Mille persone per “abbracciare” il convento di Nicosia a Calci

Saranno necessarie almeno mille persone per “abbracciare” il convento di Nicosia a Calci; un anello che si snoderà per un chilometro circa e avrà lo scopo di lanciare un messaggio ben preciso: «Nicosia tu crolli, ma noi ti vogliamo bene». La sfida sarà il momento culminante della festa del 10 aprile 2016 organizzata dall’associazione di promozione sociale Nicosia nostra, che da dodici anni fa in modo che quel luogo non cada nell’oblio e nel degrado.

Camelie nel chiostro

Nel corso degli anni, grazie anche alla collaborazione del Comune di Calci, in provincia di Pisa, sono stati organizzati interventi e attività di ogni tipo, quali opere di bonifica e pulizia, ricerca di materiali documentari, realizzazione di materiali divulgativi (libri, dvd, cd-rom). Particolarmente suggestivo è l’evento “Le camelie del chiostro”, previsto appunto per il 10 aprile e giunto quest’anno alla decima edizione, organizzato in occasione della fioritura primaverile delle due secolari camelie che ornano il giardino del convento, risalenti alla metà dell’Ottocento e per le quali è stata recentemente richiesta l’iscrizione all’albo delle piante monumentali della Toscana. Nei giorni che precederanno l’evento, i volontari dell’associazione Nicosia nostra raccoglieranno fiori di camelia dai giardini delle abitazioni private di Calci che vorranno partecipare all’iniziativa: essi saranno poi catalogati ed esposti alla festa.

Sono previste attività di ogni tipo, come il pic-nic nell’oliveto del convento, gli itinerari guidati, un concerto all’aperto e altro ancora. Tuttavia il momento culminante sarà nel pomeriggio, intorno alle 16, proprio con il simbolico abbraccio: affinché ciò sia possibile sarà necessaria la partecipazione degli abitanti di Calci, ma anche di tutti coloro che hanno avuto modo di visitare il convento e di innamorarsi della sua atmosfera o di chi, semplicemente, ha a cuore la bellezza, l’arte e la storia. Dalla mattina fino alle 14 sarà possibile iscriversi per partecipare alla creazione dell’anello; un nastro bianco poggiato a terra indicherà il percorso.

L’antico convento di Nicosia, abitato da monaci francescani fino ai primi anni Settanta del Novecento, è oggi di proprietà del Demanio. Seppur non più abitato, questo luogo continua a vivere grazie alla attività che ogni anno sono qui organizzate da Nicosia nostra.

Visione dall’alto del convento di Nicosia

Visione dall’alto del convento di Nicosia

Il complesso conventuale venne fondato nel 1263 da Ugo di Fagiano che scelse questo luogo sulle pendici del monte Verruca, a quel tempo abitato da ladri e briganti, con lo scopo di riqualificare la zona e proteggere i viandanti che si trovavano a passare di qui, spesso derubati e a volte anche uccisi; il nome venne scelto da Fagiano per ricordare il periodo in cui fu vescovo a Nicosia di Cipro. Nel 1267 vennero terminati il convento e la chiesa intitolata a S. Agostino, la Vergine e San Tommaso discepolo. La regola da seguire era quella agostiniana, tuttavia il fondatore decise di attribuire al convento uno statuto autonomo, la Constitutiones canonicorum nicosiensium.

Chiuso una prima volta nel 1778 con un decreto del granduca di Toscana Leopoldo I perché poco abitato (vi risiedevano dieci persone in tutto tra sacerdoti, chierici e secolari), nel 1782 venne affidato ai Francescani delle Santissime Stimmate. Nel 1783 venne costruito il cimitero, ancora oggi in uso, e nello stesso giro di anni fu istituita la chiesa parrocchiale di Sant’Agostino. Nel periodo napoleonico la chiusura dei conventi colpì anche il complesso di Nicosia, che tuttavia nel 1815 fu riaperto e affidato ai frati della riforma francescana. Negli anni ’30 dell’Ottocento alcuni lavori di ammodernamento interessarono la chiesa, restaurata nuovamente pochi anni fa e ancora oggi mantenuta viva dalla comunità parrocchiale.

Foto data da Luigi Minghetti - Chiostro Nicosia con frati, camelie piccole e tanti fili tirati da una parte all'altra del chiostro - forse a quei ganci che non ci sappiamo spiegare

Fotografia data da Luigi Minghetti – Chiostro Nicosia con frati, camelie piccole e tanti fili tirati da una parte all’altra del chiostro – forse a quei ganci che non ci sappiamo spiegare

 

Quando anche gli ultimi frati francescani se ne andarono, il convento venne abbandonato a se stesso, vittima di saccheggiamenti e atti di vandalismo. E proprio per dire basta a questa rovina che nel 2004 nasce l’associazione Nicosia nostra, che ha lo scopo di valorizzare e tutelare questo antico complesso nonché di rinsaldare il legame con gli abitanti della zona. Fino al 2014 era possibile visitare il chiostro del convento e alcune stanze che vi si affacciavano, ma a causa delle continue infiltrazioni d’acqua non è ad oggi possibile accedere a questa area. È comunque in uso il lazzaretto, struttura esterna annessa al convento, a volte usata come luogo per mostre ed installazioni.

Il chiostro del convento di Nicosia

Il chiostro del convento di Nicosia

 

Tuttomondo sostiene la vita e la conservazione non solo di Nicosia, ma di tutti quegli edifici che sono una testimonianza storica e artistica di un dato territorio.

Elisa La Pietra

CONTATTI dell’associazione “Nicosia nostra”, Via Dante 10, Calci (Pisa)
nicosianostra@gmail.com
nicosianostra.blogspot.it
Pagina Facebook “associazione Nicosia nostra
Telefono: 050 937770 / 348 3156206

 

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