenziò Gesù con grande sfogo di rabbia capovolgendo i tavoli dei mercanti nel celebre episodio della Purificazione del tempio: “La mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutte le genti. Voi invece ne avete fatto una spelonca di ladri!”. “Un luogo” aggiunge Timothy Verdon “dove i più grandi maestri hanno espresso con fervida sperimentazione artistica il loro talento, creando il bello per eccellenza, il “bello cristiano”, in un rapporto privilegiato con Dio e a sua gloria” 

images (2)Si è discusso delle premesse tardo-antiche alla formazione delle cattedrali sotto una lente prettamente storica, archeologica e architettonica in compagnia dei relatori Cesare Alzati, e Valerio Ascani, per poi rivivere quasi in prima persona, con le parole di Marco Romano, lo sbocciare nell’Europa dell’XI secolo del“candido manto di chiese”. La cattedrale diviene ovunque un motivo di orgoglio cittadino grazie alla sua magnificenza e bellezza architettonica. Una protezione per i villaggi dagli avidi signori feudali prima, e dal potere imperiale poi, sorgendo con orgoglioso spirito di comunità sempre davanti al palazzo municipale, dopo la Pace di Costanza del 1183.

Tutti desidereranno vedere questo segno della città sempre più fulgido, fino a rendere la chiesa locale, simbolo dell’identità cittadina, addirittura più grande e più bella di quella Madre, come avverrà per quella di S. Marco a Venezia o S. Petronio a Bologna, spesso erroneamente scambiate per cattedrali cittadine.

“E per noi oggi cosa è la nostra cattedrale cittadina?” Incasellati in rigidi orari di visita a pagamento, rischiamo di esserne diventati solo meri visitatori occasionali. “Torniamo veri abitatori di questi luoghi nel senso latino del termine (Habere, possedere), cioè possessori; e una cosa la possiedi solo se la abiti” sollecita il giornalista Luca Nannipieri.

Logo della Fabbriceria Opera Primaziale pisana(O PER AE ) fondata nel 1063,poco prima dell’apertura del cantiere per la costruzione del Duomo,e tutt’oggi attiva.

Logo della Fabbriceria Opera Primaziale pisana(O PER AE ) fondata nel 1063,poco prima dell’apertura del cantiere per la costruzione e tutela del Duomo,e tutt’oggi attiva.

Sarà giovedì 27 Novembre 2014 alle ore 16:00 presso l’Auditorium G.Toniolo dell’Opera Primaziale Pisana (Piazza dell’Arcivescovado, Pisa) che Mons. Gino Biagini introdurrà il secondo incontro, intitolato “Il racconto delle pietre” con gli interventi di Piero Pierotti, professore dell’Università di Pisa e storico dell’urbanistica, Ottavio Banti, medievista e professore anch’esso presso l’Università di Pisa, lo scrittore Sergio Costanzo e il saggista, firma di Panorama e del Giornale, Luca Nannipieri.

Verranno trattati i temi meno conosciuti e più affascinanti, come la numerologia nascosta nella progettazione della piazza del Duomo, l’analisi dei “documenti di pietra” (le spesso ignorate epigrafi della Cattedrale), per parlare infine della geometria dell’intero complesso monumentale e della sua “grammatica”, che oggi non siamo più in grado di capire, o forse solo di ricordare.

Riappropriamoci di quel che è stato costruito per noi, dai nostri predecessori, con sforzi che oggi non siamo nemmeno minimamente capaci di immaginare. Quella volontà che li ha animati, spingendoli a donarci un monumento così bello, torni  a essere abitato dai nostri sguardi, dalle nostre voci e dai nostri sentimenti. Il nostro monumentum, se perso di vista, e dunque dalla memoria, perde realmente il suo significato,  giacché  monere (ricordare) è la radice verbale scelta fin dall’antichità per riferirci ai luoghi carichi della nostra storia, affinché non venisse dimenticata.

I personaggi di rilievo coinvolti in queste conferenze non vogliono tessere un gelido elogio per i 950 anni dell’anziana cattedrale.

Una delle opere d’arte contemporanea esposte all’interno del Duomo di Milano per volere del cardinale Angelo Scola.

Una delle opere d’arte contemporanea esposte all’interno del Duomo di Milano per volere del cardinale Angelo Scola.

L’intento è piuttosto quello di risvegliare le coscienze dei cittadini pisani, e riaccenderne il sentimento verso i monumenti che turisti giunti da ogni angolo del globo ammirano col mento all’insù. Pretendiamo, se questo è ancora il nostro interesse, che il Duomo torni secondo le parole di Gesù il luogo per il quale esso è nato,“un luogo per tutte le genti”, senza dover pagare un biglietto per vedere ciò che non ha prezzo e non ha un proprietario se non la comunità che ci vive, che la fa vivere e per la quale esso è nato. Non mi risulta peraltro che Nostro Signore abbia di seguito aggiunto al suo discorso che “[…] l’acquisto del biglietto di un qualsiasi altro monumento o museo della piazza dei Miracoli dà automaticamente diritto all’ingresso gratuito in Cattedrale.”. Ma forse tutto questo è in realtà scritto in un vangelo apocrifo che nella mia ignoranza io disconosco. Il rischio è quello che la Cattedrale diventi vuota. Talmente vuota da dover inventare  “astuti” stratagemmi, come quello recente del Cardinale Angelo Scola che ha visto trasformarsi il sempre più deserto duomo di Milano in una scenografica ed immensa “sala” espositiva di arte contemporanea, con opere dal dubbio potere attrattivo verso la religione cristiana. Riprendiamoci dunque ciò che ci appartiene e scaldiamo queste fredde pietre, pensate dai nostri predecessori per palpitarci dentro.

10469772_10205201997917813_1956858252308291347_nDaniela Farina

 

 

Evento: conferenza

Ingresso: libero

Luogo: Piazza dell’Arcivescovado, Auditorium G. Toniolo

Giorno: Giovedì 27 Novembre

Inizio: Ore  16:00

Posti disponibili: 150

 

 


 

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3 comments to “Il racconto delle pietre”
  1. Condivido in pieno quanto scrivi e complimenti per come
    tratteggi i tuoi pensieri…
    Traspare passione, competenza e fede.
    Un solo appunto… chiamiamo la nostra piazza
    PIAZZA del DUOMO e lasciamo la citazione “dei miracoli” a D’Annunzio.
    Un saluto
    Isabella

    • Grazie Isabella! Sono alle prime armi e il tuo sostegno e quello di tante altre persone mi stimola ad andare avanti e migliorare giacché la strada è ancora molto lunga!
      Con affetto

      Daniela

  2. Grazie Isabella! Sono alle prime armi e il tuo sostegno e quello di tante altre persone mi stimola ad andare avanti e migliorare giacché la strada è ancora molto lunga!
    Con affetto

    Daniela

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