Gli Ancillotti mettono a ferro e fuoco il palco del Borderline

Ancillotti + Heavenly Nights – 28/01/2017 – Borderline, Pisa

PISA – In un ipotetico calendario heavy metal, gennaio 2017 si è chiuso con il ritorno in Toscana degli Ancillotti dopo il release-party dell’ultimo album Strike Back svoltosi a Prato sul palco dell’Exenzia lo scorso ottobre. Questo ritorno è avvenuto al Borderline di Pisa e ha fatto da preludio all’imminente tour europeo cui si imbarcherà la band nei prossimi mesi insieme a Ross The Boss, primo e storico chitarrista dei Manowar. Che cosa rappresentano gli Ancillotti nel panorama metal/rock italiano? Gli Ancillotti sono una band nata nel 2010 da un’idea del cantante della Strana Officina, Daniele “Bud” Ancillotti, da suo fratello Bid al basso e da suo figlio Brian alla batteria, a loro si è aggiunse poi il talentuoso chitarrista parmense Ciano Toscani.

Il concerto è stato aperto dai rockers livornesi Heavenly Nights, band fondata dal chitarrista Alessandro Banti che ha intrattenuto i presenti con brani dal tiro american metal come Beautiful and Dangerous e Heartbreaking Night.

Da poco passate le 23:30 e dopo una breve intro strumentale ecco deflagrare dall’impianto del locale pisano la nuova Fight, primo brano della setlist degli Ancillotti tratto dal nuovo album Strike Back. L’heavy metal degli Ancillotti, pur restando ancorato alle classiche influenze del metal anni ’80 internazionale e contenendo per forza di cose gli accorgimenti tipici delle band in cui Bud milita (Strana Officina e Bud Tribe), riesce ad impressionare per tiro, precisione chirurgica – e qui c’è da fare i complimenti a Brian, vero e proprio metronomo dietro le pelli – e l’esatta dose di melodia che serve a questo tipo di musica.

È nei mid-tempos che viene fuori l’anima più personale ed esaltante degli Ancillotti: le successive The Beast is Rising – che nell’album Strike Back formava un ipotetico dittico “politico” insieme alla anti-Trump Firestarter – e Immortal Idol si portano dietro tutta la carica formale del metal anni ’80 riuscendo a trovare un equilibrio tra i Saxon di Unleash the Beast e l’Ozzy Osbourne del periodo più melodico. Se il nuovo album Strike Back ha confermato le qualità di questo combo tosco-emiliano, l’album di debutto The Chain Goes On ha rappresentato, al momento dell’uscita, un vero fulmine a ciel sereno per il sottoscritto ed infatti le successive Living For The Night Time e la bellissima anti-bellica Victims Of The Future riescono ad esaltare in sede live così come nei solchi digitali del CD. Soprattutto quest’ultima, che a livello tematico continua la storia del milite ignoto narrata dalla Strana Officina in Unknown Soldier, emoziona per l’intensità che Bud infonde al brano tramite la sua voce – intatta – e della sua gestualità sempre coinvolgente.

 

«Andiamo tutti a bruciare la strega!!». È così che viene introdotta Burn, Witch, Burn, altra speed-track dall’ultimo album Strike Back: un brano cattivo e tagliente, che potrebbe ricordare la versione riveduta e corretta dei brani più antichi della Strana Officina come Profumo di puttana mentre la successiva The Hunter, dotata di un rifferama da enciclopedia dell’heavy metal, ci trasporta nel mondo dei cacciatori di taglie.

La seconda parte del concerto si è aperto con un momento riflessivo ed emozionale grazie alla ballad Lonely Road. «Un brano molto particolare a cui siamo molto affezionati – afferma Bud mentre in sottofondo fuoriescono i primi arpeggi elettro-acustici dalla Gibson di Ciano – è un brano che abbiamo scritto in un periodo molto difficile per noi, e stasera lo vogliamo proporre a voi, è un pezzo dedicato a delle nostre persone care». Ancora raffinato H/M anni ’80 con il trittico I Don’t Wanna Know, la più scorpioniana della serata, To Hell With You, un vero treno lanciato a folle velocità e Never Too Late, un ipnotico anthem rock con trame chitarristiche mai banali.

Il sipario viene chiuso da tre brani tratti dal primo album, ovvero Warrior, Legacy of Rock e Bang Your Head: tre brani che rappresentano tutto quello che gli Ancillotti hanno dato, stanno dando e daranno in prospettiva al mondo dell’heavy metal tricolore. La prima rappresenta l’animo battagliero, la seconda lo spirito di unità familiare, la terza la voglia di muovere la testa a ritmo di queste note infuocate. Gli Ancillotti mostrano una passione fuori dal comune per questa musica, una dedizione ed un mestiere che li eleva sul podio delle migliori realtà live.

Nota tecnica: i suoni provenienti dall’impianto del Borderline hanno fatto la differenza in positivo, presentando un sound assolutamente affilato e in linea con quella che ci si aspetta da un concerto heavy metal.

Setlist:
Fight
The Beast is Rising
Immortal Idol
Living For The Night Time
Victims Of The Future
Burn With Burn
The Hunter
Lonely Road
I Don’t Wanna Know
To Hell With You
Never Too Late
Warrior
Legacy Of Rock
Bang Your Head

Ancillotti:
Bud: voce
Bid: basso
Brian: batteria
Ciano: chitarra

Tomas Ticciati

Tomas Ticciati

Nato nel lontano 1985 a Pontedera, laureato in Storia dell'Arte a Pisa. Per Tuttomondo, da settembre 2014, mi occupo di cinema, recensioni e interviste. I miei interessi spaziano dal cinema italiano (in ordine sparso Fulci, Verdone, Fellini, Argento, Scola, Avati i miei preferiti) a quello americano (i maestri della new hollywood e del new horror anni '70/80), non guardo le serie tv.
Tomas Ticciati
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