Certosa di Calci: il chiostro del Capitolo verso il recupero

Il risultato dei 50 mila euro messi a disposizione dal Fai per I luoghi del cuore nel 2014

CALCI (PI) – Un grande traguardo raggiunto dopo un percorso altrettanto lungo e straordinario. Ieri mattina, nel refettorio della Certosa di Calci, è stato presentato il frutto del secondo posto raggiunto dal gioiello calcesano al concorso del Fai I luoghi del cuore edizione 2014.

E, come d’accordo, i 50 mila euro del premio si sono concretizzati nei lavori per il restauro del chiostro del Capitolo, lavori che dovrebbero terminare a settembre.

Di seguito il comunicato stampa ufficiale con tutte le informazioni e le dichiarazioni delle autorità.

Hanno preso il via nelle scorse settimane i lavori di restauro delle superfici decorate e degli elementi lapidei del chiostro del Capitolo della Certosa di Calci, secondo bene più votato nell’àmbito della settima edizione de I luoghi del cuore. Grazie all’impegno del Comitato per salvare la Certosa, costituitosi per l’occasione, e della Delegazione Fai di Pisa, 92.259 persone nel 2014 hanno infatti dimostrato il legame e l’attenzione nei confronti della Certosa di Calci segnalandola al censimento dei luoghi italiani da non dimenticare promosso dal Fai – Fondo Ambiente Italiano in collaborazione con Intesa Sanpaolo.

Grazie a questo importante risultato il bene ha potuto beneficiare di un contributo I luoghi del cuore di 50 mila euro che, in accordo con il Polo Museale della Toscana, è stato destinato al recupero del quattrocentesco chiostro del Capitolo. La straordinaria mobilitazione attivata grazie al censimento, come sempre più spesso accade con I luoghi del cuore, ha innescato un processo virtuoso di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, favorendo il successivo stanziamento da parte del ministero dei beni e delle Attività culturali e del Turismo di due finanziamenti per il recupero delle coperture del complesso su progetto della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Pisa e Livorno, a cui seguirà un secondo lotto di lavori per un importo di 2.100.000 euro per il triennio 2016-2018.

 

Fondata nel 1366 con il contributo decisivo di molti benefattori, la Certosa ha avuto nei secoli un ruolo determinante nell’economia del territorio nel quale governava ampi terreni coltivabili offrendo lavoro ad artigiani, contadini, allevatori e a schiere di muratori, falegnami, fabbri, stuccatori, pittori e architetti.

L’intervento finanziato con il contributo messo a disposizione da Fai e Intesa Sanpaolo prevede il restauro delle superfici decorate del Chiostro del Capitolo, le cui decorazioni sono attualmente ricoperti da scialbature che ne celano la visione.

Dalle indagini svolte sulle pareti oggetto del restauro è emersa infatti la presenza, al di sotto dello scialbo, di due figure di profeti dipinte a chiaroscuro fra il 1773 e il 1775 dal pittore fiorentino Pietro Giarrè. I lavori interesseranno anche gli elementi in pietra del chiostro sulle quali saranno effettuate microstuccature per ridurre le infiltrazioni, oltre alla pulitura superficiale che restituirà la tonalità originale della pietra. L’intervento, affidato alla Ditta Laura Lucioli di Firenze, permetterà dunque non soltanto il recupero, ma anche la valorizzazione di uno spazio monumentale della Certosa, che rientra nel percorso di visita.

Sibilla della Gherardesca Presidente Fai Toscana ha così commentato: «Grazie allo straordinario progetto de I luoghi del cuore il Fondo Ambiente Italiano ha dato alla Certosa di Calci, meraviglioso gioiello del patrimonio artistico italiano, la visibilità che merita richiamando l’attenzione delle Istituzioni che con perspicacia hanno generosamente aderito al restauro di questo capolavoro. Un enorme grazie va alla Delegazione Fai di Pisa e al Comitato per salvare la Certosa che con grande impegno hanno contribuito con il loro  perseverante e utile lavoro al successo dell’iniziativa».

«Siamo grati al Fai – ha dichiarato Stefano Casciu, direttore del Polo Museale – per aver acceso, grazie all’iniziativa I luoghi del cuore, i riflettori sulla Certosa di Calci, e per aver quindi reso possibile questo restauro nel Chiostro del Capitolo, uno dei luoghi più affascinanti e significativi del complesso monumentale, una tappa importante nel generale recupero dei numerosi spazi interni ed esterni ancora da restituire ad una conservazione ottimale ed alla possibilità di visita da parte del pubblico».

Il sindaco di Calci, Massimiliano Ghimenti, ha sottolineato l’importanza del coinvolgimento del territorio nell’iniziativa de I luoghi del cuore: «Con lo stimolo offerto dalla campagna del Fai e grazie al lavoro del Comitato, la Comunità di Calci si è riappropriata del proprio “gioiello”. Insieme alle azioni di sensibilizzazione di tutti gli enti preposti ed alla azione politica del Comune, culminata con la decisiva visita del ministro Franceschini nel 2015, si è avuta la svolta per l’arrivo delle risorse necessarie per le maggiori criticità strutturali. Salvata la Certosa e grazie alla straordinaria visibilità ottenuta anche grazie al Fai, adesso, sempre tutti insieme, dobbiamo saper vincere le altre sfide che ci attendono: dai problemi di accessibilità ad una maggior ricaduta per l’economia del territorio. Insieme ce la faremo».

Fabiola Franchi, che ha dato vita e presieduto il Comitato per salvare la Certosa ha dichiarato: «Sono grata al Fai per averci dato questa opportunità con I luoghi del cuore. Quando a giugno 2014 mi dissero che c’era la possibilità di partecipare al censimento per aiutare la Certosa a superare alcune criticità, non esitai a buttarmi a capofitto nella raccolta firme, che si rivelò una vera e propria avventura. Migliaia sono state le persone con le quali siamo venuti in contatto, tra cui molti studenti ai quali abbiamo spiegato lo stato in cui versava il bene e i motivi della nostra iniziativa. La mia speranza è che vengano stanziate ulteriori risorse per rendere agibili anche quelle parti del complesso che oggi non lo sono, tuttavia sono profondamente soddisfatta dei risultati finora conseguiti. Non era affatto scontato! La politica, a partire dal livello locale, ha risposto positivamente alle nostra mobilitazione e alle sollecitazioni provenienti dal Fai e dalla Direzione della Certosa Monumentale. Una cosa che ho nel cuore? Il chiostro della foresteria granducale che versa in stato di degrado».

Francesco Bondielli
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