Fine settimana con “Non ti pago”, brillante commedia eduardiana al Verdi

Un teatro come il Verdi non poteva non rendere omaggio a Luca De Filippo, il grande figlio d’arte che, prematuramente scomparso il 27 novembre 2015, era stato più volte protagonista anche sulle tavole del palcoscenico pisano, sia a fianco del padre che con la sua compagnia fin dai primi esordi. Così, terzo titolo della stagione teatrale firmata insieme con Fondazione Toscana Spettacolo onlus, ecco proprio il suo ultimo lavoro, quel Non ti pago di Eduardo la cui tournée fu interrotta dalla morte di Luca e che oggi la sua Compagnia ha ripreso: in scena sabato 17 dicembre alle ore 21 e domenica 18 dicembre alle ore 17, e sono pochissimi i posti rimasti disponibili.

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La Compagnia di Teatro di Luca De Filippo, infatti, ha deciso di portare avanti i progetti di Luca e in merito a questo spettacolo scrive:  «Luca ci mancherà sulla scena, ma ci ha lasciato una precisa ed accurata regia, fedele ai tempi e alla scrittura di suo padre con una modalità tutta sua di dare continuità alla tradizione senza rinunciare a una propria identità.»

Come lo stesso Luca aveva stabilito, a sostituirlo nei panni del protagonista è Gianfelice Imparato, un attore che si è formato con Eduardo e che si è dimostrato pienamente all’altezza del non facile compito. Ad interpretare sua moglie Concetta è Carolina Rosi, che da anni in compagnia dà vita ai principali ruoli femminili. Nel cast anche Nicola Di Pinto (Aglietiello), Massimo De Matteo (Mario Bertolini), Gianni Cannavacciuolo (padre Raffaele), Giovanni Allocca (l’avvocato Strummillo) e Paola Fulciniti (Erminia e Carmela); accanto a loro i giovanissimi Carmen Annibale, Viola Forestiero, Federica Altamura, Andrea Cioffi. Musiche di Nicola Piovani, scene di Gianmaurizio Fercioni, costumi di Silvia Polidori, luci di Stefano Stacchini.

Gianfelice Imparato, Carolina Rosi e la Compagnia sono anche i protagonisti dell’incontro che precede le due recite: sabato alle ore 18, in Sala Titta Ruffo, con la partecipazione della prof. Anna Barsotti, ordinario di Discipline dello Spettacolo presso il Dipartimento di Civiltà e Forme del sapere dell’Università di Pisa.

Non ti pago, che fa parte della produzione cosiddetta “dei giorni pari”, è uno dei testi più noti della prima drammaturgia eduardiana e anche uno dei più brillanti: la commedia, andata in scena per la prima volta nel 1940, è stata negli anni riproposta dai De Filippo con grande divertimento del pubblico e apprezzamento della critica. è una storia che parla di sogni, vincite al lotto, superstizioni e credenze popolari di un’umanità dolente e sfaccendata, che nella cruda realtà quotidiana fatta di paure, angosce e miseria non rinuncia però alla speranza, all’illusione, all’ingenua attesa di un colpo di fortuna che determini un futuro migliore. La trama ruota attorno a Ferdinando Quagliolo, personaggio ambiguo e surreale che vive tra sogno e realtà. Gestore di un botteghino del lotto a Napoli, egli è un accanito giocatore, eccezionalmente sfortunato. Al contrario, Mario Bertolini, suo impiegato e futuro genero, interpretando i sogni, colleziona vincite su vincite: un giorno, addirittura, centra una ricca quaterna di quattro milioni delle vecchie lire datagli in sogno proprio dal defunto padre del suo datore di lavoro. Accecato da una feroce invidia, Don Ferdinando si rifiuta di pagare la vincita, rivendicandosi il diritto di incassare la somma perché lo spirito di suo padre avrebbe commesso un involontario scambio di persona…

Nelle sua recensione allo spettacolo Maria Grazia Gregori annota: «Un perfetto meccanismo, che mescola genialmente il riso, l’inquietudine, la riflessione, il ritmo dell’azione a quello del pensiero, che gli attori sanno assecondare e che la regia sa restituirci in tutta la complessità tipica di quelle commedie eduardiane che sotto un’apparente leggerezza sono, in realtà, lo specchio ferocemente ironico e inquieto di una società squinternata». E ancora, Anna Bandettini: «Tutti bravi caratteristi, capaci di non scadere nel ritratto convenzionale della macchietta, attori forti della tradizione napoletana, in cui si vede il frutto di un lavoro lunghissimo di memoria storica e presenza viva. Anche per questo Non ti pago è un autentico gioiellino: un delicatissimo equilibrio fra il piacere di divertire e la voglia di raccontare, tra gioco e amaro sarcasmo».

Per informazioni tel 050 941 111 e teatrodipisa.pi.it.

Fonte: comunicato stampa

Francesco Bondielli

Nasce nel 1990, scrive per mangiare e beve per scrivere.
Ama le vecchie canzoni e le ragazze con le doppie punte, non sopporta i palloncini e il caffè a un euro e dieci.
Giornalista prestato alla scrittura e scrittore prestato al giornalismo, non sa dove andare. Ma comunque ci va.
Francesco Bondielli
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