Intervista ai Mundoo

Intervista ai Mundoo: gruppo emergente country-blues

Non si tratta di commerciare ma di raccontare storie di vita, pensieri, opinioni, verità nascoste. Questo siamo, e questo resteremo!
– Mundoo –

Alla presentazione del libro di Alessandro Scarpellini ed Enrico Fornaini, Altra gente di Pisa, tenutasi al cinema Arsenale venerdì 19 giugno con la partecipazione di Tuttomondo, si sono esibiti i Mundoo, giovane gruppo country-blues di Castellina Marittima, formato da Manuel Mannino (voce), Tobia Favilli (chitarra e seconda voce), Dimitri Troskian Wasescha, il “Maestro” (basso) e Pietro Bianco (armonica).

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Il gruppo inizialmente era un duo: Manuel e Pietro, amici da diversi anni ed entrambi appassionati di musica, iniziano a suonare insieme; poi nel 2014 il duo si allarga con l’aggiunta di Dimitri e Tobia.

Come ogni gruppo musicale che si rispetti, questi ragazzi spaziano – ascoltando qualsiasi genere musicale possa aggiungere nuovi elementi alla loro musica – dal blues al rock al folk e, perché no, alla musica classica. Sono poi in grado di suonare diversi strumenti oltre a quelli che definiscono i ruoli all’interno del gruppo: chitarra, basso, armonica, ma anche pianoforte, tastiera, flauto e addirittura l’ukulele.

Come avete iniziato a fare musica? Qualcuno di voi ha studiato al conservatorio?

No, nessuno di noi ha studiato al conservatorio. Ci è capitato di prendere qualche lezione privata con maestri, ma è soprattutto da soli che abbiamo imparato. Chitarra in mano, guardi dei video su youtube, provi i primi accordi e vedi cosa riesci a fare. Pian piano prendi confidenza con lo strumento e aumenti la difficoltà.

Da dove deriva il nome Mundoo?

Il nome è stato proposto da Manuel. Mundoo è un termine legato alla cultura latino-americana e racchiude in sé diversi significati, anche difficili da comprendere per il mondo occidentale. A volerlo tradurre con un concetto a noi più vicino, mundoo è lo spirito, anzi l’essenza di ognuno di noi.

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Il vostro repertorio comprende solo canzoni in inglese?

Eccetto 2/3 canzoni in italiano, praticamente sì, perché l’inglese è più in linea con il genere che facciamo, oltre al fatto che ha una sonorità diversa dall’italiano e più adatta. Incide anche la possibilità di essere compresi anche fuori dall’Italia.

La vostra canzone Lord Leave Me At Home, cantata alla presentazione del libro di Scarpellini, tratta del tema della schiavitù. Come mai la scelta di parlare di una realtà lontana da voi nel tempo e nello spazio?

La scelta dell’argomento nasce dalla volontà di raccontare e confrontarsi, con una situazione drammatica, e la schiavitù subita dai neri nelle piantagioni si adatta bene a questa volontà. In fondo ancora oggi ci sono persone che vengono sfruttate, lavorando tanto e ricevendo molto poco in cambio, perciò questo tema risulta sempre attuale. E poi ricordare il passato non può che fare bene.

Quali sono i principali modi per farvi conoscere?

Il modo per farsi conoscere ed esibirsi è quello classico: ti presenti in un locale, fai sentire qualcosa della tua musica e speri ti prendano a suonare, anche solo per una serata.

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Futuri progetti?

Oltre alle serate organizzate in diversi locali, siamo attualmente impegnati nella registrazione del nostro primo demo.

In attesa del demo, è possibile seguirli sulla loro pagina Facebook Mundoo, nella quale troverete video, foto e l’indicazione delle future serate live.

Che dire: speriamo di sentire presto parlare di loro!

Elisa La Pietra

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