Le Olimpiadi tra Grecia, Brasile e Pisa

Cosa lega le spiagge di Rio de Janeiro alla città della Torre pendente? Pochi sanno che secondo la mitologia classica a fondare i giochi olimpici, che quest’anno si terrano nella città brasiliana, furono gli antenati dei pisani.

La città di Rio è stata selezionata come sede ospitante in un meeting del Cio (Comitato Olimpico Iternazionale), tenutosi a Copenaghen nell’Ottobre del 2009, battendo Madrid, Tokyo e Chicago e diventando la prima città del Sud America a ospitare i celebri agoni sportivi. La maggior parte delle gare si svolgeranno a Barra da Tijuca, che accoglierà anche il villaggio olimpico. Gli altri eventi saranno concentrati in tre diverse zone: Copacabana, Maracanã e Deodoro. Gli unici eventi a svolgersi fuori città saranno alcune partite di calcio.

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Ogni volta che si parla di Olimpiadi non si può non guardare alla Grecia, patria dei Giochi. Queste celebri gare sportive infatti vennero istituite in Grecia nel 776 fino al 393 d.C. I giochi sportivi erano una delle attività più praticate non solo in Grecia, ma in tutto il bacino del mediterraneo. Già dall’epoca micenea gli agoni sportivi ricoprivano un ruolo di primo piano nella vita della comunità, qualsiasi lettore dell’Iliade non può non pensare ai giochi funebri in onore dell’eroe Patroclo, con gare di pugilato, corsa dei carri, corsa a piedi raffigurate con estrema grazie e raffinatezza nel celebre cratere di François, conservato nel Museo archeologico nazionale di Firenze. Lo sport era un perno sul quale poggiava l’educazione dei giovani greci dall’età arcaica fino a quella classica. Solo con queste premesse si riesce a capire il ruolo fondamentale delle Olimpiadi, non solo quale evento sportivo ma come occasione di coesione e di riunione da parte dei greci di tutto il bacino del Mediterraneo. Nell’estate, all’inizio dei giochi olimpici ogni guerra e conflitto terminava e tutti i migliori atleti dal continente greco e da tutta la koinè ellenica si riunivano in Elide, presso il santuario di Olimpia sulle rive dei fiumi Alfeo e Cladeo a contendersi la corona di alloro simbolo di vittoria e di gloria imperitura.

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Alle origini di questi giochi  si ricollegano numerosi miti e diverse città dell’Elide rivendicano il loro ruolo di “madre  di agoni aureocinti” citando il celebre poeta Pindaro. Tra esse spicca la Pisa greca, patria dell’eroe Enomao. Il re di Pisa Enomao aveva una figlia, la bella Ippodamia che non voleva cedere in matrimonio a nessuno. Il sovrano, quando la ragazza raggiunse l’età da marito, decise di darla in sposa solamente a chi l’avrebbe battuto in una gara di corsa con il carro. Enomao era imbattibile in questa competizione perché disponeva dei cavalli prodigiosi, donatigli da suo padre Ares. Numerosi giovani pretendenti furono uccisi così dal fiero e spietato Enomao. La situazione andò avanti  fino a quando Ippodamia non si innamorò dell’eroe Pelope. Pelope, pupillo di Poseidone, ricevette da questi “un carro d’oro e cavalli alati infaticabili” con i quali riuscì  a sconfiggere il crudele Enomao. L’eroe sposò così la bella Ippodamia, ottenne il trono di Pisa e di tutto il Peloponneso a cui diede il suo nome. Pindaro faceva risalire le istituzioni dei giochi olimpici proprio in occasione dei giochi funebri in onore di Pelope.

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Non è un caso che la città toscana di Pisa porti lo stesso nome della patria dei giochi Olimpici. Secondo il sommo poeta Virgilio furono gli abitanti della Pisa greca, fedeli alleati dell’eroe Enea, a fondare l’omonima città toscana. E anche Rutilio Namaziano, uno degli ultimi scrittori pagani, chiama Pisa «antica città originaria delle rive dell’Alfeo», richiamando il corso del fiume greco che bagnava la greca Pisa. Pertanto la città della Torre può vantare come madre patria la più antica sede dei più importanti giochi sportivi del mondo.

Sebbene il comitato olimpico non abbia ancora preso in considerazione la città dell’Arno quale sede per le moderne olimpiadi, i cittadini pisani hanno ereditato dai loro antenati l’amore per gli “agoni aureocinti” mettendo alla prova il loro valore in appassionanti sfide quali la Regata storica di San Ranieri e Il Gioco del Ponte.

Eleonora Serra

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