Il 2016 al cinema: top e flop five

Il 2016 è stato un anno bisestile e maledetto. Caratterizzato dalle numerose morti che hanno investito il mondo dello spettacolo, tra cui il cinema: da Ettore Scola a Carrie Fisher. Per quanto riguarda invece la produzione cinematografica, il 2016 ha sfornato interessanti successi, pur non tralasciando qualche flop.

A poche ore dalla mezzanotte più importante del nuovo anno, ripercorriamo con una classifica i 5 film migliori e i 5 peggiori di quello che ci siamo appena lasciati alle spalle.

Per quanto riguarda i top, al quinto posto è impossibile non collocare:

Fiore di Claudio Giovannesi, intenso come lo sguardo della giovane protagonista, in carcere per una rapina, nella estenuante ricerca di compensare i suoi vuoti. Segue al quarto posto The Witch di Robert Eggers, un horror psicologico in costume tra stregoneria e riti di iniziazione. Al terzo posto troviamo la poetica dell’invisibile di Gianfranco Rosi in Fuocoammare, vincitore come documentario dell’European Film Award sugli sbarchi a Lampedusa. Al secondo E’ solo la fine del mondo, operazione con un cast importante che vanta di Marion Cotillard, Léa Sedoux e Vincent Cassel e crescita del  giovane regista canadese Xavier Dolan. Il primissimo posto è però destinato a Neon Demon di Nicolas Winding Refn. Fischiato a Venezia per le scene splatter, per  la necrofilia e il cannibalismo, dimostra un fascino oltre ogni limite, la capacità di coinvolgere i sensi dello spettatore oltre che generare su di esso una riflessione sul confronto tra  bellezza artificiale e  naturale.

Per quanto riguarda i flop, invece:

Possiamo  considerare il quinto posto tra i flop il film La corrispondenza di Giuseppe Tornatore, a causa della scelta di una coppia meno che convincente come quella di Jeremy Irons e Olga Kurylenko. Segue Ghostbusters, di Paul Feig dove purtroppo l’intreccio si rivela altamente difettoso, anche se poteva essere divertente la creazione di un nuovo team tutto al femminile. Al terzo posto The Blair Witch di Adam Wingard, sequel del celebre cult che si rivela privo di utilità e soprattutto di suspance. Al secondo posto Nonno scatenato di Dan Mazer con un De Niro fiacco e irriconoscibile. Il primo posto spetta tutto a Alice attraverso lo specchio, secondo capitolo di Alice nel paese delle meraviglie, con James Bobin alla regia anzichè Tim Burton. L’assenza del regista di Big eyes rende infatti il film privo di sorprese, un prodotto senza arte nè parte.  

 

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