Lisistrata. Storia di una donna che fece del desiderio sessuale l’arma più potente

Atene, 411 a.c.: sono passati due anni dalla sconfitta subita dalla democrazia ateniese in Sicilia, intanto  lo Stato è controllato da una giunta di trenta commissari mentre il conflitto contro Sparta sembra non trovare tregua. In questo clima la pungente satira del teatro greco è un’arma potente, idonea a stimolare il pensiero critico degli abitanti della poleis.  La guerra  del Peloponneso infatti  ha portato morte e distruzione; non sono solo gli uomini a subirne le spese, ma anche le donne come madri, mogli, figlie e  sorelle dei combattenti. L’Ellade insaguinata è alla disperata ricerca di una soluzione.  Il popolo è stanco, il desiderio di pace è tale da penetrare in ogni ambito. Questo è testimoniato dal fatto che  la dea protettrice di Atene in questi anni è Lisimaca, la donna che scioglie le guerre.  Forse proprio questa figura ispirò uno dei grandi Autori del teatro greco  portandolo a scrivere un’opera che ancora oggi appare illuminante.

Lisistrata di Aristofane è una commedia che più di ogni altra sottolinea la forza motrice del sesso, ritenuto già dai Greci tanto potente da  poter condurre alla soluzione di una guerra.

La storia è quella di una donna pronta a sacrificare il proprio piacere e quello delle sue concittadine per convincere gli uomini alla pace duratura. 

Lisistrata è un’opera di una modernità impressionante, Aristofane qui pone le donne sullo stesso piano degli uomini inneggiando all’isonomia. È un riscatto di genere, o meglio una vera e propria guerra tra i generi, animata dall’intenzione più nobile: ristabilire la quiete e la tranquillità. L’aspetto interessante tuttavia è un altro;  la concretezza di questa commedia e la sua vicinanza alla realtà, antica come contemporanea, è infatti insita nell’arma che Lisistrata utilizza per vincere la sua battaglia: la libido.

L’eroina raduna nell’acropoli le donne della città e le convince ad attuare uno sciopero del sesso. Se tutte si rifiuteranno di concedersi, gli uomini finiranno per impazzire e allora, sedotti e non accontentati, potranno abbassare le armi e finalmente ascoltare le loro mogli che altro non vogliono se non porre fine al sanguinoso conflitto cui da ormai troppi anni sono costrette ad assistere.

Lisistrata, la donna che scioglie gli eserciti, è la storia della rinuncia al piacere più grande. A quello che secoli dopo sarà identificato come il motore che muove il mondo: il sesso.

Per gli uomini è un crescendo di disperazione così potente da convincerli ad iniziare una trattativa con Sparta dove, grazie alla comunicazione tra le donne lo sciopero si è diffuso iniziando a creare un allarme nella popolazione maschile. Lisistrata può così sbrogliare le trame infittite della guerra, come fossero un gomitolo su un fuso, trattando con le donne Spartane, tra le quali si distingue  la giovane Lampito. Gli uomini, ormai straziati ed increduli, si accordano, costretti ad assistere al vero miracolo: le congiuranti hanno raggiunto il loro scopo. Nel Peloponneso è tornata la pace e dunque anche il sacrificio adesso può terminare.

L’aspetto sorprendete, oltre che il risvolto maggiormente esilarante, è quello di vedere come anche il desiderio femminile sia considerato potente e naturale. Tutte le donne soffrono nel rinunciare a concedersi ai loro uomini, tanto che, come in ogni battaglia, anche in questa non mancano delle dissidenti.

La  fatica più grande è quella di questa geniale eroina che utilizza il sesso come potente  arma per porre fine ad un conflitto esasperato. Lisistrata è una donna intelligente, passionaria e determinata a ottenere ciò che desidera, ma più che altro è una figura energica in grado di convincere le sue alleate a combattere una grande e faticosa battaglia.

Le donne dimostrano così di essere utili allo Stato che, come e al pari degli uomini, hanno il diritto e il dovere di proteggere.

Le armi sono diverse, non uccidono ma costringono a una riflessione. La forza di Lisistrata infatti è la combinazione di pazienza e strategia, abilità che le donne quotidianamente  sperimentano; soltanto in questo modo l’aggrovigliato gomitolo  della guerra  potrà essere sciolto, tessendo la trama di una pace duratura.


Giulia Contini

Francesco Bondielli

Nasce nel 1990, scrive per mangiare e beve per scrivere.
Ama le vecchie canzoni e le ragazze con le doppie punte, non sopporta i palloncini e il caffè a un euro e dieci.
Giornalista prestato alla scrittura e scrittore prestato al giornalismo, non sa dove andare. Ma comunque ci va.
Francesco Bondielli
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