L’altra piazza Garibaldi, anzi la prima

PISA – Il turista che arriva a Pisa e scende alla stazione ferroviaria centrale, una volta superata piazza Vittorio Emanuele II, da pochi anni completamente ristrutturata, entra nel vivo della città imbattendosi in Corso Italia,  la via dello shopping pisano. Questa strada, un tempo affollata di negozi di ogni genere e oggi invece patrimonio delle catene di grande distribuzione del vestiario, conduce il turista  in uno dei luoghi più caratteristici della città: le Logge dei Banchi, un grande loggiato nato in origine (siamo nei primissimi anni del diciassettesimo secolo) come luogo del mercato della lana e della seta, poi adibito a mercato di vettovaglie e cereali. Dalle Logge dei Banchi si ha accesso alla città vecchia attraversando il Ponte di Mezzo, così come ricostruito a seguito dei bombardamenti dell’estate del 1944; e dal ponte dove l’ultima domenica di giugno le magistrature di Tramontana e Mezzogiorno si combattono il dominio della città, si apre alla vista piazza Garibaldi, che omaggia l’eroe dei due mondi con una statua, opera dell’artista Ettore Ferrari, eretta nel 1892 per volontà di un comitato di cittadini. La statua alla sua base è decorata con bassorilievi in bronzo che rappresentano alcune scene della vita di Garibaldi, così come descritti dal periodico La Provincia di Pisa del 30 giugno 1892:

«Agli altri lati del piedistallo sono tre stupendi bassorilievi in bronzo, il primo dei quali rappresenta la partenza dei volontari dalla Sicilia, al grido di Roma o morte, il secondo Aspromonte, il terzo l’arrivo di Garibaldi in Pisa. Il monumento è tale che Pisa può andare superba di possederlo».

Nella stessa giornata la piazza (già piazza del Ponte e in quel momento piazza XX Settembre) venne intitolata a Giuseppe Garibaldi con una grande manifestazione di popolo, bande musicali e un partecipatissimo corteo partito da piazza Santa Caterina.

La piazza, ormai da tempo, è il «punto centrale più animato della città» come ci ricorda anche una datata Guida di Pisa [1], insomma non siamo di fronte ad un angolo nascosto: stiamo descrivendo una delle piazze centrali della città, negli anni Sessanta e Settanta del secolo passato luogo di incontro della sinistra pisana e delle lotte studentesche, oggi uno dei centri della discussa movida pisana.

Non è questo il luogo nascosto che vogliamo far conoscere ai nostri lettori, oggi vogliamo parlare di un’altra Piazza Garibaldi.

C’è stata infatti un’altra piazza, nel comune di Pisa, dedicata all’eroe dei due mondi appena quattro mesi dopo la sua morte avvenuta il 2 giugno 1882: stiamo parlando di un piccolo slargo della via Fiorentina a Pisanello, in un quartiere periferico della città.

Si sa, Pisa ha profonde radici repubblicane: è la città universitaria che ha visto vivi gli ideali patriottici e i cui studenti vissero in prima persona l’episodio di Curtatone e Montanara, è la città dove viene a trascorrere i suoi ultimi giorni e dove muore Giuseppe Mazzini, è la città che ospita appunto Giuseppe Garibaldi dopo la battaglia in Aspromonte e che ha dato molti suoi figli alle camicie rosse. Il primato per la costruzione del monumento celebrativo all’Eroe dei due mondi spetta così all’angolo nascosto di cui vi vogliamo parlare: siamo a Pisanello una piccola frazione alle porte della città, adagiata sulla riva sinistra dell’Arno, tra il borgo di Oratoio e il fosso delle Bocchette, oggi scomparso, che aveva lo scopo di scolmare il fiume nei momenti di piena indirizzando le acque verso Coltano. Pisanello ha importanti tradizioni repubblicane, questo piccolo borgo sarà caratterizzato negli anni successivi dalla presenza di un vivace circolo, intestato al giovane e sfortunato Italo Possenti [2], un centro che diventerà un importante luogo di divulgazione delle idee repubblicane nella periferia orientale della città.

Così, proprio a Pisanello, il pomeriggio dell’8 ottobre 1882 alla presenza del sindaco di Pisa Tommaso Simonelli, viene inaugurato il busto di Giuseppe Garibaldi. Il monumento, promosso da un comitato il cui presidente era Goffredo Luci e realizzato grazie ai contributi pubblici, fu modellato dallo scultore Tommaso Niccolini e da Alessandro Lanfredini, direttore dell’Accademia di Belle Arti di Pisa, e fuso nella fonderia di Giovanni Nassi [3]. Posto sopra una piramide leggermente aggettante dalla parete dell’edificio, si affaccia ancora oggi su un piccolo slargo e reca questa iscrizione marmorea commemorativa:

 

«Gli abitanti di Pisanello

piccola frazione di

Oratoio

a

Giuseppe Garibaldi

apostolo e soldato

della libertà e fratellanza dei popoli

VIII OTTOBRE MDCCCLXXXII».

 

In quella stessa giornata, quel piccolo slargo prese il nome di piazza Garibaldi.

Lasciamo ricostruire il clima della giornata  al cronista de La Provincia di Pisa:

«La solennità riuscì splendida sotto ogni aspetto, malgrado che il tempo scuro e minaccioso facesse presagire vicina una grossa burrasca. Il piazzale ove è eretto il monumento, e che ha preso il nome di piazza Garibaldi, era tutto addobbato e addobbate eran pure le strade adiacenti con festoni, stemmi e bandiere, e con trofei cui facevano centro degli scudi portanti i nomi delle diverse battaglie combattute dallo illustre generale. La banda di Riglione suonò scelti pezzi di musica, fra i quali due scritti per la circostanza dai signori Antonio Pampana e Ferruccio Tampucci, e questi pezzi furono riscontrati bellissimi e replicatamente applauditi. Alle quattro pomeridiane con l’intervento di una folla numerosa di popolo, ebbe luogo lo scoprimento del busto, perfettamente riuscito, e della lapide di cui demmo il testo. Il nostro sindaco comm. Tommaso Simonelli pronunziò uno splendido e patriottico discorso che fu applauditissimo e che ci duole di non poter riprodurre nelle nostre colonne mancandocene lo spazio. Venne spedito un telegramma a Menotti Garibaldi e finalmente quella cerimonia ebbe il suggello della carità essendosi pensato di venire in soccorso degli inondati del lombardo-veneto [4]».

 

Con deliberazione di Giunta comunale n. 212 del 31 luglio 2001, sanando un’incongruenza toponomastica, è stata modificata la denominazione di questo slargo da piazza a piazzetta Garibaldi.

Oggi in piazzetta Garibaldi, sul lato opposto al primo busto dedicato all’eroe dei due mondi, da una mattonella aperta sul marciapiede pubblico sbuca e si mostra, in tutta la sua bellezza, un cactus alto quanto la casa a cui si appoggia; e se quel turista sceso alla stazione Centrale (che forse mai passerà da qui) avesse invece la fortuna di vedere la pianta nei giorni della fioritura, avrebbe la più ampia percezione della ricchezza del microclima di borgata e di quanto questo ha contribuito alla storia pisana.

 

[1] Cfr. La nuova guida di Pisa, Guide Vallerini, Pisa,  1931

[2]vPer una biografia di Italo Possenti Cfr. G. Adami, Italo Possenti un mazziniano pisano al tramonto del risorgimento, Pisa, Offset Grafica, 1990.

[3] Per Garibaldi, Il Corriere dell’Arno, 6 ottobre 1882.

[4] Cronaca, La Provincia di Pisa, del 12 ottobre 1882

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One comment to “L’altra piazza Garibaldi, anzi la prima”
  1. Posto qui perché l’indirizzo non riceve. Motivo: maildrop: maildir over quota
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    Salve,

    ho letto con grande interesse l’articolo “L’altra piazza Garibaldi, anzi la prima”, davvero garbato e pregevole. Temo però che riporti un’inesattezza, forse un equivoco: la descrizione del luogo (il busto a Garibaldi, il cactus della casa fronte, la citazione della cronaca da “La Provincia di Pisa” del 12 ottobre 1882 e anche la fotografia) si riferisce tutta al piccolo slargo della Via Fiorentina, all’altezza dei civici 374-376, apparentemente priva di toponomastica propria.
    Invece, la citata Piazza Garibaldi, poi Piazzetta, si trova poco lontano, tra via Fonda e via di Oratoio (cfr. stradario di Pisa, http://www.comune.pisa.it/doc/sit-pisa/stradario/stradario.xls).
    Anch’essa ospita un busto a Garibaldi, che però è su una colonna non addossata ad una casa ed è datato 1883.

    Grazie per l’attenzione e buon anno

    Fabio Tarini

    PS l’indirizzo non riceve. Motivo: maildrop: maildir over quota

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