PRETIOSA VITREA – L’ARTE VETRARIA ANTICA NEI MUSEI E NELLE COLLEZIONI PRIVATE DELLA TOSCANA

La mattina del 26 nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, il pomeriggio dello stesso giorno e venerdì 27 gennaio presso l’Auditorium del Consiglio Regionale si svolge il convegno “Winckelmann, Firenze e gli Etruschi”, organizzato dall’Università degli Studi, dal Museo Archeologico Nazionale di Firenze e dalla Winckelmann-Gesellschaft di Stendal, in collaborazione con l’assessorato alle Relazioni Internazionali nella persona dell’assessore Nicoletta Mantovani. Il convegno coincide con la conclusione della Mostra “Winckelmann, Firenze e gli Etruschi. Il padre dell’archeologia in Toscana”, e avvia in Italia le celebrazioni dei 300 anni della nascita e dei 250 della morte dello storico dell’arte e archeologo Johann Joachim Winckelmann (1717-1768). Il catalogo è un libro bellissimo edito da ETS e curato da Barbara Arbeid, Stefano Bruni e Mario Iozzo.

Antonio Gentili (Faenza, 1519 – Roma, 1609), Ritratto di Augusto testa: prima meta del I secolo d.C. busto: 1580 faience (testa); oro e argento (busto); agata orientale (base)

Mostra e convegno meritano un giro a Firenze, se piove pazienza, si sta al coperto. Anzi, visto che ci siamo, non si può mancare la visita all’esposizione di vetri antichi, Pretiosa vitrea, che correda finemente le iniziative in onore del Winckelmann. La mosta nasce dalla collaborazione tra la direzione del museo fiorentino e la Fondazione Sehen di Torino, che ha contribuito fattivamente alla realizzazione della mostra su Winckelmann. In mostra, una ricca selezione della raccolta di vetri antichi ereditata dalla collezione d’arte della dinastia mediceo-lorenese. I fragili e variopinti capolavori del museo fiorentino sono accompagnati da esemplari conservati in altri musei pubblici e privati della Toscana, e in alcune prestigiose collezioni private della regione. I due curatori scientifici della mostra, Fabrizio Paolucci, delle Gallerie degli Uffizi, e Giandomenico De Tommaso, dell’Università degli Studi di Firenze sono i massimi esperti mondiali.

Sono visibili 314 vasi e frammenti in vetro, di cui 12 faraonici, 11 etruschi 73 greci e 218 romani di varia epoca e provenienza. Tutti i pezzi sono di eccezionale interesse non fosse altro perché appartegono a un patrimonio artistico pressoché ignoto.

Coppa in vetro “millefiori”, I secolo d.C., Firenze, Museo Archeologico Nazionale

 

La Toscana è stata, ed è tuttora, terra di vetrerie e di vetri, artistici e d’uso quatidiano, modellati da uomini capaci di tenere a bada fuoco e fiamme. La riscoperta del vetro attinge alle tradizioni artigiane e culturali della regione, quindi, e molte sono le collezioni private che contribuiscono alla mostra. Come la Collezione del Museo del Vetro e della Bottiglia del Castello Banfi a Montalcino, eccezionale sia per qualità delle opere possedute che per il loro numero.

L’Etruria è stata la prima a recepire, sin dall’VIII secolo a.C., il fascino di questo materiale nato in Oriente. Fusuerole e fusi in vetro su nucleo friabile, tecnica antichissima, insieme a contenitori per oli profumati, provenienti dalle tombe di Marsiliana, Vetulonia e Tuscania, illustrano la fortuna del vetro nella cultura dei principi etruschi, per i quali divenne prezioso simbolo di appartenenza ad uno statussociale elitario. Le importazioni dal Mediterraneo orientale, infatti, sono una presenza costante nei corredi più ricchi del mondo etrusco dal VI sino al III secolo a.C..

Coppa in vetro proveniente dal relitto del Pozzino, Populonia

I corredi funerari di alcune località dell’Etruria interna e costiera sono anche l’inventario estremamente variegato delle più preziose produzioni siro-palestinesi dell’epoca, rinvenute anche in numerosi relitti, come quello del Pozzino a Populonia. Ai nuclei di materiali da Empoli, Luni, Volterra, dalla Siria, da Cipro e dall’Iraq, si aggiungono reperti da contesti come quello delle navi di Pisa, che offrono un colpo d’occhio spettacolare sulle mille varietà dell’arte del vetro nel mondo romano. Vetri soffiati liberamente o a matrice, coppe a reticelli, nastri, millefiori, bicchieri intagliati a favo d’ape e persino un raro esempio di vetro cammeo, per la felicità di qualche avvenente matrona. La mostra Pretiosa vitrea è la prima nel suo genere realizzata in Toscana:  sarebbe il caso che fosse la prima di una lunga serie.

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