Beatitudo, apre la stagione 2018/19 del Teatro Verdi di Pisa

Armando Punzo e la Compagnia della Fortezza portano in scena Beatitudo

PISA – Quest’anno, la prima novità al Teatro Verdi, è proprio la prima.  Ad aprire, infatti, sarà  la Stagione di Prosa, realizzata insieme con Fondazione Toscana Spettacolo onlus. Una scelta importante che valorizza un calendario ben costruito e che infatti è già stato premiato dai dati, avendo registrato ben 820 abbonamenti a chiusura di campagna (+ 4% rispetto alla scorsa stagione); di questi 820 abbonamenti, il 9,6% è degli under30 e va anche registrato, come dato, un significativo utilizzo del Bonus Cultura Docenti e 18enni. Ad inaugurare la Stagione, com’è noto, sabato 6 ottobre alle ore 21 (replica domenica 7 alle ore 17) è il nuovo, emozionante spettacolo della Compagnia della Fortezza, Beatitudo, firmato da Armando Punzo.

 

Torna quindi il sodalizio tra il Teatro Verdi e la Compagnia della Fortezza, e ancora una volta, dunque, il Teatro Verdi dà l’avvio alla tournée della Compagnia della Fortezza fuori dal carcere, quest’anno in concomitanza con una importante ricorrenza, quella del trentennale della compagnia, una ricorrenza per la quale la Compagnia della Fortezza ha elaborato un progetto triennale articolato su svariati linguaggi dell’arte. Un viaggio di cui Pisa e il Verdi rappresentano una tappa molto importante per il loro legame storico con la compagnia. Il sodalizio tra le due realtà, infatti, ha inizio nei primi anni novanta, quando al Teatro Verdi viene messo in scena il Marat-Sade, il primo spettacolo fuori dal carcere della compagnia, vincitore del premio Ubu 1993, e prosegue fino ad arrivare al 2014 quando Armando Punzo incanta la città di Pisa con il suo suggestivo Santo Genet.  

Una serie di azioni precedono la messa in scena dello spettacolo, tese a disseminare, nei più svariati ambiti e contesti, quanto è stato creato in questi 30 anni: fra queste, una mostra fotografica nel Foyer del teatro che, attraverso le foto di Stefano Vaja, ripercorrerà, negli anni, gli spettacoli visionari, gli allestimenti spiazzanti, i costumi sorprendenti e i momenti unici dei trent’anni della compagnia.

«Il traguardo dei trent’anni – annota la Compagnia – è quello di un percorso di crescita e affermazione che ai più sembrava un’utopia, un’utopia oggi felicemente realizzata. E, allo stesso tempo, rappresenta uno spartiacque, occasione di celebrazione e riflessione per una esperienza che ha fatto tanto, ma che ha ancora tanto da dire. La necessità di sublimare la storia della Compagnia della Fortezza in uno spettacolo-manifesto è pari all’urgenza di andare oltre quanto è già stato seminato, conosciuto, assodato, creato, statuito, per innescare nuove detonazioni nei percorsi di ricerca, sempre meno limitati al teatro, alla letteratura e alla poesia e che, cullando una tendenza che negli ultimi anni si è fatta sempre più forte nella quotidianità della Fortezza, abbraccino la filosofia, la filologia, l’estetica, la sociologia, l’antropologia, l’architettura. E da questi cercare di non essere mai determinati: il dogma è conoscere per contrastare e corrodere dell’interno, così andando oltre il limite del nostro universo e mondo umano, alla ricerca di un perché originale e primordiale, lontano dalle verità del relativismo e delle sensazioni personali: è questo il sentire che permea “Beatitudo”, il nuovo spettacolo verso cui sono tesi tutti gli sforzi di Armando Punzo e della Compagnia della Fortezza in questi mesi».

Beatitudo è la seconda tappa di un lungo e complesso lavoro biennale ispirato a tutta l’opera di Borges e si pone come il frutto di una ricerca intorno al rapporto tra realtà e pratica artistica. Anche in conferenza stampa Armando Punzo ha sottolineato la difficoltà di rapportarsi all’opera di Borges poichè nei testi di Borges si trovano le parole di chi ha provato a dare spazio al sogno, alla ricerca, all’impulso di andare oltre l’umano, per come lo conosciamo. Beatitudo è una ricerca, la ricerca di un luogo dell’anima, di uno spazio oltre la realtà, Punzo prova, attraverso i molteplici personaggi disseminati nell’opera di Borges, a cercare un luogo lieve, impalpabile, ineffabile, un luogo reale e interiore allo stesso tempo, dove provare a coltivare quella parte di noi alla quale nel nostro quotidiano non accordiamo l’opportunità di esistere. Un posto dove cercare “beatitudo”.

Tanta è l’attesa, per scoprire come Armando Punzo riuscirà a trasformare lo spettacolo visto a Volterra nel cortile della Fortezza, come, le piscine e la tanta acqua verranno ricreate sul palcoscenico del Teatro Verdi, ma, siamo certi che al di là delle soluzioni scenografiche che verranno adottate, l’emozioni e le suggestioni che Armando Punzo e la sua compagnia riescono a evocare nel pubblico non mancheranno.

Pochi i biglietti rimasti disponibili, in vendita al Botteghino del Teatro Verdi (sportello e telefonica) e nel circuito vivaticket.

Per informazioni tel 050 941 111 e www.teatrodipisa.pi.it

 

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