Museo di Anatomia, una visita da brivido

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Il Museo di Anatomia del Polo Museale Universitario di Pisa

Sarebbe insolito pensare di aggiungere alla lista dei luoghi d’arte da visitare, un Museo di Anatomia Umana, potremmo considerarlo al di fuori del nostro background culturale o addirittura poco interessante per i profani della materia medica. Tuttavia, non possiamo limitarci a considerare questa tipologia di musei come una mera raccolta di reperti anatomici utili solo alla didattica.

I fatti storici legati ai viaggi scientifici ottocenteschi, infatti, hanno aggiunto un quid in più alle collezioni museali anatomiche. L’approccio giusto sarebbe immaginare di immergersi in una vera Wunderkammer settecentesca colma di piccole meraviglie, cose naturali o artificiali, oggetti che suscitano stupore, ricordi e qualche volta anche orrore. Un modo per niente banale per fare un tuffo nel passato e provare la sensazione di immergersi in una “camera delle meraviglie”.

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Il Museo di Anatomia Umana “Filippo Civinini”, rientra nel Sistema Museale di Ateneo, collocato nel cuore del centro storico, vicino Piazza de’ Miracoli, all’interno della Scuola Medica. Dal 1874 raccoglie più di quello che ci si aspetterebbe da un normale Museo di Anatomia.

L’insegnamento dell’Anatomia Umana è strettamente connessa alla fondazione degli Studi Superiori a Pisa, nel lontano 1343. La costruzione del primo Teatro Anatomico, in via della Sapienza, si deve a Cosimo I dei Medici ed è grazie ad Andrea Vasalio, attivo come anatomista a Pisa nella prima metà del Cinquecento, che la dissezione dei cadaveri diventa strumento di indagine per le scienze mediche, allontanandosi dalla ormai poco innovativa tradizione galenica e  ponendo le basi per la nascita di un Museo di Anatomia, che sarebbe stato successivamente istituito, dal professore di anatomia Tommaso Bianchi, con il nome di Gabinetto Anatomico.

Filippo Civinini (a cui si deve il nome) continuò con impegno l’opera di ampliamento della collezione museale che ad oggi conta circa 3400 reperti medici. Guidati dal dott. Gianfranco Natale, docente di Anatomia presso la Scuola di Medicina e Chirurgia di Pisa e direttore del Museo, la visita ha inizio dalla prima galleria, collocata a piano terra, nel reparto di Anatomia, accompagnati dall’atmosfera magica che avvolge i luoghi della Scuola Medica.

La Galleria dei Busti accoglie sei busti in gesso di illustri scienziati, naturalisti e anatomisti, passati tra Cinquecento e Ottocento: Andrea Vesalio, Realdo Colombo, Lorenzo Bellini, Filippo Pacini, Bartolomeo Eustachio e Gaspare Aselli.

Salendo al primo piano, troviamo la Galleria Mascagni, che ospita le preziose tavole anatomiche di Paolo Mascagni, insegnante di anatomia a Pisa intorno al 1880. Sono molti i motivi per cui queste stampe a colori sono ritenute di così grande importanza: Mascagni dedicò la sua vita alla stesura di quest’Anatomia dell’Uomo a grandezza naturale, impresa mai realizzata prima.

Le tavole sono di ottima fattura, realizzate a colori e secondo la tecnica della dissezione anatomica per piani (stratigrafica). Le figure intere sono rappresentate in posizione anteriore e posteriore su diversi livelli, dal piano muscolare superficiale con vasi e nervi, al secondo strato più profondo, al terzo con muscoli e tronchi dei vasi arteriosi e venosi ed il quarto con scheletro e legamenti. In aggiunta a queste 8 tavole principali, ne esistono altre 20 delle viscere interne.

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La soluzione scelta da Mascagni per rappresentare le tavole con apparati muscolari, era quella di distaccarli, allontanarli e ribaltarli, per rendere possibile la consultazione e la visione delle parti nervose e vascolari sottostanti. L’opera è straordinariamente innovativa per il tipo di rappresentazione utilizzata: ad effetto “esplosivo”. In aggiunta ad ogni tavola a colori è presente una controtavola in bianco e nero con indicazioni in latino.

Proseguendo la nostra visita, al secondo piano, le sale Regnoli e Duranti ospitano le collezioni anatomiche e archeologiche. I preparati anatomici contano collezioni osteologiche di scheletri interi, crani fetali per lo studio dell’embriologia. Una ricca collezione di crani, da alcuni del periodo preistorico ad altri usati per lo studio, mappe frenologiche con contrassegni sulla superficie esterna del cranio, che indicano le diverse funzioni della mente umana.
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Proseguendo la visita si può ammirare un modello generale, realizzato in cera e a grandezza naturale, di un giovane riprodotto nei minimi dettagli. La sua singolare posizione, come dormiente e non morto, regala all’opera un certo pregio artistico. A questo si aggiungono altri modelli anatomici della testa realizzati in carta pesta e  un modello del corpo umano, con gli organi smontabili, di fattura francese, voluto fortemente dalla Scuola di Anatomia.
La parte più affascinante della collezione, almeno per i non addetti ai lavori, è costituita dalle Collezione Precolombiana e dalla Collezione Egittologica.

A Carlo Regnoli (da cui prende il nome la sala che ospita la collezione) si deve l’acquisizione della maggior parte del materiale precolombiano, prevalentemente delle culture Chimù e Chancay. Lo studioso dell’Università di Pisa, in pieno fermento ottocentesco positivistico, dovuto alle nascenti teorie darwiniane, rilevò il materiale in scavi peruviani tra 1860 e 1870. I reperti più importanti comprendono 121 vasi precolombiani ( XII-XVI), corredi funebri che rappresentano scimmie, serpenti, gatti, teste umane, pannocchie. In trentasei ampolle sono conservati resti vegetali e una collezione di teste imbalsamate tutte appartenenti ad una famiglia che subì un rito di decapitazione.

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La collezione conta varie mummie, due delle quali egizie, con un sarcofago ben conservato dipinto a colori. L’origine di queste mummie è incerta: pare che una di esse fosse stata portata in Italia da Ippolito Rosellini che, insieme a Jean-François Champollion, aveva partecipato alla spedizione franco-toscana in Egitto e Nubia del 1828-29. Le mummie sono strumento di indagine e ricerca per conoscere le varie tecniche d’imbalsamazione praticate e la loro evoluzione nel tempo.

Il Museo di Anatomia Umana di Pisa è molto più di un semplice gabinetto anatomico: uno strumento capace di metterci in contatto con il passato o con l’aldilà in una visione più spirituale per conoscere ciò che abbiamo dentro, nel senso letterale del termine. Ottobre è il mese più consigliato per avventurarsi in questi luoghi affascinati e ripugnanti allo stesso tempo, un invito che non potrete rifiutare.

Il Museo di Anatomia Umana di Pisa si trova in via Roma n 55, al 3° piano della Scuola Medica (300 mt dalla Torre di Pisa)
Il Museo è visitabile su prenotazione, l’ingresso è gratuito.
Chiuso Sabato, festivi e il mese di Agosto

Per informazioni e prenotazioni:
e-mail: info.museoanatomia@med.unipi.it
Telefono: (+39) 050 2218610

Antonella Piazzolla

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